Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Lettere circolari S. d. C.
Lettura del testo

LETTERE CIRCOLARI AI SERVI DELLA CARITÀ

XXVIII. Como, 25 aprile 1915

«»

[- 1423 -]

XXVIII.

Como, 25 aprile 1915

 

Ai Servi della Carità70.

 Quando, nell'agosto passato, si sviluppò quest'incendio di guerra, che tuttora avvolge nei suoi vortici spaventosi l'Europa intera, noi abbiamo dato ascolto alla voce del Pontefice santo, che moriva pregando e offrendosi vittima per la salute del mondo, e in tutte le nostre case abbiamo dato principio a pratiche quotidiane di adorazione del Santissimo Sacramento.

A quelle pratiche si è atteso con lodevole pietà e fervore e in alcune case vi si attende ancora; e certamente il Cuore di Gesù, mosso a pietà dalle preghiere commoventi di tanti nostri sventurati, ci ha dato in questo tempo grazie grandi di preservazione da tante sciagure e di rassegnazione nei mali occorsici.

Ma la guerra divampa sempre più atroce e minacciosa; ed è purtroppo a temere che non cessi ed estenda più ancora ed anche alla patria nostra i suoi disastri, se si ponga mente alla gravità delle colpe di una società, fatta ribelle al Signore e odiosa per mille miserie e peccati.

Le sventure stesse, che il Signore manda a minaccia di altre sventure più grandi, spesso hanno l'effetto di far con odio più satanico bestemmiare ed offendere il Signore, a cui non si vogliono riconoscere gl'intenti misericordiosi nella mano che castiga.- 1424 -

Imitando il santo Pontefice, nel cui cuore paterno si adunano tutte le lagrime ed hanno eco tutti i pianti e si ripercuotono laceratrici tutte le sventure de' suoi figli, figli che soffrono nel corpo per la miseria e per la guerra, figli che si rovinano nell'anima, e che perciò prega e supplica per la conversione e la pace del mondo, anche noi non possiamo sottrarci al bisogno di prostrarci dinanzi al Signore gridando: «Misericordia, misericordia!».

Noi dobbiamo chiedere perdono per i nostri peccati, perdono per i peccati del mondo.

Noi tutte le sere del mese benedetto della Madonna accompagneremo con questi sensi divoti, secondo la volontà del Santo Padre, la recita della preghiera indulgenziata dal Sommo Pontefice, che qui riportiamo.

«Sgomenti dagli orrori di una guerra che travolge popoli e nazioni, ci rifugiamo, o Gesù, come a scampo supremo nel vostro amantissimo Cuore; da voi, Dio delle misericordie, imploriamo con gemiti la cessazione dell'immane flagello; da voi, Re pacifico, affrettiamo coi voti la sospirata pace.

Dal vostro Cuore divino voi irradiaste nel mondo la carità perché, tolta ogni discordia, regnasse fra gli uomini soltanto l'amore.

Mentre eravate su questa terra, voi aveste palpiti di tenerissima compassione per le umane sventure.

Deh, si commuova dunque il Cuore vostro anche in quest'ora grave per noi di odi così funesti, di così orribili stragi.

Pietà vi prenda di tante madri angosciate per la sorte dei figli; pietà di tante famiglie orfane del loro capo; pietà della misera Europa, su cui incombe tanta rovina.

Ispirate voi ai reggitori e ai popoli consigli di mitezza; componete i dissidi che lacerano le nazioni.

Fate che tornino gli uomini a darsi il bacio della pace, voi, che a prezzo del vostro sangue ci rendeste fratelli.

 E come un giorno al supplice grido dell'apostolo Pietro: Salvateci, o Signore, perché siamo perduti71!, rispondeste pietoso acquetando il mare in procella, così oggi alle nostre fidenti preghiere rispondete placato, ritornando al mondo sconvolto la tranquillità e la pace.

Voi pure, o Vergine - 1425 -santissima, come in altri tempi di terribili prove, aiutateci, proteggeteci, salvateci.

Così sia» (Indulgenza di 300 giorni) .

E la stessa preghiera reciteremo per conto nostro anche la mattina e nella visita del mezzogiorno.

Di più, in tutte le nostre case vorremo, seguendo il rito liturgico e tenendo accese almeno sei candele, fare l'esposizione privata del Santissimo Sacramento, allo scopo di domandare, nell'adorazione che si farà per turno, al Signore i benefici della pace, e ciò dall'ultima messa fin verso il mezzogiorno, nei giorni seguenti:

1) i primi tre giorni del mese vicino di maggio;

2) i giorni 22, 23, 24 maggio, terminandosi con la festa di S. Maria ausiliatrice, che ha pure il titolo di S. Maria della Provvidenza;

3) gli ultimi tre giorni del mese stesso di maggio;

4) i primi tre giorni del mese di giugno;

5) i giorni 9, 10,11 giugno, terminandosi con la festa del sacro Cuore di Gesù;

6) gli ultimi tre giorni del mese di giugno.

All'infuori di queste prescrizioni, vien lasciato libero alla pietà e al potere delle case, specialmente maggiori, di continuare l'esposizione e l'adorazione, in quel numero di ore che si potrà, negli altri giorni degli indicati mesi di maggio e di giugno.

È da attendersi con fiducia che le preghiere di tante anime innocenti e care al Signore abbiano ad ottenere dal sacro Cuore di Gesù, coll'intercessione di colei che è aiuto dei cristiani, madre della Provvidenza, regina della pace, misericordia e perdono alle anime pentite e schiudere alla società tornata nel dolore a Dio un'era bramata di tranquillità e di benessere.

In queste preghiere, si vorrà anche chiedere a Dio che benedica la ripresa dei lavori nel nostro santuario del sacro Cuore in Como, dove fra qualche giorno si darà mano ad erigere gli altari del santo Calvario e del santo Sepolcro, e si vorranno anche raccomandare al Signore le sorti materiali e morali delle nostre case.- 1426 -

Concordi nella pratica di quanto il Consiglio della congregazione ha creduto bene prescrivere e suggerire, si faccia che le comuni preghiere e i comuni voti siano esauditi dal Signore e noi troviamo accesso e salvezza presso il trono delle divine misericordie.

Affezionatissimo nel Signore

sacerdote Luigi Guanella.





p. 1423
70 Questa lettera circolare fu inviata anche alle Figlie di santa Maria della Provvidenza.



p. 1424
71 Mt 8, 25.



«»

IntraText® (VA2) Copyright 1996-2016 EuloTech SRL
Copyright 2015 Nuove Frontiere Editrice - Vicolo Clementi 41 - 00148 Roma