Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Nel mese del fervore...
Lettura del testo

NEL MESE DEL FERVORE UNA MASSIMA SCRITTURALE ESPOSTA IN OGNI DÌ NELLA VITA DEL SACRO CUORE

Nono giorno Il Cuore di Gesù nella vita nascosta

«»

[- 1185 -]

Nono giorno

Il Cuore di Gesù nella vita nascosta

Entrando nella casa mia riposerò con quella, perché non ha amarezza il suo conversare né ha tedio il suo convitto, ma letizia e gaudio.

Sap<ienza> 822

  [64]Figurati la tua madre diletta. Tu quando hai un fausto avvenimento vieni <a> raccontarlo a lei e godi con essa.

Quando n'hai dei tristi li esponi alla genitrice e piangi con essa e ti consoli. Il cuor di madre è un mistero di bontà. Tu non ti stanchi a conversare con il cuor della madre tua. Figurati - 1186 -che madre diletta sia la conversazione con Dio di cui qui ti parla la Sapienza. Odi come te ne assicura: "Entrando nella casa mia riposerò con quella, perché non ha amarezza il suo conversare né ha tedio il suo convitto, ma letizia e gaudio".

  Gesù, tuo salvatore, dimorò per breve ora nella terra di Egitto. Un angelo compare a Giuseppe e gli dice: "Erode che cercava a morte il fanciullo è morto. Ed ora tu ritorna con il fanciullo e la madre sua". Giuseppe venne subito e fissò sua [65]dimora a Nazaret. Gesù tolse a conversare con la sapienza dello Altissimo e parve non volersi più staccar da quella. Per lo meno fino ai trent'anni dimorò e fu poi sempre soggetto ed obbediente a Giuseppe ed a Maria. Fratel mio, carissima ti sia la vita nascosta del tuo Salvatore. Studiala ben addentro, perché ti sarà di consolazione giocondissima.

  1. Il cuore di Gesù è cuore di padre. Gesù dimora trent'anni nella casa di Nazaret e di con gioia ineffabile discorre famigliarmente con il Padre eterno. Lo stesso Salvatore dimora per tutti i secoli nel Santissimo Sacramento e di attende che tu lo venga a salutare. Or come lo saluti tu? Un amico viene e conversa teco qualche momento e poi se ne parte. Un figlio viene ancor esso, ti parla e poi si ferma a lavorar teco, a mangiar teco, a dormire con te. Il convivere del figlio certo è che più ti aggrada che il conversare dell'amico.

  Così può accadere che tu quale amico venga <a> salutare Gesù al mattino nella chiesa, quando sull'altare si offre ostia di propiziazione per tutti. [66]Ritornerai <a> visitarlo la sera, quando dallo altare del Santissimo Sacramento benedice a' suoi devoti. Se tu fai questo imiti l'amico che conversa coll'amico. Ma se dippiù durante la giornata ti sfoghi in atti amorosi con Gesù e che a lui esponga gli affetti dell'animo tuo come figlio al padre, allora tu imiti quel figlio carissimo che tanto gode in convivere con il padre suo, e così ritorni a Gesù doppiamente caro.

  2. Provati a conversare con Gesù, provati a convivere con lui e vedrai. Non è come con gli uomini. Questi, benché sieno virtuosi, non sono mai senza molti difetti, e così il conversare con loro non è mai senza qualche amarezza e il convivere senza qualche tedio.

 - 1187 -  Ma altrimenti è con Dio. Lo Spirito del Signore è più dolce che il miele23. Beato te se meriti di gustare anche per poco la soavità carissima del Cuore di Gesù. Dimorerai come ape sul suo fiore a succhiarne un nettare dolcissimo. I cristiani che cominciarono <ad> assaporare , trovi che non si sarebbero staccati a costo di perdere un Perù di ricchezze terrene.

  3. Intanto se a guisa di amico tu di tempo in tempo conversi con Gesù ne [67]avrai allegrezza al cuore. Che godimento è quello dell'amico che stringe la destra all'amico! Ma se dippiù fermi tua stanza con Gesù e che dimori a convivere con lui quasi figlio con il padre, allora nell'animo esperimenti non solo letizia, ma gaudio vivo. Allora più propriamente provi in te quel giubilo che è sì vivo quando il figlio nel cuor del padre versa tutti gli affetti che sente nell'anima sua.

