Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
In tempo sacro...
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IN TEMPO SACRO FERVORINI PER OGNI GIORNO DELLA QUARESIMA

XXXII. Chi fa il voler di Dio prende un cibo di eccellente qualità

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XXXII.

Chi fa il voler di Dio prende un cibo

di eccellente qualità

Il mio cibo è di fare la volontà di colui che mi ha mandato, affinché eseguisca l'opera di lui.

San Giovanni 467

  1. [169]Eliezer, fedel servo di Abramo, fu dal patriarca mandato perché cercasse una compagna al figliuolo Isacco. Eliezer si incamminò e proseguì senza perder tempo. Quando poi pervenne nella casa di Batuele, non volle ricevere cortesie di trattamento, non volle nemmen sedere a cena prima di esporre l'ambasciata del padrone suo. Appena l'ebbe esposta conchiuse: "Io ancora non mi accontenterò di ricevere cibo o bevanda di sorta, finché non mi abbiate assicurato che volontieri darete la figliuola vostra Rebecca ad Isacco figlio del [170]signore mio". Tanto dunque premeva ad Eliezer la conclusione di quello affare che per ciò stimava nulla ogni altro bisogno di ristoro corporale.

  E a te come preme l'interesse dell'anima tua e della gloria di Dio? Ti preme più che il sostentamento di un pezzo di pane materiale? Gesù Cristo chiama qui suo cibo il far la volontà del Padre che lo aveva mandato per salvare il mondo. Lo chiama suo cibo perché l'eseguire l'opera di salute ingiunta stavagli sovrat<t>utto a cuore.

  2. E propriamente gli premeva tanto da poter dire che il voler di Dio era certamente la vita sua. Questo voler di Dio, che costituisce il giusto nella divina grazia, è altresì la vita dell'anima tua. Tu il sai che l'anima allora è viva quando col vincolo di carità è congiunta a Dio. Ma il sai pure quello che in proposito disse Gesù Cristo medesimo. Quando Andrea venne

- 894 -a dirgli: "Vi aspettano la madre [171]ed i cugini vostri che sono fuori", rispose Gesù: "La madre mia e i fratelli e i parenti miei sono quelli che fanno la volontà del Padre mio che è ne' cieli"68. Come il figlio che vive ossequente nella casa si dice che vive della vita della famiglia, così tu obbedendo a Dio vivi della vita di Dio, che è la beatitudine de' suoi figli diletti.

  3. Vincenzo de' Paoli stando ad assistere moribonda una figlia spirituale le diceva: "Non ti pare di sentire in cuore ancora la pena di qualche colpa?". E la buona figlia: "Quando era all'ospedale degl'infermi sentiva in me una soddisfazione altissima. Questo forse era troppo. Quando poi era chiamata al letto di un infermo mi pareva aver l'ali ai piedi, e questo forse era troppo". Ma Vincenzo a lei: "Guarda al cielo, o figlia, lassù ti aspettano le sorelle tue". L'eseguire il voler divino è dunque cibo che conforta tanto più quanto [172]più tu ne assuma, ed è cibo che dona all'anima l'immortalità del paradiso. Or come è che tu ancora non apprezzi ciboeletto?

  4. Considera e confortati. Il bambino prende il suo cibo di latte e cresce, il fanciullo prende il suo nutrimento di pane e si fortifica, l'adulto si adatta ad ogni sorta di cibo ancor agreste e con ciò si fa uomo perfetto. Tu sei o bambino o adolescente o uomo formato? Sia tu qual vuoi, se ti accosti al cibo del voler divino tu crescerai un cristiano perfetto e oltrepasserai alla statura di uomo gigante, ossia di cristiano eroico, perché l'anima in crescere nella virtù non ha misura.

  5. Intanto come il pane naturale diletta in mangiarlo, così il giusto giubila presso al nutrimento spirituale del santo voler di Dio. Santa Teresa solo in ricordare che una cosa era del santo voler di Dio andava in estasi di consolazione. E Catterina, che per [173]lo sfinimento pareva mancare, quando intendeva che un'opera a farsi era voler di Dio che si compiesse

- 895 -da lei, subito rifioriva in viso e le ritornavano le forze corporali e confessava poi che la salute e la vita sua era adoperarsi per eseguire la divina volontà.

  6. Gesù Cristo con operare la volontà dell'eterno Padre operò la salvezza dell'uman genere. In eseguendo lo stesso divin volere non potrai per te operare vera salvezza, ma riuscirai benissimo per essere nelle mani di Dio istromento atto come lo furono gli apostoli, i confessori, i martiri, i vergini, per salvare se medesimi e procacciare altresì agli altri la salute eterna.

  <7.> A tale scopo tu hai principalmente a non dimenticar mai che il cibo del divin volere è ogni opera che Dio direttamente per sé ti impone, ovvero indirettamente per la voce de' tuoi superiori. Sicché in operare, dovendo [174]tu sostenere fatiche qualsiasi, pensa solamente che quello è il voler di Dio e continua innanzi con gioia. Quanto non tollerò di fatiche, di stenti, di fame, di freddo Francesco Saverio? Pure perché sapeva di compiere il voler di Dio confessava di sé stesso che le gioie che provava eran tante da esser costretto <a> dire a Dio: "Non più consolazioni, o Signore, o io me ne muoio in un eccesso di godimento".

Riflessi

  1. Fare in tutto il voler di Dio deve essere il cibo dell'anima tua.

  2. Questo cibo ti sostenta e ti vita.

  3. Ti rinvigorisce e non ti lascia morire in eterno.

  4. Sicché qualunque tu sia, bambino nella via di perfezione o adolescente od uomo perfetto, nel divin volere hai una mensa che ti conduce ad una perfezione ben alta.

  5. [175]In accostarti a questo cibo la tua anima prova godimento ineffabile in sé.

  6.  Per il frutto di salute che <d>a lui ne deriva.

  7.   Sicché nel combattimento della vita ricorda che in questo campo ti ha collocato il Signore, e che tu devi pugnare e vincere.





p. 893
67 Gv 4, 34.



p. 894
68 Cfr. Mt 12, 46-50.



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