Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Le glorie del pontificato...
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LE GLORIE DEL PONTIFICATO DA ADAMO AL GIUBILEO SACERDOTALE DI SUA SANTITÀ IL PONTEFICE LEONE XIII

XXXIX. Dai loro frutti voi li conoscerete

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XXXIX.

Dai loro frutti voi li conoscerete233

  Gli amici della patria ai giorni nostri si conoscono dai loro fatti.

  Nel 1857 il pontefice venendo in visita de' suoi Stati era applaudito "padre, erede della virtù e del nome di Pio v". E nel medesimo tempo i più potenti congiuravano asserendo con Kossuth234 che "il governo sacerdotale di Roma è la peggiore fra le invenzioni umane".

  Poco stante uscì un opuscolo scritto per ordine di Napoleone intitolato La Francia, Roma e l'Italia, che "era campana funebre la quale dava i rintocchi del potere temporale del papa". Garibaldi da Marsala gridava pure: "O Roma o morte!" Cavour nel 1861 spirava mormorando: "Libera Chiesa in libero Stato!" Aiutavano l'opera di rivoluzione il Liverani, il Reali, il Passaglia, a capo di altri del clero secolare - 1057 -e regolare in Sicilia, a Napoli, in Lombardia, valendosi di giornali, di libelli, di società con principii scismatici, con circoli corruttori dei sacerdoti e <con> scandalo dei fedeli.

  [140] In Milano è deplorevole che sorgessero il libello Le piaghe della Chiesa milanese235 ed altri sulla tirannide sacerdotale, contro i vescovi Ballerini e Caccia.

  Il Gavazzi pure ed il Pantaleo percorrevano in predicazioni scismatiche, ed il Rénan236 esponeva suoi viaggi in Siria. L'Ausonio Franchi descriveva Il razionalismo del popolo, La religione nel secolo xix e il periodico La ragione.

  Percorrevano pure per l'Italia missionari anglicani, valdesi, zuingliani, calvinisti, appoggiati sempre direttamente od indirettamente dalle società clerico-liberali, dette di mutuo soccorso ed emancipatrici del clero. Napoleone stesso osava indirizzarsi al pontefice per imporgli "principii del diritto nuovo".

  Nel 1866 si attuò il progetto dello incameramento dei beni ecclesiastici allo scopo per cui la Società nazionale esprimeva: "La questione romana nacque soprat<t>utto dal bisogno di distruggere il potere spirituale, che è il vero nemico della nostra tranquillità nazionale".

  Pio ix già nel 1860 aveva perduto quasi intiero lo Stato. I giornali poi del 1861 nelle spogliazioni del Napolitano, e nel periodo di soli nove mesi, narrano di 8968 fucilati, di 10604 feriti, di 13629 prigionieri con 918 case arse e sei paesi distrutti, fra' quali Pontelandolfo e Casalduni in fiamme tuttavia.

  I religiosi furono sperduti. Il preposito generale dei gesuiti, dolendosi dei mille suoi confratelli scacciati, protestava a Vittorio Emanuele che, mentre il suo illustre predecessore Carlo Emanuele iv lasciava [141] il trono per la religione or sono appunto nove lustri, egli poi vituperasse quella stessa religione e la perseguisse con odio così calunnioso e così feroce. L'arcivescovo cardinale di Napoli, Riario Sforza, sfidava il ministero - 1058 -a provare la reità "d'un solo del clero del regno, che potesse porgere ragionevole appoggio al suo generale biasimo".

  Nel 1861 per cagione di multe, di esilii, di prigionie, per morte e patimenti sofferti erano vacanti molte sedi vescovili in Italia. Durando poi la "Legge dei sospetti"237 più che 700 sacerdoti furono condannati alla carcere ed al domicilio coatto.

  Garibaldi con rito sacrilego battezzava i bambini dicendo: "Ti benedica il Cristo legislatore della umanità". A Bergamo fu condannato per eccesso di spiritualità il libro di Angelo Berzi Teoria mistica della creazione fatta nel Cristo <cavata dalla antica filosofia cristiana>238. Monti e Tognetti furon multati sul capo239 per aver minacciato di eccidio la caserma Serristori.

