Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Le glorie del pontificato...
Lettura del testo

LE GLORIE DEL PONTIFICATO DA ADAMO AL GIUBILEO SACERDOTALE DI SUA SANTITÀ IL PONTEFICE LEONE XIII

XLIX. Leone XIII

«»

- 1091 -

XLIX.

Leone XIII

  Addì 13 luglio295 1881 per lo spazio di due ore, mentre si accompagnava alla basilica di san Lorenzo la salma di Pio ix, una mano di noti facinorosi seguì <a> gridare: "Le ceneri di Pio ix al Tevere!" e intanto lanciava, con grida, dei sassi sul feretro e sulle moltitudini.

  Leone in considerando si duole con dire: "Noi siamo ridotti ad una condizione difficile e per molte ragioni intollerabile... Se acerbo per noi è lo stato delle cose presenti, anche più acerbo è il timore delle future... Che se il trasporto delle ceneri di Pio ix diè luogo ad indegnissimi disordini ed a gravi tumulti, chi potrebbe entrare mallevadore che l'audacia dei tristi non rompesse nelle medesime esorbitanze, quando vedessero noi incedere per le vie di Roma [185] nella maniera che si addice alla nostra dignità? Massime se credessero di averne giusto motivo, perché noi stessi per dovere ci fossimo recati a condannar leggi non giuste decretate qui in Roma e <a> riprovare la reità di alcun altro atto pub<b>lico. Laonde è più che mai palese che nelle presenti circostanze noi non possiamo rimanere in Roma altrimenti che prigionieri nel Vaticano. Che anzi, chi ben ponga mente a certi indizii che vanno qua e manifestandosi e insieme consideri avere apertamente le sette congiurato all'esterminio del nome cattolico, si ha ragion di affermare che più perniciosi propositi vanno maturandosi a danno della religione di Cristo, del sommo pontefice e dell'avita fede del popolo romano".

  Ma come l'apostolo san Paolo che dice: "Quando io sono infermo, allora son potente"296, il pontefice, dato uno sguardo alla terra, con occhio minaccioso fe' tremare come il leon della foresta tutte le belve intorno, le iniquità del mondo.

  Gli stessi sovrani raccolgono l'eco dei gridi che emette - 1092 -nelle sue encicliche sul socialismo e vi fanno intorno le più serie ponderazioni. Bismark, il novello Nerone di Germania, si ammansa.

  E Leone xiii, in atto ora di giustizia che atterrisce e quando di misericordia che incoraggia, grida a quegli avversari che in Italia gli vorrebbero strappare perfino il braccio destro nella conversione del grande Istituto de Propaganda fide; in questo collegio in ogni anno, all'Epifania del Signore, si parlano dinanzi al pontefice ed ai grandi convenuti 28 lingue europee parlate e 49 idiomi dell'oriente intiero. [186] Or che segno è questo, se non che l'opera de Propaganda è l'opera di tutto il mondo cattolico? Il Times297 medesimo protesta come contro un atto di "vera confisca". Leone segue <ad> intimare e alfine ottiene.

  Rivolgendo poi amorevolissimo la voce ai pellegrini che il vengono confortando, continua loro: "Propugnate pure la necessità della sovranità temporale pel libero esercizio del nostro ministero e mostrate colla storia alla mano essere talmente legit<t>imo il diritto onde quella ebbe origine e vita, da non potersene pretendere altro maggiore od eguale".

  Aprì poi la Biblioteca <vaticana> agli studiosi dicendo: "Eruditevi e poi illuminate". Adunò pure intorno a sé una commissione di cardinali e disse: "Procacciate perché alle sedi vacanti di vescovado in Italia sieno eletti i più degni fra tutti". Allo arcivescovo Gastaldi porse lode pei suoi concilii diocesani. Istituì pure un consiglio di istruzione per riparare alle rovine delle scuole irreligiose. Il cardinal Parocchi298 adopera per un corso superiore di studi letterari. Infine leva con venerazione i volumi di san Tomaso e li addita al mondo tutto e dice: "Studiate in questi volumi, perché, secondo conferma altresì il cardinal Gaetano, l'Aquinate, che tenne in venerazione gli antichi sacri dottori, per questo sortì in certo qual modo l'intelligenza di tutti".

