Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
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IN TEMPO SACRO FERVORINI PER OGNI GIORNO DELLA QUARESIMA

XXXVIII. Il Signore ancor quando è adirato si ricorda della misericordia

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XXXVIII.

Il Signore ancor quando è adirato

si ricorda della misericordia

Quando sarai adirato, ricordati della misericordia.

Abacucco 379

  1. [201]In Dio sono attributi eguali la giustizia e la misericordia. Ma il Signore ha determinato in cielo che all'uomo finché vive gli si usi misericordia e gran misericordia. Perciò quando la giustizia vorrebbe che al peccatore si desse il suo castigo, subito la misericordia implora mercé e dice: "Si usi pietà all'uomo, perché si converta e viva".

  La misericordia incarnata è Gesù Cristo che per salvare gli uomini venne nel mondo. Gesù Cristo, che ora è ritornato al cielo, non fa che presentare all'Altissimo le piaghe sue e dire: "Perdonate, o Padre, perdonate". [202]Scorgi ora tu con qual confidenza debba rivolgerti a Dio per ottenere il perdono delle colpe tue!

  2. La misericordia di Dio è sì grande che ancor su questa terra, quando si muove a castigare, il fa con termine di pietà altissima. Il Signore castiga perché ti abbia a correggere, castiga perché i fratelli che ti circondano imparino meglio a temere Iddio. E quando lascia cadere la punizione, il fa con tal rincrescimento di sé, come è proprio del padre il quale, quando è costretto <a> punire, par che senta egli stesso maggior strazio nel cuore in dare castigo che il figlio in riceverlo nel corpo.

  Nello inferno medesimo, dove la giustizia par che dovrebbe esser sola, pure anche il Signore si ricorda della misericordia, perché se castiga gli ostinati ribelli, ciò fa per ottenere

- 909 -che almeno i buoni della terra si guardino e che gli eletti del cielo ne si abbiano onore. Poi, benché i loro [203]tormenti sieno atrocissimi, pure sono ancora castigo minore del meritato.

  3. Da questo che hai udito non vorrei che tu per conseguenza ragionassi così: "Se Dio è sì buono, dunque posso ben io scapricciarmi fino all'ultimo, perché Iddio perdona". Conseguenza barbarissima! Se tu sei padre e i figli che tengano verso a te questo discorso, oh quanto ti adireresti! Credilo a chi te n'avvisa per tuo gran pro. Il dispetto maggiore che tu possa fare a Dio è tener questo ragionamento, perché il Signore sarebbe obbligato a discorrerla così: "Dunque perché io sono buono, i figli si fanno peggiori? Perché io non castigo, imbaldanziscono? Ci rivedremo, ci rivedremo".

  E se il ciel non voglia che tu cada nel finale giudizio sotto il peso dell'ira di Dio, allora vedrai che gran male fu abusareindegnamente della divina misericordia. In quel giorno, che è chiamato per antonomasia giorno [204]dell'ira, comparirà Gesù Cristo che ti ha cavato dal nulla per somma pietà, verrà Gesù Cristo che con egual misericordia ti ha tolto dalla strada della morte per adottarti in figlio, per ammetterti alla mensa de' suoi Sacramenti augusti. Verrà Gesù Cristo che per salvarti ha esaurite tutte le prove di un amore di padre, di fratello, di amico, di redentore, e allora ricordandosi dell'alta misericordia usata monterà in un furore altissimo e sarà quella la prima volta che, a vero dire, il Signore proverà di essere sdegnato.

Riflessi

  1. Il Signore ancor quando è adirato si ricorda della misericordia.

  2. Ancor quando castiga usa pietà.

  3. Un verrà, quando l'ira sarà piena, e questo è il giorno del finale giudizio. Lo sdegno del Signore allora sarà altissimo contro a tutti quelli che indegnamente abusarono della divina misericordia.





p. 908
79 Ab 3, 2.



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