  4. Gesù comincierà <a> fissare nell'animo tuo un'alta pace. Fisserà quella pace che è proprio del figlio che in tutto e con sicurezza si abbandona alle disposizioni paterne. Questa pace è sì gran bene che già per sé è superiore ad ogni godimento del senso.

  5. In questo stato il figlio lavora con assiduità nel campo del padre e non si stanca. Suda e non si avvede della fatica. Così, mentre passa lietamente la sua vita, eseguisce guadagni considerevoli nella casa del genitore. Il cristiano convive con Gesù, acquista ancora maggiormente e non s'accorge di faticare. Il lavoro non rincresce quando si compie con amor verace. Fortuna tua pertanto che sol volendolo puoi [68]senza molti patimenti adunare tesori di paradiso.

  6. La sola condizione per goderegran bene è che tu non esca alle piazze, che non ti fermi ai mercati, che non passeggi attraverso ai circoli. Devi entrar nella solitudine. E se non ti è possibile il ritiro materiale, perché a te tocchi accudire alla famiglia od al negozio, entra nel ritiro morale del cuor tuo e conversa e convivi con Dio, che ne avrai tutto quel prò che ti ho fin qui annunziato. Intanto vuolsi solitudine,

 - 1188 -perché le conversazioni amorevoli con Gesù si odono . Alle piazze appena si ponno ascoltare le sue ammonizioni.

  Ed or ringrazia il tuo Salvatore del bene che ti esposi fin qui e ringrazialo dicendo: "Dolce Cuore del mio Gesù, fa che io ti ami sempre più". E per non tardare a pregar su di te le dolcezze che ti promette Iddio, oggi dimora almeno un quarto d'ora a conversare in affetto con lui. Odi poi in un esempio quanto giova conversare con il Signore e convivere con lui.

esempio

  Bernardo stando nella sua eletta solitudine di Chiaravalle conversava con Dio [69]e conviveva con lui. Intanto la mente del solitario spaziava nella ampiezza de' cieli, il suo cuore era come un seno copioso che riceveva i fiumi del monte, finché non potendo più, quasi lago che straripando emette le sue acque a bagnare la terra, così Bernardo uscendo dalla solitudine spargeva alle campagne ed alle città a torrenti le acque di celeste sapienza, a fiumi le sorgenti dei santi costumi. I popoli accorrevano a Bernardo e si conciliavano fra loro. I ricchi facevano parte dei loro beni ai poveri e questi si abbracciavano gli uni con gli altri, benché dapprima fossero stati avversari accaniti. Così è potente chi parla dopo aver conversato col Signore.

orazione

  O Gesù, anch'io bramo la allegrezza del vostro conversare, il gaudio del vostro convitto. Fatemene24 meritevole. Lo so, voi tenete aperto il costato entro al quale palpita il vostro cuore santissimo. In quello io voglio entrare e uscirne mai più. Esauditemi, Cuore santissimo del mio Gesù!

 - 1189 -

Riflessi

  [70]Il conversare con la madre reca un po' di quella gioia che apporta il conversare con la sapienza dell'Eterno.

  1. Come nella casa di Nazaret, Gesù dimora nel Santissimo Sacramento perché tu o conversi, o meglio che conviva con lui.

  2. Conversando con Gesù se ne ha allegrezza, convivendo con lui se n'ha gaudio.

  3. Provati e vedrai.

  4. Anzitutto Iddio ti farà godere alta pace.

  5. E nello stesso tempo ti fa progredire in virtù senza che tu impieghi molta fatica.

  6.  La sola condizione è che ti ritragga nella solitudine del cuor tuo.

  7.   Bernardo operò così e n'ebbe ogni bene per sé e per altri.





p. 1185
22 Sap 8, 16.



p. 1187
23 Sir 24, 27.



p. 1188
24 Nell'originale: Fetemelo.



«»

IntraText® (VA2) Copyright 1996-2016 EuloTech SRL
Copyright 2015 Nuove Frontiere Editrice - Vicolo Clementi 41 - 00148 Roma