Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Lettere circolari S. d. C.
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LETTERE CIRCOLARI AI SERVI DELLA CARITÀ

XXII. Como, addì 20 ottobre 1913

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XXII.

Como, addì 20 ottobre 1913

 

Ai diletti confratelli Servi della Carità.

In prossimità della festa di Tutti i Santi e di tempi che ci dispongono a sensi di pietà per i nostri cari defunti e di gaudio per l'avvicinarsi del santo Natale, prendo occasione a dirigervi alcune esortazioni.

E la prima è che noi abbiamo a guardarci sempre più dalla lettura di giornali o di libri qualisiensi, che anche per poco siano o si dubiti che siano non affatto conformi all'indirizzo del santo padre, l'augusto Pio X.

Il Santo Padre ha proibito alle congregazioni religiose i giornali cosiddetti del - 1411 -Trust54 e siano proibiti anche per noi, né alcuno di noi rinnovi l'abbonamento o come che sia legga quei giornali.

Guardiamo da letture pericolose anche i nostri ricoverati e quanti cooperano con noi nei diversi uffici della casa.

Sia nostra cura che ogni classe di persone, specialmente gli ammalati, sia da uno o più sacerdoti assistita ne' suoi bisogni spirituali con istruzioni settimanali e settimanale e frequente amministrazione dei santi Sacramenti.

La santa Comunione frequente e quotidiana sia il pasto augustissimo dei nostri giovani, vecchi e fanciulli derelitti.

Pane e Signore non deve essere poco, ma a sufficienza nelle case nostre, che si prefiggono sovrattutto di attendere tutto dall'aiuto del Signore.

Nel ricevere ispiriamoci a principi di alta fede: i più meschini di corpo e di mente devono essere i primi e i beniamini della Provvidenza.

Questa fede non abbiamo nel preferire le raccomandazioni e presentazioni dei grandi, perché a vedersi posposta la divina Provvidenza ne avrebbe a male.

Ma se un ricoverato è di rovina alla comunità e, avvisato più volte, non si ravvede, lo si rimandi ad ogni modo.

Curiamo che il Signore ci consolidi nell'osservanza esatta della disciplina e della Regola nostra.

Siamo esatti nell'orario della santa meditazione, nella divota celebrazione della santa Messa, nella recita del divino Ufficio davanti al Santissimo Sacramento, nelle pratiche dei Sacerdoti adoratori55 e del santo rosario.- 1412 -

 Diamo pronto resoconto delle elemosine delle sante Messe e di qualsiasi ufficio o provento di beneficenza.

Presentiamo pure gli attestati della Confessione settimanale e degli Esercizi spirituali annuali.

La presente circolare, come ogni altra inviata o che si invierà, sia da ogni servo della Carità conservata, perché si rileggano di tempo in tempo e si rinsaldi lo spirito della Regola.

Guardiamoci da ogni apparenza di male.

Il nostro contegno sia regolato e strettamente ecclesiastico e religioso.

Essere esagerati nella coltura personale, non portar patente la sacra tonsura, stender la mano con facilità a persone d'altro sesso, assentarsi di casa senza preavviso, trovarsi con facilità a due a due alle passeggiate sono pratiche a evitarsi come pericolose e atte a dar luogo a malintesi pure pericolosi.

È meritevole di biasimo l'abuso di quei confratelli che, per celebrazione di prime Messe e per bisogni di famiglia più o meno reali, si assentano per un periodo di tempo considerevole o che per ragioni men che giustificate spendono tempo e danaro in viaggi e simili.

Nelle nostre case abbiamo talora sacerdoti invalidi.

Si usi con loro carità e rispetto.

Quanto a ricevere sacerdoti raccomandati per emenda, ricordiamo il consiglio negativo avuto dall'alto.

Sacerdoti di buon volere, buona età e buona salute possiamo ricevere come addetti alla casa e cooperatori della stessa.

I superiori delle varie case sono responsabili davanti al Signore e davanti alla congregazione dell'osservanza degli avvisi e delle esortazioni contenute in questa lettera.

Vi auguro ogni bene.

Preghiamo per tutte le opere che la bontà della divina Provvidenza ci ha affidato, specialmente per il nuovo tempio santuario del sacro Cuore, per le opere di Roma e di America e per i bisogni ad uno ad uno di tutte le case.

Ci benedica tutti il Signore.

Affezionatissimo in Domino

sacerdote Luigi Guanella.





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54 Fu chiamato Trust il gruppo editoriale cattolico, suscitato nel 1910 da Giovanni Grosoli Pironi (1859-1937), denominato Società Editrice Romana (SER). Comprendeva varie testate cattoliche, Il Corriere d’Italia di Roma, L’Avvenire d’Italia di Bologna, L’Italia di Milano, Il Momento di Torino, il Corriere di Sicilia di Palermo. Le divergenze sorte tra Pio X e il Grosoli indussero la Santa Sede a dichiarare, in un’Avvertenza del 2 dicembre 1912 (AAS PQ 1912, 695) che tali giornali non erano conformi alle direttive pontificie; successivamente, con una lettera circolare del 15 gennaio 1913 (AAS V, 1913, 7) la Sacra Congregazione dei Religiosi ne proibiva la lettura ai religiosi.



55 Sulla Pia Unione dei Sacerdoti adoratori del Santissimo Sacramento, cfr. nota 5 a p. 882.



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