Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Le glorie del pontificato...
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LE GLORIE DEL PONTIFICATO DA ADAMO AL GIUBILEO SACERDOTALE DI SUA SANTITÀ IL PONTEFICE LEONE XIII

XXVI. La Chiesa innanzi a Martin Lutero

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XXVI.

La Chiesa innanzi a Martin Lutero

  Disponiamoci, ché presto verrà uno sfacciato, Martin Lutero, per rimproverare che la Chiesa non è più dessa la immacolata figlia di Dio, ma una prostituta; disponiamoci <a> rispondere allo impudente, ché la Chiesa continua <ad> essere maestra di virtù, guida di sapienza e fonte di prosperità.

  Nicola di Cusa, cardinal di Treveri, scrive impareggiabili libri Della pace della fede106. Giovanni Muller con pari sagacia scrive Delle teoriche107 e Nicola Copernico con profondità di studio espone suoi libri <Delle rivoluzioni>108 dei globi celesti.

  Il monaco Guttemberg studiando trova che ai tempi di Cicerone ricopiavasi un libro col metodo della <impressione>109 tabellaria e della silografia. Il Guttemberg perfeziona l'arte della stampa colle matrici fuse e nuovo indirizzo al secolo.

  Pico110 della Mirandola, prima di lasciare i banchi della scuola, espone 900 tesi intorno a tutto lo scibile[87] del suo tempo, le addita al mondo universo e sclama: "Vengano gli istruiti e <si> degnino <di> conferir meco, che io mi sento ardentissima sete del sapere".

- 1015 -  Cosimo de' Medici saluta intorno a sé un collegio degli amanti del bello scrivere e applaude dicendo: "Primo il Signore e poi il dono del cielo, il bello scrivere". I sapienti ed i patrizii il risalutano concordi padre della patria. Della stessa famiglia è Lorenzo il Magnifico, e Giovanni, che presto con il nome di Leone x si fa dal soglio pontificio maestro di virtù, sostegno delle arti belle.

  Il Perugino, il Leonardo da Vinci, il Bramante, il Michelangelo Buonarroti, dalla Chiesa111 e dal pontefice hanno l'aiuto e l'ispirazione di quei loro lavori che fanno tuttodì ammirare il mondo.

  Ximenes, monaco austerissimo, diviene cardinale e arcivescovo di Toledo. Di <costui>112 Leibnizio disse valere egli solo più che tutta la Spagna. Il Ximenes, ancor vecchio oltre i 70 anni, conduce le armate allo acquisto del regno d'Orano e ritorna trionfante. Ai musulmani impone: "Studiate la religione cristiana per abbracciarla, o voi sarete gravemente puniti". Intanto in un sol vortice di fiamme consuma 500 volumi dell'Alcorano e riduce al Cristianesimo il regno intiero di Granata. Attendere perché sia diffuso il regno di Gesù Cristo è missione massima dei successori degli apostoli. Invigilare che le anime non vengano sedotte dall'errore è parimenti diritto e dovere della Chiesa. Ximenes, leone in guerra, ritornava d'un tratto agnello[88] in pace. Morendo Ferdinando v di Spagna, la figlia Giovanna113 entrata nella reggenza esce di senno. Ximenes colla dolcezza dei modi, con la inalterabile pazienza, la guarisce perfettamente.

  Di Isabella, della quale era consigliere, confessava lo Ximenes: "No, non sarà mai che l'universo veda sovrana di tal grandezza d'animo, di tal purezza di cuore, di tal fervore di pietà e di sollecitudine per la giustizia". Isabella scorge Cristoforo Colombo abbandonato da Genova, da Venezia, da Francia, da Inghilterra, ed ella il ricoverò e il provvide per la - 1016 -scoperta del Nuovo Mondo, dove addì 12 ottobre 1492 piantò la croce del Salvatore, essendo partito da Spagna addì 3 agosto dello stesso anno.

