Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
In tempo sacro...
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IN TEMPO SACRO FERVORINI PER OGNI GIORNO DELLA QUARESIMA

XXVII. Il Signore è l'amico che salva

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XXVII.

Il Signore è l'amico che salva

Il Signore, che è ricco nella misericordia, per l'eccessiva sua carità, con la quale ci amò, essendo morti ai peccati ci convivificò in Cristo.

San Paolo agli Efesini57

  1. [144]Gesù Cristo, vero figlio dello Eterno epperciò beato per sé, infinitamente godeva <di> protestarsi amico diletto di certo Laz<z>aro da Betania. Ma questi presto si infermò a morte e cadde nella tomba. E Gesù, che l'amava tanto, prese a discorrerne con vivo affetto con gli apostoli suoi, di poi intraprese un viaggio diretto per venire alla casa di lui. Intanto trovando che Lazzaro già da quattro giorni era sepolto, fremette di dolore e non poté trattenersi da operare un insigne miracolo di benevolenza. Si accostò dunque alla tomba di Lazzaro [145]e gridò con la voce dell'Onnipotente: "Lazzaro, vien fuori!". Allora il quatriduano si mosse, rivisse e, su levandosi, ritornò sano e salvo a casa sua. Le turbe diedero gloria al Signore. E tu come ringrazi Iddio per tante volte che suscitò dalla morte del peccato l'anima tua?

  2. Per suscitare da morte il figlio di una povera vedova, il profeta per tre giorni continui pregò accanto al cadavere del defunto. Iddio per suscitare te dalla morte del peccato dovette gemere come un amico disprezzato non so se tre giorni o tre anni ovvero trenta, e intanto mandare gli angeli del cielo a sostenerti perché non perissi affatto. Dové mandarti tanti angeli terreni, i sacri suoi ministri, a confortarti. Poi teneva lungi da te il furor dei demoni, i quali ti cercavano alla morte di pena nell'inferno. Ed alle saette e ai venti, alle procelle ed agli abissi [146]diceva: "Acquietatevi perché io non voglio la morte

- 882 -del peccatore, ma aspetto che si converta e che viva"58. Che più? La giustizia, che in Dio è attributo infinito, diceva: "Sia castigato l'iniquo!". Ma la misericordia replicava con affetto più vivo: "Sostengo per convertire", finché alfine trionfò.

  3. Ammira di più la finezza di questa divina misericordia. Tu magnifichi la pietà di Carlo Borromeo che in un sol giorno, nella carestia di Milano, distribuì quarantamila scudi. Ma sebbene <fosse> elemosina ricchissima, Carlo infine non seppe più che donare perché cessò di possedere. Invece Iddio quanto più ti dona, più gli rimane <di> tesori per sé, perché le ricchezze della sua misericordia sono infinite. Tu ammiri la carità di Vincenzo de' Paoli ovvero quella del beato Agostino59, che non avendo con che riscattare un prigioniero ovvero uno schiavo, si offrirono essi medesimi a portare le [147]catene ed il lavoro di quelli. Ma ancor qui fecero un atto di misericordia, al quale, in parte almeno, potevano essere obbligati dal precetto di mutuo soccorso. Iddio solo non ha dovere alcuno verso te, eppure ti ha usataabbondante la grazia.

  Tu più che altra non termini di lodare la misericordia del Saverio, che in dieci anni corse in cerca di anime con un viaggio che equivale a cinque volte il giro intorno alla terra. Questo poi lo eseguì con tal affetto che dovunque penetrò fece cadere ai piedi della croce di Gesù molte migliaia di anime. Ma anche Francesco, se non altra, ebbe la soddisfazione altissima di potere colla salvezza delle anime altrui assicurare la salvezza dell'anima propria. Iddio è salvo ed è beato per se stesso. Dalla salute tua a lui non deriva verun aumento di gloria intrinseca, e nondimeno guardò a te misero e ti usò un trattoalto di divina pietà.

  4. [148]Il benefattore che usa misericordia dona il cuor suo al beneficato. Il Signore in usare misericordia a te donò lo stesso suo Unigenito con tal portento di affetto che il cielo

- 883 -dei santi e la terra dei giusti ancora adesso rimane estatica a considerare questo prodigio di benevolenza. Francesco d'Assisi, quando vedeva un agnello condursi al macello, piangeva dirottamente e diceva: "Questo mi ricorda Gesù, agnello innocente che per i miei peccati fu trascinato sul Calvario in croce". E tu come puoi mirare Gesù crocefisso e non intenerirti fino alle lagrime?

Riflessi

  1. Il Signore è l'amico che ti vuol salvo.

  2. Epperò geme intorno a te.

  3. Con un affetto che è il più santo.

  4. Ed il più vivo di tutti, mentre per salvar te donò lo stesso Figliuol suo unigenito.





p. 881
57 Ef 2, 4s.



p. 882
58 Cfr. Ez 18, 23.



59 A questo personaggio non identificato l'A. accenna anche in Nel mese del fervore  e in Sulla tomba dei morti, rispettivamente alle pp. 1169 e 1335 del presente volume.



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