Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Lettere circolari S. d. C.
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LETTERE CIRCOLARI AI SERVI DELLA CARITÀ

XXVII. Como, 11 dicembre 1914

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[- 1419 -]

XXVII.

Como, 11 dicembre 1914

 

Ai buoni Servi della Carità.

Ho atteso che le vicine sante feste natalizie mi dessero l'opportunità di recare a voi, insieme con la notizia di quelle disposizioni e raccomandazioni che nell'interesse del caro nostro istituto con altri argomenti furono oggetto dell'adunanza plenaria del Consiglio superiore, tenuta i giorni 29 e 30 settembre, il buon augurio di pace.

V'invito prima di tutto a ringraziare il Signore per la fiducia concessaci dal Santo Padre con l'assegnazione di un - 1420 -validissimo protettore nella persona del cardinal Giustini63, il quale, già benevolmente consapevole del bene operato nelle case nostre, spontaneamente e volontieri si è assunto il compito di assisterne lo sviluppo, bene così sostituendo l'opera del compianto cardinal Ferrata64. I benefici concessi dal Signore alla nostra congregazione sono un motivo che ci deve spingere a meglio corrispondere alle grazie divine. Desidero quindi che meglio studiate, per una pratica sempre più esatta, la lettera e lo spirito delle nostre Costituzioni e del nostro Regolamento, rileggendo anche le varie mie lettere circolari, dove è contenuto quanto ho giudicato in Domino più utile a ricordare e a disporre per il bene vostro.

In particolare ricordo qui che vi curiate con continuata diligenza della meditazione quotidiana in comune, della lettura spirituale a mensa, del disimpegno assiduo di tutti i vostri uffici, della licenza chiesta per le vostre giustificate assenze di casa, della regolare confessione settimanale: su di che sarò lieto di aver sempre buone relazioni dagli assistenti delle case, che periodicamente interrogherò.

Sarà bene che ogni mese attendiate al ritiro in preparazione alla morte65 con pratiche comuni.

Si è ricostituito in ogni casa il Consiglio particolare, disponendosi che, dove non v'è abbondanza di soggetti, l'assistente si tenga in frequente affiatamento col confratello professo - 1421 -che ha con sé, per la trattazione di quanto meglio giova al bene della casa stessa.

Una speciale cura voglio che sia prestata ai nostri novizi, educati colla vigilanza, coll'amore, colle istruzioni, coll'esempio, alla pratica della virtù ed alla osservanza della Regola, in servizio prezioso dell'istituto; e si promuovano e coltivino le vocazioni ecclesiastiche, specialmente quelle adulte, che forniranno i soggetti più sicuri e adatti ai bisogni delle nostre case.

Si ricordi che lo spirito della congregazione è quello di curare gli ammalati cronici e bisognosi; si attenda a confortarne la miseria con grande amore, giacché essi ci manterranno le benedizioni celesti; e secondo l'opportunità, preti, professi, chierici prestino loro la propria assistenza.

Quando vi fosse tra i ricoverati chi pubblicamente bestemmia od offende la morale e la modestia, si allontani, come faceva il venerabile Cottolengo.

 Nelle distrette economiche occorre da una parte limitarsi nelle spese e osservare una stretta economia, che è poi pratica doverosa di povertà; non dobbiamo però negarci il necessario, ché sarebbe far torto alla Provvidenza il dubitare che da essa il necessario ci sia lasciato mancare; e sempre si abbia fiducia nel Signore, fiducia sostenuta dalla nostra preghiera e dal nostro fervore.

Dobbiamo anche curarci di tutti gli onesti espedienti umani e siamo perciò molto diligenti e premurosi di formarci e mantenerci benefattori, oltreché col buon nostro esempio, col mezzo opportuno di doni, visite, auguri, inviti, mezzo che è pure sincera manifestazione della nostra gratitudine verso di loro.

Sarà opera squisita di carità e mezzo prezioso di concordia fraterna il mantenere corrispondenza con i confratelli isolati e lontani, per fornir loro edificanti notizie domestiche e confortarli nel loro lavoro.

È a studiarsi l'idea d'un bollettino stampato o poligrafato interno.

