Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Nel mese del fervore...
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NEL MESE DEL FERVORE UNA MASSIMA SCRITTURALE ESPOSTA IN OGNI DÌ NELLA VITA DEL SACRO CUORE

Primo giorno Misericordia di Dio in suscitare dalla morte l'uomo peccatore

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Primo giorno

Misericordia di Dio in suscitare

dalla morte l'uomo peccatore

Iddio, il quale è ricco nella misericordia, per l'eccessiva sua carità con cui ci amò, essendo noi morti al peccato ci fece rivivere con Cristo.

San Paolo agli Efesini 21

  [5]Francesco d'Assisi veniva su per il monte dell'Alvernia e pervenuto a certo luogo posesi ginocchione sopra uno scoglio. Di Francesco volgeva lo sguardo al cielo e gemeva, abbassava gli occhi in profondo e inorridiva. Domandarongli allora i fratelli: "Che avete, o Francesco?". Ed egli: "Guardo in alto e mi pare scorgere il bel paradiso e questo mi consola. Volgo poi l'occhio laggiù e sembrami veder l'inferno spalancato. Or io sono qui sospeso fra il cielo e l'abisso e non so ancora quale mi toccherà. Ah fratelli, pregate perché Francesco possa salvare l'anima sua".

  [6]Fratel mio, il poverello d'Assisi che era un angelo in carne tremava cotanto, e tu che sei sì grave peccatore come non inorridisci? Ma ti conforta in pensare che Iddio è buono. Odi come te ne parla l'apostolo Paolo: "Il Signore, il quale è ricco nella misericordia, per l'eccessiva sua carità con cui ci amò, essendo noi morti al peccato ci fece rivivere con Cristo". Ed or considera pure parte a parte il senso di questo magnifico discorso e confida.

  1. Laz<z>aro, l'amico tenero del divin Salvatore, era caduto ammalato. Il meschinello peggiorò fino ai patimenti dell'estrema agonia e di poi spirò. Le sorelle di lui, Maria e Marta, il piansero morto e gli diedero sepoltura con alto gemito.

 - 1153 -   Quattro giorni di poi viene Gesù e dice alle sorelle: "Andiamo a suscitare Laz<z>aro da morte". Non credevano quelle, ma egli d'un tratto fu alla tomba dell'amico e la fece discoprire. Parlò poi colla voce dell'Uomo Dio: "Laz<z>aro, vieni fuori". E tosto quel cadavere quatriduano si riebbe, levossi su e posesi <a> camminare al cospetto di tutti. Le turbe che erano accorse magnificavano il Signore.

  [7]Lodalo anche tu l'Altissimo. Quando il Signore ti manda Gesù per suscitare l'anima tua dalla morte del peccato, opera forse un prodigio di minore misericordia? Or quante volte sei tu fin qui precipitato in un abisso di colpa grave? Quante volte il Signore te n'ha poi liberato? Eppure tu appena ricordi che a salvarti è stata la bontà del Cuore di Gesù.

  2. Considera meglio ciò che ha fatto il Signore per suscitare l'anima tua dalla morte della colpa. Egli è venuto come un amico dolente presso alla porta del tuo cuore e si fermò a gemere con affetto pietosissimo. Che discorsi affettuosi ti diresse intanto! Poi chiamò con sé la sua sposa immacolata, Chiesa santa, invitò il tuo angelo benedetto. Ti fece poi intendere il ruggito dei demoni che fremevano sotto a' tuoi piè. Ti fece scorgere il furore degli elementi dell'aria e delle acque, delle procelle e delle saette che si offerivan a Dio per vendicar l'onta che tu gli facesti, ma il Signore non cessava di ripetere: "Acquetatevi, o creature, io attendo perché il cuore di questo peccatore si arrenda alla mia grazia".

  Che più? La potenza, che in Dio è attributo infinito, richiedeva che tu [8]morissi omai e che fossi condannato allo inferno, ma la misericordia del Signore vincevala sopra la giustizia e diceva: "Nel cielo è fisso che finché l'uomo vive quaggiù gli si possa usare pietà". Ti par dunque che Dio ti ami assai? Oh quanto ti ama, oh quanto ti ama! È proprio vero che Dio è ricco nella sua misericordia.

  3. Il Signore è l'altissimo che siede nel più alto de' cieli, e tu un meschinello che per poco ti confondi con i vermiciattoli2 della terra. Iddio è infinitamente ricco per se stesso e in

 - 1154 -finitamente beato. Tu poi un miserabile fallito, tu un cencioso piagato che sei costretto <a> dolerti altamente in ogni del viver tuo. Il Signore è il padrone dei secoli, e tu nato ieri ignori se la morte non venga prima di notte a sorprenderti. Iddio è tre volte santo e tu gli sei sì gran peccatore; che può aspettare Iddio da te di onore o di godimento? Pure il Signore ti ama. Non ti pare che sia perfino eccessivo l'amore del tuo Dio?

