Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Nel mese del fervore...
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NEL MESE DEL FERVORE UNA MASSIMA SCRITTURALE ESPOSTA IN OGNI DÌ NELLA VITA DEL SACRO CUORE

Decimo primo giorno Il Cuore di Gesù nella tentazione del deserto

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Decimo primo giorno

Il Cuore di Gesù nella tentazione del deserto

Io lo condurrò nella solitudine e gli parlerò al cuore.

Sap<ienza>26

  [79]Ammira qui il Cuore di Gesù. Sono scorsi testé i trent'anni che passò nascostamente nella casa di Nazaret. Il Salvatore che era venuto con brama accesissima per salvare gli uomini, pure si dispone a quest'alta impresa con anni trenta di ritiratezza, di preghiera e di sacrificio. E quasi ciò non bastasse, prima di uscire dalla casa di orazione ai campi di predicazione si ritrae ancor per lo spazio di quaranta giorni nel deserto senza mangiare, senza bere, ma combattendo colle potenze diaboliche alle quali aveva dato permissione di movergli tentazione.

  Apparve dunque il Lucifero con tre sassi sulla mano e disse: "Comandalo tu, e queste pietre si faranno pane e tu potrai saziarti". E Gesù: "L'uomo non vive sol di pane, ma di ogni parola che procede dal Verbo della verità". Replicò il tentatore: "Gettati dal vertice più alto del tempio, tu [80]che sei Uomo Dio non perirai e intanto gli uomini diranno cose magnifiche di te". Rispose Gesù: "È scritto: Non tenterai il Signore Iddio tuo". Il demonio per l'ultima volta si provò a mostrare a Gesù tutti i regni della terra e poi <a> dire: "Tutto io ti darò se cadendomi dinanzi mi adorerai". Il Salvatore finalmente scacciollo dicendo: "Ritorna negli abissi, o Satana", e mentre quegli sprofondava discesero da alto gli angeli del paradiso a prestare a Gesù ossequio e servitù. Dopo questo il Messia salvatore lasciò anche il deserto e venne sui campi di Giudea e di Galilea, predicando a tutti il regno dei cieli.

  Tu aspiri similmente a più di una impresa di salute delle

 - 1195 -anime, ma, come Gesù ti porse esempio, ti sei disposto con divoto esercizio di ritiratezza? Hai parlato seriamente con Dio nella solitudine di una pia meditazione? È nella solitudine che il Signore parla al cuor dell'uomo. Vieni almeno per qualche spazio di tempo in ogni , intenderai ciò che Dio vuole da te. Odi come ti puoi facilmente condurre in ciò.

  1. Figurati che il sommo pontefice ti mandi <a> chiamare per discorrere teco. Tu d'un tratto ti sbrighi dalle tue faccende, [81]rassetti la persona e poi ti incammini, e intanto pensi a quello che tu dirai al Vicario del Signore ed a ciò che egli medesimo sarà per dire a te. Pervenuto a Roma, ossia a vista della prima maestà di questa terra, tu ti inchini a questa ed a quegli che sono personaggi illustri presso la sede pontificia e li preghi poi a presentarti al trono del successore di san Pietro.

  Ciò stesso avviene all'atto che tu vieni per parlare al Signore nella meditazione. <ciò> che ti trae fuori dal mondo è la voce del Signore. Tu la segui e intanto, rassegnate per un momento le cose della famiglia, pensi a quello che tu dirai a Dio o che il Signore vorrà dire a te. Ti raccomandi poi con vivo affetto al tuo angelo custode, ai patroni tuoi nel paradiso. Ti raccomandi a Maria santissima e supplichi poi Gesù Cristo che ti porga la sua destra e che ti presenti presso al trono dello Altissimo.

  2. L'interesse sommo a trattare è la salute dell'anima tua. Stando alla presenza di Dio ti scorgerai subito quello che sei, [82]se cioè incipiente nella via del bene o proficiente o perfetto.

  Se tu hai lasciato testé il peccato, ovvero che ti trovi tuttavia involto nella schiavitù di abiti rei, convien che tu pensi a Dio che per il peccato ha disposto la morte, ha disposto l'inferno, ha disposto un tribunale severissimo di giustizia.

  Se poi cominciasti <ad> operare il bene, allora addentrati nei misteri della nascita, della vita, della passione, della morte di Gesù, che in questa attenta considerazione apprenderai anche tu a correre come un gigante nella via di perfezione.

  O tu già ti trovi a buono stato di perfezione, e allora prendi gusto a considerare i misteri più alti di Gesù che ri

 - 1196 -sorge, di Gesù che sale al cielo, di Gesù Dio e vero uomo, uno nella essenza e trino nelle persone, e rimanti a guisa di serafino celeste che contempla i misteri ineffabili dello Altissimo.

  3. E qui poni ben attenzione. Gli angeli ed i santi del paradiso mentre fissano lo sguardo in Dio godono un'estasi di beatitudine altissima. Così tu in quella che conversi col Signore devi strappar la mente dalle cose di quaggiù, il cuore da ogni [83]affetto terreno e immergerti tutto nella considerazione del negozio che attendi a trattare per l'anima tua.