Così è pure degna di studio l'idea d'una organizzazione di ex allievi dei nostri istituti, che ci dia modo di formarci dei validi cooperatori e ci sia via di continuare fuori di casa la nostra influenza di bene.

Come dono natalizio io vi porgo i cenni sulle nostre case, - 1422 -che fra poco la nostra benemerita scrittrice, nobildonna Maddalena Albini Crosta66, pubblicherà, adattando ad una nuova edizione quanto aveva già aggiunto alla vita di S. Giuseppe della Girelli67; e vi presento anche La santa Crociata68, l'organo periodico della Pia Unione del Transito di S. Giuseppe, che testé ha iniziato il confratello don Pedrini e andrà in seguito migliorando e diffondendo.

Io sono lieto e vi ringrazio, o buoni Servi della Carità, delle doti egregie, dell'attività edificante, che dedicate al bene della nostra Opera.

Auguro che cresciate in aumento di spirito religioso e di virtù ad un desiderato consolidamento ed espansione dell'istituto; auguro che con la vostra buona volontà, con una più estesa applicazione delle vostre Regole e con un più intimo affiatamento vicendevole, resi possibili dal vostro crescere in numero e quindi da un minore assorbimento nelle cure materiali, possiate e possiamo, nei frutti d'un impulso più gagliardo di santità personale, della giocondità d'una santa convivenza, di una fecondità consolante di lavoro, gustare pienamente il Quam bonum et quam jucundum habitare fratres in unum69!- 1423 -

Animato dalla più dolce speranza, vi auguro lietissimo e benedetto il santo Natale.

Vostro affezionatissimo nel Signore

sacerdote Luigi Guanella.





p. 1420
63 Il cardinale Filippo Giustini (1852-1920) fu nominato protettore delle due congregazioni di don Guanella il 19 novembre 1914 e conservò tale incarico fino alla sua morte. I rapporti di don Guanella con il Giustini furono particolarmente intensi tra il 1902 e il 1908, quando questi era segretario della Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari e l’A. seguiva le pratiche per l’approvazione dei suoi istituti.



64 Il cardinale Domenico Ferrata (1847-1914), del quale è nota soprattutto la brillante azione diplomatica a servizio della Santa Sede, fu benevolo amico di don Luigi Guanella e gli fu largo di consiglio e aiuto, specialmente mentre occupava la carica di prefetto della Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari. Il 27 settembre 1908 firmò il decreto di approvazione delle Figlie di santa Maria della Provvidenza e ne fu nominato protettore il 12 giugno 1909. L’8 marzo 1914 fu dato come protettore anche ai Servi della Carità, poco prima della morte, che lo colse il 10 ottobre seguente.



65 Cfr. nota 1 a p. 65.



p. 1422
66 Maddalena Albini Crosta (1844-1928), nobildonna milanese, scrittrice di opuscoli formativi e devozionali, fu una assidua collaboratrice dell’A. nella redazione del bollettino La divina Provvidenza. Rimasta vedova nel 1899, senza figli, assunse la direzione del bollettino dal 1900 al 1910. In appendice al libretto di Elisabetta Girelli (cfr. nota 67), si trovava un suo scritto dal titolo Le Opere della divina Provvidenza dedicate a S. Giuseppe, del quale però non conosciamo l’edizione separata a cui qui l’A. accenna.



67 Elisabetta Girelli († 1919), insieme alla sorella Maddalena, nel 1866, ristabilì a Brescia la Compagnia di S. Orsola, fondata da S. Angela Merici. Ella regalò a don Guanella il manoscritto del libretto Della vita di S. Giuseppe e d’alcune pratiche divote per onorario, da lei composto; l’A. lo fece pubblicare (Como, Tipografia della Casa della divina Provvidenza, 1910; pp. 318) e lo utilizzò come omaggio da offrire ai benefattori della chiesa di S. Giuseppe a Roma.



68 La santa Crociata è il bollettino trimestrale, ancor oggi pubblicato, della Pia Unione del Transito di S. Giuseppe (cfr. nota 2 a p. 1359).La sua pubblicazione ebbe inizio nel 1915 e ne fu primo direttore don Cesare Pedrini (sul quale cfr. nota 12 a p. 831).



69 Sal 132, 1.



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