  4. Il Signore continua <a> mostrarti i tesori della sua misericordia. Ti additò fin qui Betlemme e Nazaret, il Getsemani ed il [9]Calvario di Gesù suo figliuolo unigenito. Di questi ti additò la croce aspersa di sangue, di Gesù ti mostrò le piaghe aperte. Finalmente non sapendo più che fare, di Gesù ti mostrò lo stesso cuore incarnato. Il cuore è la sede dell'amore. Il cuore è il centro della vita. La vita del cuore dell'uomo è la vita di tutto l'uomo. Gesù ti mette dinanzi palpitante il proprio cuore perché riguardando a quello tu ti commuova. Gesù ti apre il suo costato perché entrando nel cuor suo viva della vita sua e impari a salvare te e altrui.

  Con la carità si salvano le anime. Ama tu il Salvator tuo e salutalo affettuosamente con dirgli: "Dolce Cuore del mio Gesù, fa che io ti ami sempre più". E se Dio ti chiama in questo , entra nel costato aperto del Salvatore con ricevere nel cuor tuo Gesù nel Sacramento augustissimo. Almeno accostati vicino a lui collo affetto pio di una Comunione spirituale.

esempio

  Ai tempi della riforma protestante si levò un drappello di filosofi iniqui e dietro un popolo di forsennati che tolsero a perseguitare [10]Gesù nel suo trono di amore. Tutti i buoni dolevansi altamente e fra questi Francesco di Sales gemeva come un desolato. Per riparare a quella universale rovina entrò nel costato di Gesù e riposò presso a quel cuore santissimo. Aprì poi quell'adito ad innumerevoli anime e tutte furono salve.

 - 1155 -  Specialmente invitò una eletta di pie figliuole, le quali si offerirono per essere tutte di Gesù. Fu tra queste certa Maria Margherita3 Alacoque, la quale dinanzi al fuoco del Cuor di Gesù struggevasi a guisa di molle cera al cospetto di una fiamma ardente.

  E a questa apparendo un , Gesù le mostrò il suo cuore santissimo. Stava quel divin cuore sopra un trono infiammato, era circondato da una corona di spine e teneva nel mezzo piantata una croce. Nello stesso tempo Gesù parlò: "Vedi, o figlia, quanto io amo gli uomini? Deh, aiutami perché le creature de' miei figli mi amino con puro affetto". A tali accenti trasalì di sacro orrore Maria e rispose: "Quanto io sono, o Gesù, nell'anima o nel corpo, tutta voglio essere vostra". E mostrò di esser tale sino alla fine. Il mondo ed il demonio congiurarono contro [11]di lei, ma Margherita sedeva sicura presso alla rocca del cuore del suo sposo divino. Stando chiamava con gemito pietoso le anime de' suoi fratelli sparsi sulla faccia della terra. Questi si accostarono mano a mano ed ora sono salvi.

orazione

  O Cuore santissimo di Gesù, apparite anche a me che vi desidero. Apritemi un adito che io vo' pure entrare in quel vostro costato benedetto. Io mi starò genuflesso in adorazione perpetua. Per riconoscenza a quel Cuore divino che m'ha salvato anch'io gemerò con pietoso affetto, finché la turba de' fratelli che ancora errano nelle vie di perdizione mi odano e si affrettino poi a ricevere la propria salute presso al vostro Cuore divino, o Gesù.

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Riflessi

  1. Francesco d'Assisi che era un angelo in carne temeva di non salvarsi. Tu che sei peccator meschino ricorri alla bontà del tuo Signore

  2. [12]Iddio per suscitarti dalla morte di colpa opera prodigi di potenza.

  3. Adopera prodigi di misericordia.

  4. Il Signore del cielo, che usa tanta cura per un vermiciattolo4 della terra, ti par che ti ami di cuore?

  5. Finalmente non sapendo più che fare, Iddio ti mostra il Cuore incarnato di Gesù unigenito suo perché l'ami.

  6.  Io te ne prego, ama questo Cuor divino e sappiati valerti come se ne valsero e Francesco di Sales e Maria Margherita Alacoque.

 





p. 1152
1 Ef 2, 4s.



p. 1153
2 Nell'originale: vermicciattoli.



p. 1155
3 Nell'originale, qui e di seguito: Margheritta.



p. 1156
4 Nell'originale: vermicciattolo.



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