Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il montanaro...
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IL MONTANARO STRENNA VALTELLINESE NELL'ANNO 1886

XI. L'arcobaleno

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XI.

L'arcobaleno

  [26]Quando dopo un infuriar di procella sorge a mezzodì l'arcobaleno, gli uomini vi riguardano e si confortano. Quell'arcobaleno è vestito di vaghissimi colori, par che giù verso alla terra, quasi a compatirla de' mali sofferti, sparga in effluvio gemiti rugiadosi, ed a consolare estende all'alto un chiarore di atmosfera, quasi speranza e caparra di giornate assai liete nel resto della stagione. Benedetto sia Iddio che un'iride fiduciosa appare fra di noi! La Chiesa quotidianamente saluta il debol sesso, e Dio che ascolta la voce della

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sua sposa e che in compier le sue imprese di salute gode scherzar col mondo eleggendo strumenti i più fiacchi, egli il buon Signore ha acceso in cuore al divoto sesso una scintilla di amor celestiale. Questa s'avviva grado a grado e distacca i cuori dalle terrene vanità e li fa aderire ai beni imperituri. [27]Intanto, timidette a prima e poi coraggiose e intrepide, s'accostano il più spesso possibile al santo altare. Il mondo par che se ne lagni, ma su, mostratelo: ha qualche legge di Chiesa o di Stato che proibisca? O si vorrebbe negar la libertà di far un po' di bene? O si vorrà esser crudi di negare un confortofacile a chi abbisognandone si accontenta a ciò solo, portando poi il peso del giorno e della stagione? Cuori casti, crescete pure nella pratica della virtù, ché la Vergine immacolata vi precede. E vi accompagnano come un Giuseppe castissimo i vegliardi venerandi del paese, e più altri che hanno mente e cuore per intendere nello andamento della famiglia e del paese gli effetti ammirabili del cuore che, senza saperlo, si immola per la comune salvezza. Abbiamo l'Immacolata e san Giuseppe. L'infante Salvatore è prossimo <a> mostrarsi nella culla di Betlemme, e noi lo scorgiamo testé in via nella persona di quei giovinetti che educati all'ombra del Santuario, nel fervore degli oratori festivi, nella cura delle compagnie divote dette [28]dei Luigini, avanzano in docilità ai parenti, in sensi di pietà nella Chiesa e in edificazione al paese. Ed ecco un'imagine cara del presepio del divin Salvatore. Quel presepio si estenderà presto in tempio maestoso che accoglie le genti di tutta la terra. Avvenga così! Avvenga così! Nel secolo passato la Francia pareva perire omai con naufragio della fede, e fu poi salva mercé lo splendor celeste di quella divozione che accesasi come in tante greppie benedette nei casolari dei poveri figli al monte ed al campo, si estese poi con luce vivificante a tutta la nazione. Avvenga così anche da noi! Che bell'iride ci rallegra! L'arcobaleno è pur conforto e speranza grande!

 

 


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