Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
In tempo sacro...
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IN TEMPO SACRO FERVORINI PER OGNI GIORNO DELLA QUARESIMA

XXXI. Per salvarsi non bisogna guardare ai più che son gli stolti, ma ai pochi che operano con saviezza

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XXXI.

Per salvarsi non bisogna guardare ai più che son

gli stolti, ma ai pochi che operano con saviezza

Veduta adunque la turba innanzi e <di dietro> adorabondi, dite nel cuor vostro: "Convien che adoriamo te, o Signore".

Baruch 666

  1. [164]Quando tu entri in un ospedale dei pazzi e che vedi farsi da quelli ogni sorta di sciocchezze, tu li compassioni e dici in cuor tuo: "Quanto importa che io guardi a non perdere, come questi sciagurati, la mente mia". Or chi non sa che pazzi sono le genti che adorano dei di legno, dei di me

- 891 -tallo, dei di creta vilissima. Fu perciò che il Signore, dovendo mandare in Babilonia fra gente idolatra il popol suo, gli fece dire per mezzo del profeta: "Quando vedrete gl'infedeli [165]prostrarsi innanzi agli idoli falsi e portarli in trionfo per le vie, ricordatevi che uno solo è il Signore e che lui solo è da adorare".

  In mezzo al Cristianesimo si trova gente la quale adora gli idoli del piacere e della gloria, e lascia poi Dio brutto e confuso in disparte. Questa non è pazzia anche maggiore? Sì che la è, e tu scorgendola tale imita l'esempio di Tobia che, vedendo il popolo de' suoi fratelli prostrarsi dinanzi agli idoli bugiardi, egli solo separavasi da tutti e veniva divoto al tempio santo del Signore. Tu che per ragion del tuo ufficio sei costretto <a> vivere in mezzo alle moltitudini, come potresti tu salvarti senza questa massima?

  2. Quando Gesù per salvare il mondo saliva il monte Calvario, pareva che almeno molti lo dovessero accompagnare. Eppure non fu così. Chi lo accompagnò con viva fede furono Maria santissima e Giovanni il diletto. [166]Ma come quelli non badarono alla turba degli ebrei e degli idolatri che, per bestemmiare a Gesù, si inchinavano agli idoli della menzogna e del reo talento, così tu devi tener dietro a Gesù con fermezza vivissima, sebben scorgessi non sol pochi, ma moltissimi in turba che si uniscono ad adorare gli iddii del mondo stolto. Non ricordi già che la via dello inferno è larga, che molti camminano per quella e che non bisogna seguir la moltitudine in fare il male?

  3. Fra questa moltitudine talvolta si trovano persone in autorità e guide del popolo che dovrebbero precedere con il buon esempio, eppure vanno innanzi a scavare abissi di dannazione. Gli scribi, i farisei, <i> sadducei non erano i dottori, i maestri, i ministri, i capi del popolo? Sì che lo erano. E fu perché erano tanto cattivi che il divin Salvatore li faceva conoscere per quei lupi astuti che essi erano. Quando un lupo appare vestito con [167]pelle d'agnello e che entra nell'ovile, allora mena strage orribile, sicché con più forza chi ha cuore deve gridare: "Al lupo, al lupo!", e guardarsene.

  4. Gli apostoli del Signore, che percorrendo il mondo

- 892 -videro tanti altari innalzati agli idoli stupidi del mondo, li abbatterono mano mano. Beato ancora te se potrai strappare un popolo di fratelli dall'idolo della vanità mondana! Ma non riuscendo, basta solo che tu compatisca a tanti miseri, che supplichi per loro. Anzi il Signore in questo luogo è sì discreto che si contenta di questo solo, cioè che passando non dia ascolto a quelle vanità e che così continui in cuor tuo a dire: "Chi si deve adorare è Dio solo". Quest'è la massima che ti deve liberare da molte inquietudini e da molti errori.

  Quando scorgi che molti tuoi pari passano ora come divinità su questa terra, ripeti: "Dio solo è da [168]adorare". Quando ti affacci con altri che si ingolfano nei godimenti, replica con più vivo affetto che Dio solo è da adorare. Pafnuzio quando sulla pubblica piazza scorgeva una turba di gente che smarriva i sensi dietro un idolo pessimo di vanità, piangeva dirottamente e fra i singulti ripeteva: "Te solo, o Signore, si deve adorare".

Riflessi

  1. Guardati da seguir le genti che si inchinano all'idolo della vanità.

  2. Sieno pur pochi quelli che seguono Dio, ma tu non ti stacca<re> da questi.

  3. Né ti sgomenta<re> se a far il male vedi che precedano i capi medesimi di un popolo.

  4. Tu allora con più vivo affetto replica in cuor tuo che Dio solo è da adorare.





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66 Bar 6, 5.



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