Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il montanaro...
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IL MONTANARO STRENNA VALTELLINESE NELL'ANNO 1886

IX. Il montanaro in discorso con sé

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IX.

Il montanaro in discorso con sé

  Noi ci adagiamo nel folto di questo boschetto e ascoltiamo il discorso che il dabben montanaro presso a quella fonte fa con se stesso, mentre in larghe fette dispone la sua polenta.

 

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  [21]"I denari sono miei... sono pochi... li ho guadagnati con sudore di sangue... Io li ho destinati perché si mutino in tanta buona polenta, che poi si converte in carne ed in sangue alla mia povera famigliola. A che tante grandezze di trattamento oggidì? Domineddio in una notte di procella manda giù un diluvio d'acqua che d'un tratto fa scomparire le terre dei nostri avi... In tal caso le privazioni e la fatica crucciano poi tanto più tormentosamente il cuore. Cominciamo da tener da conto il Signore, che è buon padrone, e passiamo il suo giorno di festa in divozione di fede e non in bagordi qualsiasi d'osteria. Confessiamo che siam peccatori, e non alzar la testa in bestemmie, che è mestiere da demonio. E poi vivere da cristiano casto... non sono turchi i cristiani... e poi carità, carità, carità... carità vuolsi in chi amministra, e carità e pazienza in chi è amministrato... E nelle scuole, ché tante pretese? Il fanciullo non può dar più che non ha, ed io vorrei ben metter una pulce nell'orecchio di certi insegnanti, se m'ascoltassero. Vuolsi prima la scienza più necessaria che è la religione. Essa conduce [22]a Dio.

Sissignori che mi piacciono i vostri studi di agricolturaapprovo le società di caseificio... son buone le associazioni di mutuo soccorso: sissignori, sissignori! Ma se nel mezzo a dirigere io non iscorgo il pensiero di Dio, in tal caso alla malora cotali insegnamenti. Noi montanari, bastiamo noi soli a tutto, ché finalmente il rintronarci che fanno all'orecchio: Mangiate bene, vestite meglio, procacciatevi ogni lieto agio della vita, apparate la scienza, studiate i segreti della natura... questo è un discorrere ingannevole, che come il serpente nel paradiso terrestre attende per rovesciare noi in altra terra di peggiori guai. Farci ricchi e gaudenti?... Ma se questa è prerogativa di pochi! Noi ci buttano nel fango e poi dicono: Godete! Si può dare insulto più sanguinoso? Questa mezzaluna di polenta e questa fetta di formaggio, eccolo il nostro gran godimento... Pur questo solo basta... Il buon Dio concedami salute e pazienza. Quand'io addivenga cristiano più dabbene, allora il Signore buono mi provvederà più lautamente. Così sia. Così sia".

 

 


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