  Un pericolo gravissimo alla religione ed alla civiltà si facevano i musulmani, i quali minacciarono di invadere tutto l'occidente. Ad opporre resistenza mancavano i Goffredi, i san Luigi. Orbene Eugenio iv pontefice massimo predica la crociata e ottiene che a difesa insorgano intrepidi i popoli della Polonia e della Valacchia, che a guidare gli eserciti alla vittoria si levino su poderosi Ladislao, re di Polonia stessa, e Uniade d'Ungheria.

  Altra volta un servo cristiano, Scanderbeg114, sfuggito dallo esercito turco, di trionfo in trionfo conduce vittoriosa l'armata cristiana, sì che morto lui i turchi, per compenso a tante sconfitte patite, domandano una reliquia del corpo dello Scanderbeg pensando che in loro si avvalorerebbe lo spirito militare.

  [89] Il pontefice Callisto iii istituisce la festa della Trasfigurazione in riconoscenza al Signore per la vittoria riportata a Belgrado contro Maometto ii.

  Il pontefice Pio ii arringa il monarca ottomano: "Perché non ti rendi tu cristiano?... Diverresti glorioso al pari di Carlomagno... Ma se rifiuti <di> venire come amico, io ti scaccio come avversario... Io imbrandisco la mia spada e ti intimo: Partiti o tu sei morto!"

  Giulio ii, altro dei pontefici sommi, capitana eserciti per iscacciare alemanni devastatori, aduna un concilio ecumenico in Laterano e con erigere la cupola di San Pietro, la Cappella sistina, il mausoleo proprio per opera del Michelangelo, grida tuttodì al mondo universo: "La forza della Chiesa eccola in ogni utile esercizio di arte bella".

  Personaggi di santità sono in quest'epoca nella Chiesa quasi bellissime stelle nel firmamento; vengono innanzi le persone venerande dei santi, che sono di san Giovanni di Capistrano,- 1017 - di sant'Antonino di Firenze, dal beato Carrero Matteo da Mantova, del beato Antonio Neyrot, del beato Andrea da Peschiera, del beato Costante, dei beati Giovanni, Sebastiano, Antonio. Andrea e Simeone115 son coronati da martirio per mano degli ebrei in Trento.

  Santa Catterina da Bologna, il beato Antonio di Stroncone, il beato Pacifico, il beato Giovan di Dukla116 in Polonia, la beata Eustochia, san Giacomo di Schiavonia117, san Bernardino da Feltre, il beato Angelo di Chivasso, il beato Vincenzo, san Ladislao di Polonia, san Giovanni di Kenti118, san Francesco di Paola, istitutore dei minimi, [90] e san Casimiro re di Polonia sono i principali, ma non tutti i nomi dei personaggi venerandi che in quest'epoca per santità hanno illustrata la Chiesa.

  Eppoi vengano degli impudenti a dire che la Chiesa ha fatto il suo tempo, che non è più dessa la sposa santa del divin Salvatore.





p. 1014
106 Originale: Della pace e della fede; cfr. Rohrbacher XI, p. 516.



107 Diversamente in Rohrbacher XI, p. 517: «Al tempo stesso egli [Giovanni Muller] dirigeva una tipografia donde si videro uscire le Teoriche di Peurbach».



108 Per l'integrazione cfr. Rohrbacher XI, p. 520.



109 Per l'integrazione cfr. Rohrbacher XI, p. 521.



110 Originale: Picco; cfr. Rohrbacher XI, p. 673.



p. 1015
111 Originale: il Bramante, il Bonarroti collo scolaro suo il Michelangelo dalla Chiesa.



112 Per l'integrazione cfr. Rohrbacher XI, p. 523.



113 Originale: la figlia di Giovanna.



p. 1016
114 Originale: Scanderberg, ripetuto nel capitolo; cfr. Rohrbacher XI, p. 662.



p. 1017
115 Originale: Simone; cfr. Rohrbacher XI, p. 702.



116 Originale: Antonio Strocune [...] Giovan di Dunla ; cfr. Rohrbacher XI, pp. 726-727.



117 Originale: Shiavonia; cfr. Rohrbacher XI, p. 728.



118 Originale: Kent; cfr. Rohrbacher XI, p. 780.



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