Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Le glorie del pontificato...
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LE GLORIE DEL PONTIFICATO DA ADAMO AL GIUBILEO SACERDOTALE DI SUA SANTITÀ IL PONTEFICE LEONE XIII

XXXVII. Sarete come agnelli fra' lupi

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XXXVII.

Sarete come agnelli fra' lupi

  Ne premunì il divin Salvatore Pietro e gli altri con dir loro: "Voi sarete come agnelli fra' lupi"219. Gli avversari della Chiesa nei primordi del 1848 operavano gagliardi con gli insegnamenti del Machiavelli220 che scrive: "A un principe... è necessario parere pietoso... ma stare in modo edificato con l'animo che, bisognando non essere, tu possa e sappi mutare l'animo in contrario".

  I nemici della Chiesa pugnavano come insinuò Voltaire: "La menzogna è vizio quando nuoce; quando giova è grandissima virtù". E come Federico ii che scriveva: "Bisogna minare in silenzio, senza strepito, l'edificio della superstizione". Avvisavano parimenti come Gioberti che nel 1834 scriveva a Mazzini: "La religione per suscitarla, ponetela d'accordo - 1050 -coll'uomo e col secolo". E come il Giusti che diceva: "Estirpate papa, preti e frati a colpi letterari di coltello e di accetta".

  [131] Intanto il Weitling, il cantore del Proletariato ladro incoraggia con protestare: "Non abbiate paura di un fantasma di Provvidenza... Un i vostri fratelli di Francia daranno il segno, e allora l'Italia strozzerà principi e papi, e caduti i re si soffia sopra Roma"221.

  A tant'uopo ammonisce Mazzini: "Le plebi si guadagnino fra' grandi un protettorato... Conosca il popolo i suoi diritti... I diritti dei preti non si devono impugnare direttamente... Bisogna agire uniti... Bisogna superare e corrompere l'armata".

  Nel 1847, vigilia della rivoluzione, si cominciò ad inneggiare "alla santa bandiera che il Vicario di Cristo innalzò". Galletti chiamava l'amnistia pontificia <non>222 magnanima clemenza, ma dovere di sovrano e di cittadino. L'Inghilterra, appoggiata allo scrigno d'oro e libandosi il bicchiere de' suoi godimenti, intima all'Irlanda: "Una delle due, o l'odio al papa di Roma e la fede nella regina e papessa d'Inghilterra, ovvero le multe, le prigionie, il dissanguamento e la morte". Rispose Irlanda: "Io scelgo i patimenti e la morte". Il lord Palmerston arse di dispetto e protestò: "Ebbene, l'Europa massonica si collegherà con l'Europa protestante e il Cattolicismo d'Irlanda cadrà con il Cattolicismo di tutta Europa, come un masso che precipitando dal monte s'infrange negli scogli della vallea".

  Il feroce Munziger nella Svizzera applaude al Palmerston con dire: "Bisogna che il cannone ed il macello diradi<no> o stordisca<no> gli oppositori". D'un subito i protestanti svizzeri nella guerra del Sonderbund [132] piombano sopra i cattolici, i quali non potuti aiutare almen dal pontefice, caddero miseramente sotto l'oppressione dello scacciamento e di vessazioni crudissime.

  Il torrente della rivoluzione da Svizzera entrò nel Piemonte - 1051 -e poi a Napoli, dove si gridava: "Viva Pio ix! Ma abbasso la polizia! Morte ai gesuiti! Non più preti! Viva il crocefisso e la libertà!" Parigi, il cuor dell'Europa, insorse, mise in fuga il re Luigi Filippo, e con lui i principi di Parma, di Piacenza, di Modena in Italia. Per mezzo di Kossuth223 la rivoluzione sprigiona dall'Ungheria e pone in rapida fuga Ferdinando. Il Radetzky nel marzo 1848 combatté le Cinque giornate di Milano.

  In Roma, ucciso il primo ministro del pontefice, Pellegrino Rossi, se ne allietano le moltitudini che cantano: "Benedetta quella mano che il Rossi pugnalò.". Il Galletti dichiara decaduto il poter temporale del pontefice e accalora la Società detta infernale e quella degli ammazzatori.

  Mazzini accozza una religione con un miscuglio di Cristianesimo, di panteismo, di metempsicosi greca, di stregoneria nordica, e associatosi a Saffi e ad Armellini nel governo di Roma proclama il programma: "Fede in Dio, nel diritto e in noi!"

  Fu una conflagrazione universale. Perfino nel campo cattolico erano degli intelletti stravolti. Il Ventura scriveva che "il trionfo della Chiesa sarebbe venuto per la demagogia; questa selvaggia [133] eroina ribattezzata e ribenedetta avrebbe dato salvezza al mondo". Il Rosmini parlò anch'egli di una costituzione secondo la giustizia sociale e fece condannare dall'Indice il suo libro Delle cinque piaghe, come il Ventura il suo discorso sui morti di Vienna.