  Volto poi lo sguardo a Francia, Leone xiii insinua: "Era - 1093 -scritto già che gesta Dei per francos, e [187] prima del 1870 la grande nazione, come era prima nella politica, così era prima nella religione. Ma stando Mac-Mahon, Grévy299, Ferry e Gambetta, i quali o lasciarono fare dall'empietà ovvero che aiutarono <a> gridare: L'inimico nostro eccolo: il Cristianesimo!, e che scacciando i religiosi e ingiuriando alla fede misero fuori legge trenta millioni di cattolici, allora la Francia dei nostri per molti rispetti tornò peggiore della Francia del 1794-95. Oh, se la Francia cattolica fosse almeno unita ed operosa come la Germania cattolica; ma l'infelice, che è omai senza sacerdozio, miserella la Francia se non indietreggia dal falso cammino!"

  Leone xiii guarda più benevolo alla Spagna e alla regina di quella nazione invia la rosa d'oro.

  A Germania liberale intima Leone xiii: "Nel 1873 erano in questa nazione sacerdoti cattolici 8439, e nel 1881 non si trovano che 1125 par<r>oci e 645 sacerdoti per nove millioni di cattolici... Intanto che ne è di tanti ministri di Dio?... Un milion e mezzo di fedeli in ispecie sono senza clero". Or che è questo? Lo stesso Times sclama: "Non si può giustificaremandare ad effetto un sistema di oppressione contro un clero obbligato alla resistenza dalla propria coscienza e dai propri giuramenti".

  E lo stesso Leone xiii, confortando i cattolici del Centro guidati da Windthorst300, dice: "Ripetetelo pure le cento volte nei congressi: l'occupazione di Roma è un'offesa internazionale, e tutti i cattolici la devono condannare e combattere finché non sia passata".

  [188] Quei cattolici fervidi lavorano e pregano; il pontefice ammonisce ed esorta finché un bel il formidabile Bismark sclama: "Il bene della nazione richiede che il pontefice sia libero... E' da prudente il mutar consiglio... Viva l'autorità del pontefice sommo e godano i figli di lui nel potente impero germanico".

- 1094 -  L'imperatore Guglielmo fu già alla vigilia di una guerra disastrosa con la Spagna per la pretesa occupazione delle Isole Caroline. Ora il Bismark si sommise allo arbitrato del pontefice e la Spagna con lui. Onde Leone xiii mediatore fra le due potenti nazioni pronunciò: "Pace!" E venne la pace alla parola del Vicario di Gesù Cristo, come succedé la tranquillità nelle onde agitate quando il Salvatore divino comandò ai venti ed a le procelle.

  Nella Inghilterra sono pure ingiusti a riprendere, perseguitati a confortare. Il governo degli orangisti diceva col fatto: "Voi, abitanti d'Irlanda, che vi ostinate <ad> aderire al papa, una delle due vi rimane: il morir di fame ovvero l'emigrare". Ed a questi con voce autorevole Leone xiii fa intendere mezzi pacifici di riparazione e raccomanda che all'Irlanda sia fatta giustizia.

  Fra gli irlandesi erano il partito dei disperati, i feniani, i dinamitardi, gli invincibili che costituivano la così detta Lega della terra. Questi il pontefice li reprime e condanna, e parla poi a tutti i cattolici così: "Secondo sant'Agostino il cattolico è il custode dell'onore e della rettitudine, il seguace della [189] giustizia e dell'equità. Siatelo tutti cattolici di questa ferma tempra".

  La parola del pontefice predicata in tutta Irlanda rinfranca gli spiriti e aduna quei del clero e del popolo a combattere omai compatti come un guerriero intrepido le battaglie del Signore nella Società detta nazionale. Leone xiii fu per gli irlandesi il vero Lumen de coelo predetto dal loro concittadino san Malachia.

  Leone xiii restituì pure la gerarchia ecclesiastica nella Scozia, onde si avverò qui pure quello del profeta: "I monti di Scozia si riveston di pace, poiché il suo popolo e le sue colline si coprono di giustizia"301.

  Nella Inghilterra, precedendo302 il cardinale Manning, si adunavano frequenti congressi cattolici, nei quali di comune - 1095 -accordo e con azione unita combinavano il da farsi per la gloria di Gesù Cristo.

  I vescovi degli Stati Uniti, guidati dallo stesso spirito, stavano adunati in numero di 83 nel loro terzo concilio generale. Leone xiii inviò a quelli incoraggiamenti e benedizioni, e questo valse fra altro assai per l'impianto della università cattolica nel Canadà, per la quale una signora offerì altresì 300 mila dollari ed il banchiere Kelly 50 mila. Leone estese vescovadi fra quegli Stati e l'arcivescovo di Baltimora fece cardinale.

