Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Le glorie del pontificato...
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LE GLORIE DEL PONTIFICATO DA ADAMO AL GIUBILEO SACERDOTALE DI SUA SANTITÀ IL PONTEFICE LEONE XIII

XXXI. La Chiesa di Gesù Cristo è un'aia

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XXXI.

La Chiesa di Gesù Cristo è un'aia

  La Chiesa di Gesù Cristo è altresì paragonata ad un'aia nella quale soffia il vento, onde il frumento scagliato colla pala del contadino, fa che d'un tratto il buon grano venga separato dalla sua pula171. Il vento della tribolazione separa i buoni dai rei.

  Era il 4 maggio 1789. Una processione composta di 290 ecclesiastici, di 270 nobili, di 500 eletti fra il popolo si incamminavano alla sede del governo in Francia cantando: "La religione forma la forza degl'imperi e la felicità dei popoli". Quando il Terzo [107] stato od i rappresentanti del popolo gridarono: "Finora siamo stati niente ed or vogliamo essere il tutto... Or non usciremo da quest'aula che a forza di baionetta", sclamò il re: " Sono io che mi affido a voi, aiutatemi ad assicurare la salute dello Stato". Il Marat con il giornale suo l'Amico del popolo rinfocolava le moltitudini a proclamare libertà assoluta ed a disfarsene del re.

  Fu dunque gridata la Dichiarazione dei diritti dell'uomo, con cui la plebe cassò la carta di <Luigi il Buono, figlio di>172 Carlomagno, del<l'>817 e gridò: "Il potere di comandare non è da Dio, ma dal popolo. Or noi del popolo dinanzi allo altare della patria protestiamo che siamo stanchi del re... Vescovadi ne abbiamo d'avanzo di 83 in tutta la Francia, e quanto ai sacerdoti quelli che non giurano nella Costituzione - 1032 -civile del clero di aderire in tutto ai nostri comandi, saranno decapitati... I religiosi e le religiose escano dai loro conventi e lavorino fuori al bene della repubblica...". Poco stante, come un gridavasi: "I cristiani ai leoni!", così adesso gridavasi in Francia: "I preti alla lanterna!" A questo punto i sacerdoti ed i cattolici venivano trascinati al supplizio come le pecore al macello.

  Né bastando le spade a tagliare tanti capi, certo Guillotin assiste padrino alla inaugurazione di altra macchina di eccidio, detta ghigliottina, per troncare cento a cento le teste dei cittadini di Francia che non la pensavano come il così detto Comitato di pubblica salute.

  Allo eccesso di barbarie congiungevasi l'eccesso di scherno. Ciascun carnefice vantavasi <con> dire: "Io [108] ho fatto in questa settimana guadagnare tanti milioni alla repubblica. Nella prossima settimana ne farò guadagnare tanto più; io spoglierò un maggior numero di ricchi". In sentenziare un vecchio balbuziente, dicevasi: "Non è la lingua di cui ho bisogno, è la testa...". Un sordo condannavasi per aver sordamente cospirato. Alla vedova Maillé fu detto: "Veramente non sei tu quella che si voleva giudicare, ma oggi o domani è lo stesso".

  Chiamavasi bagno o deportazione <verticale>173 l'atto di affogar in mare fin 500 persone ad una volta. Nella Vandea 300 furono chiusi entro carcereriscaldata dal sole che un barile di pece vi colò entro. I carnefici entrarono con bicchieri alla mano, insultavano: "Beviamo alla vostra salute come se fosse vostro sangue!" Ed i confessori della fede a loro: "E noi andiamo a pregare per voi". Le religiose orsoline e le carmelitane disponevansi alla morte come ad un trionfo.

  I sacerdoti ed i vescovi esclamavano: "Ebbene, se il buon Dio chiede la nostra vita, il sacrificio deve essere intiero." Il commissario Violet174 che assisté al macello dei sacerdoti nel convento dei carmelitani sclamava di poi: "Io mi perdo, io - 1033 -trasecolo175, non comprendo nulla, e tutti quelli che avessero potuto veder la cosa non ne sarebbero meno stupiti di me. I vostri preti andavano alla morte colla stessa allegrezza che se fossero andati a nozze".

  Intanto Luigi xvi replicava: "Dio mi è testimonio che io non voglio che la salute della Francia... Io mi aspetto la morte e la perdono loro anticipatamente[109]... Se mio figlio ha la sciagura di diventar re, perdoni ancor egli la mia morte". Il re Luigi addì 25 giugno176 1791 fu dichiarato decaduto dal trono e addì 21 gennaio 1793 saliva il palco gridando: "Muoio innocente!... Perdono a tutti... Il mio sangue non scenda sulla Francia!" Le sorelle Maria Antonietta ed Elisabetta177 furono pure condannate, Filippo mutò il nome di Capeto in quella di Eguaglianza, ma non fu risparmiato. Nel 1796 fu pure martirizzata la figlia Maria Teresa mentre sclamava: "O mio Dio, perdonate a quelli che hanno fatto morire i miei parenti!"

  I contadini della Vandea, guidati da un loro capitano in zoccoli di legno, si difendevano come eroi contro ai rivoluzionari. Si comunicavano al santo altare ed entravano poi come leoni nel combattimento. Scrive Thiers: "La religione è abitudine della vita, hanno piena confidenza nel prete, ed ecco la ragione della rivoluzione della Vandea". Quei popoli intrepidi non deposero le armi se non quando, alla rivoluzione succedendo il comando di Napoleone Bonaparte, questi giurò che avrebbe permesso loro di professare liberamente la santa fede. Confessavano poi i soldati dello stesso Napoleone che al confronto delle guerre gigantesche della Vandea, le guerre combattute in Olanda, nel Belgio, nell'Alemagna erano come scherzi di fanciulli.

  Or Napoleone fe' quetare i turbini della rivoluzione, ma non acquetò parimenti i venti delle persecuzioni. La Chiesa di Gesù Cristo è simile ad un'aia ed è [110] uopo che un vento vi soffi entro di continuo a separare il buon grano dalla pula.





p. 1031
171 Cfr. Mt 3, 12.



172 Per l'integrazione cfr. Rohrbacher XV, p. 14.



p. 1032
173 Per l'integrazione cfr. Rohrbacher XV, p. 85.



174 Originale: Nolet; cfr. Rohrbacher XV, p. 62.



p. 1033
175 Originale: trascendo; cfr. Rohrbacher XV, p. 62.



176 Originale: 16 luglio; cfr. Rohrbacher XV, p. 50.



177 Probabilmente: La regina Maria Antonietta e la sorella del re Elisabetta.



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