  "Sarete come agnelli in mezzo ai lupi"224, disse il divin Salvatore a' suoi apostoli. Ma già era scritto da Dio che gli agnelli l'avrebbero vinta sopra ai lupi. A salvare l'Irlanda sorse O'Connell225 solo contro la rabbia degli inglesi protestanti, solo contro l'impazienza dei Whiteboys226, i cattolici dell'estremo partito. O'Connell con forza e con pazienza pari combatté intrepido, finché nel 1829, avendo potuto mettere piè in Parlamento,- 1052 - sfogò il suo cuore con dire: "Nessun popolo fu mai oppresso con un codice di persecuzione più crudele, più freddo, più sanguinoso, più straziante di quello che gli orangisti imposero all'Irlanda per tormentare i cattolici; tanto più che a renderlo maggiormente odioso lo imposero dopo violato un solenne trattato". Il Ventura salutò O'Connell "una delle più belle glorie del Cattolicismo, il più grande, il più straordinario, il più stupendo personaggio dei tempi moderni, pria che Pio ix si rivelasse alla terra".

  L'eroe d'Irlanda nel 1847 si incamminò per alla volta della capitale del mondo cattolico. Ma giunto a Genova sentissi morire, onde lasciò questo testamento: "Il mio cuore, che ha sempre palpitato per il Vicario di Gesù Cristo, portatelo a Roma, mostratelo a Pio. Dite che preghi pace a me, salute alla mia patria".

  [134] I cattolici del Sonderbund alla loro volta minacciati di eccidio rispondevano: "Nessun desidera la pace più di noi, battuti da tanti anni da tutte le tempeste della discordia, ma più ancora della pace abbiamo cara la religione cattolica, che è grande nostra consolazione in vita ed unica speranza in morte". E tratti al campo di battaglia si incoraggiavano dicendo: "Saremo forti, ma misericordiosi con gli avversari, perché sono i nostri fratelli".

  Nella Francia sorse monsignor Affre a difendere col sangue la pace del paese, la libertà della Chiesa. Egli ebbe compagni non pochi di patimento in tutte le nazioni d'Europa.

  Pio ix avvisava con immenso affetto: "La giustizia innalza le nazioni, il peccato poi rende miseri i popoli". Né vedendosi ascoltato, protestò: "Sappia il mondo tutto che io non prendo nemmen di nome parte alcuna agli atti del nuovo governo, al quale io mi riguardo affatto estraneo". Intanto i buoni con l'arcivescovo di Marsiglia "avrebbero voluto accorrere a formare baluardo dei loro corpi attorno al sacro trono del Vicario di Gesù Cristo". E sospiravano come l'arcivescovo di Bordeaux: "Pio ix è forse fuggitivo; sia benedetta quella terra qualunque che lo ha ospitato; se Dio volesse che questa terra fosse la Francia, noi saluteremmo la venuta di lui come una benedizione per il nostro avvenire".

- 1053 -  Pio ix ricevuto in dono dal vescovo di Valenza il sacro vaso entro al quale esule Pio vi recava la santissima Eucaristia, l'ebbe come un avviso del cielo e addì 24 novembre di quest'anno 1848 riparò a Gaeta, [135] dove con immensa gioia fu ricevuto dal re di Napoli.

  Intanto i cattolici pregavano per il pontefice come i primi fedeli per l'apostolo Pietro in catene, e così ottennero in breve che ai 29 giugno dell'anno seguente il mondo scorgesse altro prodigio, Pio ix trionfante in Roma, un agnello mitissimo che ebbe soggiogati i lupi dei propri avversari. "Voi sarete -- continua il divin Salvatore -- come agnelli in mezzo ai lupi, ma non abbiate punto di timore perché io sarò con voi sino alla consumazion dei secoli"227.





p. 1049
219 Mt 10, 16.



220 Originale: Macchiavelli; cfr. BALAN I, p.12.



p. 1050
221 Diversamente in Balan I, p. 35, dove le frasiNon abbiate paura [...] sopra Roma».) sono attribuite a Guglielmo Marr e a Moedeff.



222 Per l'integrazione cfr. BALAN I, p. 56.



p. 1051
223 Originale: Kossout; cfr. BALAN I, p. 314.



224 Mt 10, 16.



225 Originale: O'Connel, ripetuto nel capitolo; cfr. Balan I, p. 94.



226 Originale: Whiteboy; cfr. Balan I, p. 94.



p. 1053
227 Mt 10, 16; 28, 20.



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