Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
In tempo sacro...
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IN TEMPO SACRO FERVORINI PER OGNI GIORNO DELLA QUARESIMA

VIII. La voce del Signore è parola che santifica

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VIII.

La voce del Signore è parola

che santifica

Io sono il Signore Iddio tuo il quale ti insegno cose utili.

Isaia 4819

  1. [45]Tu muovi molti passi per ascoltare un sapiente umano. Per ascoltare un sapiente cristiano, ossia un personaggio santo, tu spesso ti incammini per lo spazio di intere giornate. Ah come ti deve premere altresì di ascoltare la parola di Dio! Antonio di Padova, perché in una notte del Natale videsi apparire Gesù infante e che sentì la sua voce, ne provò tal gaudio che poi finché visse non cessò di rallegrarsene vivamente.

  Che fortuna è la tua se ascolti gli insegnamenti del Signore! Iddio, che ha parlato a Mosè, ai patriarchi, ai profeti, si dispone a far [46]sentire altresì da te le massime della sua dottrina santa. Ah, tu non discerni il tuo bene se per ascoltare l'insegnamento di un uomo tralasci di udire i discorsi del Signore!

  2. Iddio con te usa la tenerezza del padre, il quale in ogni tempo ed in ogni occasione educa il figliuol suo. Ti istruisce il Signore con i libri divini delle Scritture Sante. Ti istruisce nella santa orazione, vuoi vocale ovvero mentale, mentre che appena attendi per supplicare, Dio muove nel tuo animo salutari pensieri, nel tuo cuore propositi fermi di bene. Ti parla il Signore quando ascolti Messa ovvero che ricevi i santi Sacramenti o che ti eserciti in qualsiasi opera di bene. Perfino quando solo solo, nel silenzio della tua camera, attendi colla mano al lavoro e con il cuore che pensi a Dio, non è vero che ancora il Signore ti ammaestra nelle più utili cose della

- 836 -vita? Ma tu come è che profitti di queste sante lezioni? [47]Piaccia al cielo che ogni volta tu ne esca migliorato nella massima e nel costume.

  3. Perciocché Gesù Cristo che ti istruisce non è come i maestri umani, i quali mentre ti insegnano il vero colla dottrina possono poi insinuarti il male con l'esempio. Gesù e colla parola della bocca e colla pratica della vita ti conduce per una via sicurissima, perché è nel cammino della scienza che conduce al paradiso.

  Anzi siccome gli esempi valgono a persuaderci meglio che le parole, così il tuo divin Salvatore e Maestro nello spazio de' suoi trentatré anni di vita volle darti ogni esempio di rassegnazione nella povertà, di contentezza nelle umiliazioni, di sollecitudine in ogni genere di patimento santo. La vita di Gesù Cristo è dessa stessa un libro che eminentemente persuade la vera scienza e la santità. Tu, quando non sai che fare, procura di spegnere in te tutti i moti della [48]concupiscenza ribelle e poi interroga te stesso con dire: "In questo caso che cosa farebbe Gesù Cristo ovvero che direbbe?". E incoraggiati a praticare sol quello che più davvicino ti può condurre a seguire l'esempio del divin Salvatore e Maestro tuo.

  4. Se tu gli corri dietro come uno scolaro appassionato, Gesù per tuo prò farà cosa sì eccellente che al certo non potrebbe ottenere verun maestro umano. Gesù Cristo mentre ti insegna ti apre gli occhi della mente, perché abbia a scorgere chiaramente; ti commuove gli affetti del cuore, perché abbia prontamente ad eseguire ciò che ti viene proponendo.

  Per questo è che tutti gli uomini illustri nella Chiesa del Signore hanno potuto crescere a quel grado di saggezza altissima nel quale tu li rimiri con vero rispetto. Se tu hai pari la lena e il tempo, puoi ripassare la vita degli uomini illustri in ogni ramo di scienza sacra ovvero profana. Troverai che tutti per [49]ascendere <in> alto si appoggiarono al sostegno del pietoso ricorso a Dio. Ma non tutti quei che ti circondano credono a ciò. Rimproverali dunque tu con dire: "Fino a quando lascerete da parte la dottrina di Gesù che salva, per seguire la scuola di filosofi che danna?".

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Riflessi

  1. La dottrina di Gesù Cristo è insegnamento divino.

  2. Gesù qual padre amante ti istruisce in ogni tempo ed in molteplici guise.

  3. E mentre ti ammaestra colla parola, ti porge conforto coll'esempio.

  4. Infine ti dona e lume per intendere e ingegno per ritenere.

IX

Chi crede esser santo, tema che non

divenga presto peccatore

Chi si crede di stare, veda di non cadere.

San Paolo ai Corinti20

  1. [50]Il bambino vezzosetto, quando vuol far intendere che è già capace a reggere in piè da solo ed a camminare, cade a terra anche più facilmente. Un vaso di materia preziosa, che per essere tale si vuol adoperare per ogni comparsa, facile è che un bel cada in frantumi a terra.

  Tu sei quel bambino debole, benché a te sembri di aver già raggiunto un grado di santità; tu quel vaso di porcellana, benché ti sembri esser colto nella mente, esercitato nelle opere di bene. Sicché, perfino a che tu viva quaggiù, tu devi sempre guardarti. Davide non era più pio che tu non sii? Eppure cadde. Salomone non era [51]più sapiente? E Sansone non era più forte di te? Eppure caddero. Or che fia di te, misera

- 838 -canna, che ti lasci volgere a destra ed a sinistra ad ogni scherzo di leggier vento che insorge?

  2. Di più tu sei losco negli occhi, perché chiaramente non scorgi le vie che conducono al paradiso. Sei poi infermiccio, perché forse ti sei appena levato da gravi cadute in cui sei precipitato. Sei altresì corpulento, perché il morbo di concupiscenza ti aggrava. Oltracciò porti sulle spalle il peso delle tue ree abitudini e trovi chi ti spinge a cadere nelle tentazioni incessanti di Satana. In questo misero stato tu devi ascendere per sentieri stretti, sassosi, precipitevoli. Ah, misero te se in salire credi <di> aver l'ali ai piedi! Pensa che per precipitare basta dare così un piede in fallo.

  3. Perciò la sicurezza tua è di non confidare in te solo, ma di mettere in Dio sovrat<t>utto la fiducia della tua salute. Il figlio che si abbandona con [52]tenerezza alla guida del padre troverà in ogni caso l'aiuto del suo braccio. Il genitore, quando non venga in persona, manderà il tuo maggior fratello a tracciarti la via. Questi sarà un ministro di Dio illuminato, seguendo i consigli del quale tu sarai certamente salvo.

  Intanto il tuo debito è chiamare spesse volte il Signore in tuo aiuto. Il tuo debito è pensare bene spesso alle massime del suo santo Evangelo e meditare quelle sante inspirazioni che egli sempre infonde nell'animo tuo. Se tu pratichi ciò, camminerai con franchezza, come il bambino che è condotto dalla destra del padre.

Riflessi

  1. Se tu credi <di> essere cristiano forte nella virtù, temi.

  2. Perché sei sempre debole e finché vivi quaggiù sei in continuo pericolo.

  3. La tua sicurezza sarà grande quando tu confiderai pienamente in Dio.





p. 835
19 Is 48, 17.



p. 837
20 1 Cor 10, 12.



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