  Francesco Borgia quando ponevasi a meditare intorno alla morte od all'inferno dimorava talvolta le ore intiere e pareva morto. Finché l'orror dello spavento facevalo riavere, e allora tremava lui e faceva traballare le mura della sua cella, e uscendo parevagli esser un miserabile che per divina grazia poté ancor levarsi dal sepolcro di morte, ovvero un meschino che poté allora allora uscire dalle fiamme d'inferno. Domandava poi tutto attonito: "Gli uomini pensano ancora ai palagi, ai divertimenti? Ah -- dice<va> -- che pensino a morir bene per salvar l'anima propria!".

  4. Poni altresì attenzione divota a quello che il Signore sarà per dirti. Il venerabile Curato d'Ars nel tempo della meditazione udiva tanti e sì bei discorsi dal cielo, che tosto levatosi di si affrettava a parlare con il popolo suo. Intrattenendosi piangeva lui e faceva piangere chi l'ascoltava.

  Catterina da Siena, conversando con Dio nella meditazione, sentiva sensibilmente quali erano le anime per le quali doveva applicarsi con più fervore a salvare, e levandosi [84]dall'orazione si affrettava a convertire le anime dei facinorosi che stavano già presso al patibolo, eppur che seguitavano a bestemmiare Iddio. Interrogata, rispondeva Catterina: "È il Signore che nella meditazione parla all'anima e suggerisce il da farsi per la salvezza del proprio prossimo".

  Può accadere che Dio non ti comunichi verun affetto nella santa meditazione, e allora tu umiliati dinanzi a lui e adoralo egualmente. Il Signore ti ha ricevuto alla sua presenza, non fu già questo alta ventura per te? Forse ti sei demeritato i divini

 - 1197 -favori per qualche tua mancanza, e se scorgi che sia appunto così, non cessa<re> di dolerti alla presenza del tuo Signore.

  5. Dovrai poi ripartire per ritornare alle occupazioni di casa tua. Allora ringrazia Dio che ti abbia ricevuto alla sua presenza. Richiama il tuo angelo benedetto, richiama i tuoi protettori celesti e Maria santissima. Supplicali poi a rendere a Dio quei ringraziamenti che il tuo povero cuore non vale ad esprimere bastevolmente.

  Supplica a mani giunte Gesù che ti riceva entro al suo Cuore sacrosanto e che ti doni virtù necessaria per vincere in te [85]la passione che più d'ogni altra ti tiranneggia. Supplicalo a donarti le virtù che più ti abbisognano per essere cristiano santo. Raccomanda con pari affetto le persone che a te sono più care. Raccomanda la persona del pontefice, dei vescovi, dei sacerdoti, dei giusti ovvero dei peccatori. Prega altresì per le anime del purgatorio e chiudi il cuor tuo nel Cuore di Gesù facendo la Comunione spirituale.

  Con questo tu hai compiuto un atto importantissimo della vita, hai assicurato la salute dell'anima tua, perché è certo che colui il quale sa bene vivere, dice sant'Agostino, sa bene pregare. Ringrazia ancor adesso Gesù e digli: "Dolce Cuore del mio Gesù, fa che io ti ami sempre più", e poni la cura di venire subito oggi a trattar con Dio del negozio di tua eterna salute, intrattenendoti almeno un quarto d'ora in pia meditazione. Non mancherà Iddio di consolarti come in breve sono per dirti.

esempio

  Giuliano veniva talfiata a visitare il suo confratello Efrem nella solitudine e trovava che il pio romita il più delle volte [86]aveva gli occhi molli di lagrime. Un si fece a ripassare i libri di lui e li trovò sdrusciti assai. "Che vuol dir questo, o amico?", domandò Giuliano. Ed Efrem: "A te non posso nascondere verun affetto del cuor mio. Ripasso quei libri che mi discorrono dell'amore e dei patimenti del mio Salvatore e il mio cuore si gonfia d'affetto. Rileggo il nome benedetto del

 - 1198 -mio Gesù e una fonte di lagrime muove dal cuore e scende poi giù da questi occhi e dal viso, senza che me n'avveda, alle pagine del libro, come tu osservi". Giuliano asciugò una lagrima di tenerezza e disse in cuor suo: "Ti rimeriti il Signore di tua pietà".

orazione

  O Gesù, conducetemi nella solitudine. Io già desidero staccarmi dalle cose di terra e solo attendo che mi chiamiate. Parlatemi di me e della mia salute eterna. Parlatemi di voi e del vostro amore santissimo. Come il pesce guizza nelle sue acque e come l'augello nell'aere sua, così io voglio vivere conversando con voi che siete l'elemento del mio vivere, l'aere puro del mio respirare.

Riflessi

  [87]Il Signore per parlare a' suoi li conduce nel ritiro della solitudine.

  1. Disponiti <ad> entrare dove si trova Iddio.

  2. E tratta con l'Altissimo il negozio supremo di tua eterna salvezza.

  3. Attendi poi a stare come si deve alla divina presenza.

  4. E ascolta ciò che Dio ti viene suggerendo.

  5. Avanti <di> partire ringrazia il Signore.

  6.  Proponi poi <di> ritornar presto a lui per ricevere nel cuore una piena maggiore di consolazione.

 





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26 Os 2, 14.



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