  Tribulatissimi vivevano i cattolici di Polonia, e quando nel 1874 Alessandro ii di Russia li visitò, eglino supplicarono: "Concedeteci che obbedendo al sovrano della terra noi nemmeno abbiamo a dispiacere [190]al Re del cielo". Ripudiò Alessandro, e da questo punto confessa il colonnello Mansfield "crebbero le stragi e la ferocia, ed i cosacchi ebbero l'ordine di cacciare i greci uniti come belve e distruggere le loro messi, il che fu eseguito senza pietà". Ma quei forti strappati dai loro sacerdoti e dalle loro chiese gridarono anche più alto: "La morte, ma non l'offesa di Dio!" Leone ascoltò e compatì e nel 1880, essendo il xxv anniversario dello czar, mandò <a> congratularsene e bellamente raccomandò suoi figli perseguitati e gli sus<s>urrò all'orecchio profetici accenti che tutto commosse<ro> le fibre di quel potente.

  Guardò benevolo Leone agli slavi e disse: "Dispongo che il mondo intiero con festa universale supplichi per voi i santi vostri apostoli, i fratelli Cirillo e Metodio". Aggiunse in pro degli stessi slavi la gerarchia ecclesiastica ed in Roma fondò un collegio greco detto di sant'Atanasio.

  Il pontefice sommo fece pur rivivere il Cristianesimo nella Turchia, nella Persia, nella Caldea. La Sublime Porta intese che la Chiesa cattolica è un potente elemento di ordine e di pace.

  Lo scià di Persia, ben impressionato dal suo viaggio in Europa, ricevé con alta riconoscenza la Gran croce dell'Ordine Piano che Leone xiii con molta pompa fecegli tenere per i due suoi figli.

  Fatto poi cessare lo scisma armeno colla conversione di - 1096 -Kupelian303, Leone xiii elevò al cardinalato Hassun304, l'illustre confessor della fede, e istituì per [191] gli armeni un collegio in Roma, e altri collegi aprì nel loro mezzo con l'opera dei religiosi gesuiti. Aprì pure seminari sulle rive del Tigri in pro dei caldei.

  Alla China il pontefice sommo parlò: "Fondamento degli Stati è la giustizia... Cessi questa nazione dal perseguitare i cristiani miei figli...". Ed al Giappone pose sott'occhio il riassunto di tutta la politica allo interno e nelle colonie nel detto del Vangelo: "Cercate da prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutto il rimanente vi sarà dato di sovrap<p>iù"305. Leone xiii ritornò pure la gerarchia ecclesiastica alle Indie orientali.

  Sollecita e prega finché un'eletta di personaggi eroici sieno testé proclamati santi e lui, il Vicario di Gesù Cristo Leone xiii, ultimo dei servi del Signore, prega colla pietà di un angelo al santo altare e continua <a> dire a Dio: "Son vostro servo, o Signore; son servo inutile, salvatemi, o Signore Iddio mio!"

  Eccolo Leone xiii! Or chi lo vede e non l'ammira? Eccolo Leone xiii! Chi l'ascolta e non l'ode? Eccolo Leone xiii! Chi lo vede affrettarsi e poi che non gli tenga dietro?...





p. 1091
295 Originale: 4 agosto; cfr. La Civiltà Cattolica, 1881, III, p. 257.



296 2 Cor 12, 10.



p. 1092
297 Originale: Teims; cfr. La Civiltà Cattolica, 1884, II, p. 615.



298 Originale: Parrocchi; cfr. La Civiltà Cattolica, 1885, II, p. 598.



p. 1093
299 Originale: Grevy; cfr. La Civiltà Cattolica, 1880, II, p. 264.



300 Originale: Windhorst; cfr. La Civiltà Cattolica, 1881, II, p. 227.



p. 1094
301 Cfr. Sal 72(71), 3.



302 Lezione probabile: presiedendo.



p. 1096
303 Originale: Kicepelian; cfr. La Civiltà Cattolica, 1881, III, p. 750.



304 Originale: Hassoun; cfr. La Civiltà Cattolica, 1881, III, p. 750.



305 Mt 6, 33.



«»

IntraText® (VA2) Copyright 1996-2016 Èulogos SRL
Copyright 2015 Nuove Frontiere Editrice - Vicolo Clementi 41 - 00148 Roma