  In Francia comparve il libro Imperatore e papa, per creare Napoleone capo temporale e spirituale insieme della nazione. Per tanti e sì acerbi frutti dolevasi Pio ix:".La maledizione e la menzogna, l'omicidio e il furto e l'adulterio hanno straripato e il sangue incalza il sangue". E riferendosi a Napoleone diceva ad Ideville240: "Io vi ripeto che confido in Dio solo, ma credetemi, io temo la morte ed il giudizio di Dio meno, per esempio, del vostro imperatore... Ditegli che io prego per lui. Dicesi che la sua salute non sia ottima, io [142] prego per la sua salute. Si dice che l'anima sua non sia tranquilla, io prego per la sua anima".

  Onde l'Ideville in uscire teneva la pezzuola agli occhi e sclamava: "Questo vecchio re pareva un giudice, il suo trono secolare pareva un tribunale, ogni sua parola somigliava ad una sentenza".

  Pio ix rivolto ai cattolici d'Italia scongiuravali: "Agite con forza, ché non è certo che la fede abbia a durare sempre in - 1059 -questa e quella nazione... Altri popoli l'hanno perduta... Tremino principi e popoli se per loro colpa si distrugga il tesoro della religione".

  Pio ix annunziava pure al mondo tutto la sua gratitudine "per coloro che collo splendido esempio di fede, di devozione, di amore verso la Santa Sede dato all'universo si erano meritati un onore immortale". Diceva <di> sperare che "tutti coloro i quali erano stati gloriosamente oppressi per la causa della Chiesa otterrebbero quella pace e quella felicità eterna che egli aveva chiesto e non cesserebbe mai di chiedere a Dio per loro". Pio ix con magnifico breve ricordò le glorie dei crociati cattolici ed istituì la medaglia commemorativa dei loro grandi fatti.

  Il Lamoricière241, scrive Quatrebarbes che assistendo alla santa Messa "ci pareva una di quelle statue dei cavalieri crociati, senza paura e senza rimorso, che i padri nostri godeano <di> scolpire colle mani giunte, appoggiati sulla spada". Il generale Pimodan in morire confortava il Lamoricière dicendo: "Generale, combattono da eroi, l'onor della Chiesa è salvo". Il general Brignone, avversario[143], ammirando l'intrepido coraggio con cui tremila zuavi combatterono contro ventimila a Castelfidardo, levossi il cappello al loro passaggio.

  Dal 1860 in poi si videro gli animi dei cattolici ringiovanirsi, alzare le fronti a magnanima alterezza, riaccendersi il fuoco delle maschie virtù, rinascere in una parola l'eroismo cristiano.

  Sclamava il vescovo di Poitiers "O Spoleto, o Castelfidardo, o Ancona, la Chiesa custodirà i vostri nomi come ella custodisce quello di Damiata, di Massura e di Cartagine. pure vi ebbero delle sconfitte, ma quelle sconfitte furono insieme vantaggi e glorie".

  I vescovi dell'universo poi rivolti a Pio ix salutavanlo come il vescovo d'Angers242: "Voi, nobile pontefice, che avete fronte - 1060 -serena come la virtù, cuore calmo come l'innocenza, voi non piegherete sotto il peso di queste nuove croci, esse vi sono già state predette; voi finirete gloriosamente questa missione di dolori, e la corona di spine che ora vi spreme sangue dalla fronte, come quella del vostro divin Maestro, cambierassi un giorno in aureola di gloria".

  Or noi abbiamo qui dinanzi agli occhi ed al giudizio della storia due alberi. Si mirino attentamente. Dai frutti voi conoscerete la qualità dell'albero stesso.





p. 1056
233 Mt 7, 16.



234 Originale: Kossout; cfr. Balan II, p. 65.



p. 1057
235 Originale: Le piaghe del clero milanese ; cfr. Balan II, p. 368.



236 Originale: Renan; cfr. Balan II, p. 466.



p. 1058
237 Originale: "legge del sospetto"; cfr. Balan II, p. 701.



238 Per l'integrazione cfr. Balan II, p. 892.



239 Più chiaramente in Balan II, p. 828: «[...] l'estremo supplizio ebbero il Monti ed il Tognetti».



240 Originale: Ildeville, ripetuto nel capitolo; cfr. Balan II, p. 691.



p. 1059
241 Originale: Lamoricier, ripetuto nel capitolo; cfr. Balan II, p. 200.



242 Originale: Anges; probabilemnte l'A. si riferisce a Guillaume Laurent Louis Angebault (1790-1869), vescovo di Angers dal 1842; cfr. DHGE, III, Paris 1924, col. 43-44.



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