Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
In tempo sacro...
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IN TEMPO SACRO FERVORINI PER OGNI GIORNO DELLA QUARESIMA

X. Il godimento del cristiano è nel patire

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X.

Il godimento del cristiano

è nel patire

Beato l'uomo che soffre tentazione perché, quando sarà provato, riceverà la corona di vita che Dio ripromise a quelli che lo amano.

San Giacomo 121

  1. [53]Il figliuolo che sostiene sudori e fatiche per il padre è beato, perché ottiene con ciò la benevolenza del genitore. Così sono fortunati o i servi ovvero i soldati che <si> affaticano con fedeltà e combattono con forza a favore del padrone o <la> sovrano. Or come è che tu solo ti lamenti quando ti trovi in qualche tribolazione?

  Anzi tu devi allora ringraziare il Signore. Non è vero che il figliuolo affezionato è lieto quando ha un campo da dissodare, che il servo è contento quando ha assicurato il proprio impiego? La [54]tua occupazione è di lavorare per il Signore! Credi tu che Iddio non abbia già destinato ad ognuno che nasce l'ufficio che ha poi a compiere durante <la> sua vita? E se questi sarà fedele nel disimpegno della sua mansione, credi tu che il Signore non abbia attento l'occhio per vedere, generosa la destra per premiare? Sostieni dunque di buon animo, se vuoi essere contento un .

  2. In questa terra medesima sono più beati quelli che soffrono che quelli che sono in godimento. Spesse volte sono più contenti i perseguitati che i persecutori, perché il giusto che soffre abbellisce la sua anima già sì pura e attira sopra di sé gli sguardi pietosi del cielo, gli occhi commossi dei santi in terra.

  Tu baci con rispetto le reliquie dei martiri i quali hanno patito per Gesù Cristo. Ti poni riverente dinanzi ai vergini

- 840 -che hanno saputobene mortificare in sé le passioni del senso. La memoria [55]dei confessori forti nella fede, dei pontefici solleciti nella direzione, quanto ti commuovono! Quando un fratel tuo è provato che fu costante nella battaglia, il Vicario del divin Salvatore a nome di Dio solleva presso al santo altare la immagine o le ossa del cristiano eroico e, additandolo a tutto il mondo de' suoi figli credenti, dice: "Chi vuol essere salvo segua l'esempio del santo del Signore!". Poni ora al confronto la gloria degli umili servi del Signore con lo splendore di Annibale, di Cesare, di Augusto, di Alessandro, di Filippo e poi domanda: "La gloria dei grandi del mondo dove è?".

  3. Ma molto più godrai per la certezza di possedere presto per tua mercede il premio di Dio. Le consolazioni e talvolta gli onori stessi che ricevono i tribolati in terra non sono che caparra del premio maggiore che li attende in cielo, come i fiori che abbelliscono l'albero di primavera [56]sono caparra dei frutti che matureranno nella stagione estiva.

  La ricompensa che ti darà il Signore è tutta degna di quella Maestà infinita e sarà la gloria medesima del paradiso. Quei quaranta martiri, i quali dimoravano nel bagno gelato di Sebaste, intanto che le loro membra irrigidivano pel freddo vedevano in alto gli angelici spiriti, i quali recando corone di paradiso parevano sclamare: "Ancor un istante e poi questi ornamenti poseranno sul vostro capo!". Tu quanto più soffri, tanto più fidente guarda al cielo e confida che il Signore presto manderà ancora a te l'angelo suo per coronarti.

  4. Le anime che salgono al cielo giubilano in ripetere: "Abbiamo amato ed or siamo salve! Abbiamo amato ed or siamo salve!". La salvezza a quelli che amano l'ha promessa il Signore. Ma se tu non solo l'ami con l'affetto, ma mostri col patimento le [57]prove del tuo amore, chi può dubitare che a te non si debbano speciali ricompense di godimento? Conforta dunque l'animo tuo e quando la tribolazione sotto qualsiasi forma vengati a visitare, tu ripeti confidente: "Beato è l'uomo che soffre", e in ricordar questo armati di fortezza simile a quella dei santi, che ripetevano di continuo: "O patire, o Signore, ovvero morire".

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Riflessi

  1. Il godimento del cristiano è nel patire.

  2. Questo godimento incomincia in terra nel cuor del giusto.

  3. E si perfeziona in cielo nel paradiso di Dio.

  4. Sicché il meglio che tu possa fare quaggiù è amare assai e patire per Iddio.





p. 839
21 Gc 1, 12.



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