Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Le glorie del pontificato...
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LE GLORIE DEL PONTIFICATO DA ADAMO AL GIUBILEO SACERDOTALE DI SUA SANTITÀ IL PONTEFICE LEONE XIII

XLV. A Carpineto

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[- 1080 -]

XLV.

A Carpineto

  [170] Affrettiamoci a Carpineto, dove è argomento di purissima gioia.

  La famiglia de' conti Pecci nel 1500 isfuggì l'aere torbido dei rivolgimenti civili in Siena e venne a stare nel Lazio, a Carpineto, "un nido d'aquila edificato in alto sul piano, in luogo sicuro, tra due rocce giganti". E di prospettando, dimorò come l'aquila in considerazione delle alte cose, e giù ridiscendendo alle terrene quando era un fracido di vizio a correggere, un'anima a salvare.

  A termine del secolo passato il terrore della Rivoluzione francese ed a principio del presente le armi del Bonaparte avevano immerso il mondo in un'aere febbrile di voluttà e di indipendenza, onde tutti i buoni levando gli occhi al cielo sclamavano: "Pietà dei figli nostri!... Chi li salva i miserelli nella peste di tante idee sovversive!...". Lodovico ed Anna, conti Pecci, dal loro nido di Carpineto temevano eglino stessi per le due lor figlie e per i quattro lor figli che intorno facevan loro corona. Però non desistevano da praticare di cuore l'orazione, il digiuno, l'elemosina finché Dio li salvasse. Ed i figli crescevano al santo timor di Dio ed alla pietà figliale.

  [171] Raffael Gioac<c>hino Vincenzo, l'ultimo nato, aveva veduta la luce addì 2 marzo 1810, e questi parve crescere ogni più alla severità de' costumi, allo studio indefesso. - 1081 -Aveva sol 12 anni e già scriveva con buon gusto di classicità in versi italiani e latini.

  Erano in Roma i gesuiti, richiamati da Pio vii e dal pontefice Leone xii instituiti nel Collegio romano, che ben presto fu popolato da oltre 1400 scolari. Insegnavano ivi, fra gli altri valenti, i chiarissimi Perrone e Patrizi.

  Il conte Lodovico affidò a quei religiosi intrepidi il suo Gioac<c>hino e la contessa madre ve l'accompagnò, né perdendolo mai di vista prese domicilio in Roma stessa, finché morì e fu sepolta con l'abito bruno dei francescani nella chiesa de' santi Quaranta martiri. Gioac<c>hino, fatto cardinale, ripeteva ancora con alto senso di pietà: "La mamma mia ell'era veramente devota ai poveri... Nei tempi di maggior bisogno faceva appositamente cuocere ogni giorno del pane per loro... Era l'anima di tutte le opere di beneficenza della città e di molte si fece promotrice...". Una mamma pia, ella è per i figli il più prezioso dono del cielo.

  Il giovinetto Gioac<c>hino trovava mai sempre nella pietà e nello studio le delizie del suo cuore. Nelle prove del sapere superava di gran lunga i compagni suoi. In faticare assiduo contrasse grave malattia, onde ne provò poi sempre qualche malessere. Nondimeno nel novembre 1837 venne dal cardinale Odescalchi promosso agli ordini maggiori, e [172] addì primo gennaio del 1838 ascese per la prima volta al santo altare.

  Or chi l'avrebbe pensato mai che al primo gennaio 1888 dovesse venire gioia universale al mondo per la ricorrenza del cinquantesimo anno della prima Messa di lui, Gioac<c>hino Pecci, cresciuto all'altezza del solio pontificio? Quale contento! Or Carpineto non è più la minima delle città di Roma, perché da lei è uscito il condottiero che guida a salute il popol fedele del Signore286.





p. 1081
286 Cfr. Mi 5, 1.



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