Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Nel mese del fervore...
Lettura del testo

NEL MESE DEL FERVORE UNA MASSIMA SCRITTURALE ESPOSTA IN OGNI DÌ NELLA VITA DEL SACRO CUORE

Decimo secondo giorno Il Cuore di Gesù nella predicazione

«»

- 1199 -

Decimo secondo giorno

Il Cuore di Gesù nella predicazione

Il giogo mio poi è soave e leggero è il mio peso.

San Matteo 1127

  [88]Il figliuol prodigo disse un giorno al padre: "Datemi la porzione che mi spetta, perché io me ne voglio partire a divertirmi con gli amici". Lo sciagurato non si arrese alle tenerezze paterne e andossene. Ma presto ebbe a dolersene. I compagni gli dissero: "Ti conviene essere splendido con te, generoso con tutti", e in dirlo gli fecero spendere in breve l'intiero patrimonio. Quale corruccio per il fanciullaccio! Quando poi per vivere fu obbligato <a> pascere i porci e che per isfamarsi doveva contrastare con quelli le ghiande di quercia, pensava tra sé: "Tristissimo è il mondo. In seguirlo credeva spassarmela, ma egli mi ha imposto un giogo di ferro al collo e sulle spalle un peso che abbatte. Ah quand'io era nella casa del padre mio!". E in riflettere piangeva dirottamente e risolveva poi in cuor suo: "Sì, sì, me ne ritornerò [89]alla casa del padre mio. Mi voglio affrettare alla casa del mio genitore".

  Peccatore, se mi odi ritorna tu medesimo alla casa del Padre tuo. Gesù ti invita e ti prega: "Vieni, vieni. Affrettati, che il giogo che io ti accollo sarà soave e leggero il peso che ti voglio sovr'imporre".

  1. Il cuor del padre amorevole è di misurare il lavoro al figlio perché non abbia a soffrire. Il cuore del padrone tirannico è di opprimere il servo suo per cavarne maggior guadagno. Per averne oro fiammante il crudo pesterebbe in un mortaio le ossa del meschinello.

  Il cuor del padre amante è quello di Gesù, e l'animo abbominevole  - 1200 -del tiranno è la ferocia di Satana. Gesù, soave nei modi, appare nei campi di Gerusalemme e dice: "Seguitemi che io non voglio opprimervi con ordini severi". Satana compare sui campi di Babilonia sovra un trono fumante e grida alla sua volta: "Seguitemi che qui è tripudio e gaudio". Ma il demonio fin dapprincipio fu omicida e bugiardo. Gesù poi è il Verbo della vita.

  I seguaci di Satana sono i tristi i quali si inchinano agli idoli del vizio, e sono infelici ahi quanto! [90]Non scorgi quanti che muoiono anzi tempo schiacciati dal peso della tirannia del mondo? Se i tristi vivono ancora, osserva poi come28 si muovono sparuti nel viso, affranti nella persona.

  Ma i giusti del Signore sono ben altri. Questi davvero camminano soavi nel portamento, veloci nel passo, gagliardi nella persona. Sono potenti negli anni perché sono destinati29 dal Signore a ciò <che> abbiano a protestare, e colla parola e collo esempio, che verace è Gesù Cristo quando invita dicendo: "Il mio giogo è soave e leggero è il peso mio".

  2. Confronta ancora meglio il giogo dei seguaci del mondo con il giogo dei fedeli del Signore. Il mondo ti dice: "Avanzati e procura gloria al tuo casato". Alessandro, Annibale, Cesare, Napoleone: considera <con> quai nomi gloriosi ti sprona a quella altezza di onore, ma intanto lo stolto non ha con che aiutarti perché è un fallito, non ha forza di appoggiarti perché è un infermo cronico.

  Ti impone altresì il mondo: "Procurati ricchezze". Creso, che nome potente! E il nome dei possidenti massimi che vivono [91]ancora a' tuoi , non è tal nome che tutto può quello che vuole? E intanto il mondo ti invita a crescere le ricchezze pari a quelle di chi siede a mensa su tavola dorata. Ma che aiuto ti porge in questo il mondo? Facile è che ti lasci addormentare per rubarti ancor quello che possiedi.

  E così il mondo conchiude con dirti che tu abbia a godere al pari degli epicurei e tripudiar sempre, perché pazzo chi non  - 1201 -si allieta mentre è in vita. Ma lo scellerato, a vece di porgerti lena a proseguir nei banchetti, ti inchioda poi in un letto di malattia, e a vece di incoraggi<a>rti ti intisichisce nello stomaco, perché è scritto che nel soverchio mangiare è la malattia30.

  Gesù con cuor di vero padre ti invita così: "Vieni, che il mio giogo è soave". Il giogo è quello de' suoi Comandamenti. Figurati che un padre dica al figliuol suo: "Onorami, non mi imprecar male, venendo la festa del mio onomastico porgimi qualche segno di affetto, rispetta la madre tua e i fratelli, e non imbrattare nel loto la tua persona. Non far mai agli altri ciò che non desideri per te medesimo". Ti par che questo sia un ragionare savio?

  Figurati che dippiù aggiunga: "È sì vivo [92]il desiderio che ho di tua salvezza, che già per te ho disposta una torre di fortezza circondata da triplice muraglia che si chiama della povertà, della castità, della obbedienza. Per esser più sicuro, entra se odi distintamente che io ti chiami, e sarai sicuro a dispetto di qualsiasi furore nemico". Che ti pare di questa proposta paterna? Qui è Gesù tuo padre, il quale al giogo soave de' suoi Comandamenti aggiunge il peso leggero de' suoi Consigli.

  Poi Gesù, contrariamente a quello che è il mondo, intanto che ti impone di fare ti dona lume alla mente, gagliardia alla volontà e forza al corpo medesimo, per eseguire tutto quello che desidera da te. Sicché non ti pare che davvero sia soave il giogo di Gesù e leggero il peso suo?

  3. Il soccorso che porge il Signore appare visibilmente nella persona de' suoi divoti figli. Questi sono lieti ancora nei casi avversi. Cantano ancor nel campo della fatica. E quando ti sembrano ansanti sotto al peso del carico, entrano giubilanti nella casa del Padre. Domandalo ciò ovvero osservalo co' tuoi occhi nel mezzo delle famiglie devote. Ti risponderanno i membri [93]di quelle che già sembra loro di pregustare le gioie del paradiso. Due sorelle di Vincenzo, cariche del peso  - 1202 -di molti meriti, stavano per entrare in cielo e il pio sacerdote si fece a domandar loro: "Vi soddisfa adesso aver passato la vita in prò de' fratelli languenti?". E quelle: "Quando correvamo ai moribondi ci sembrava aver l'ali ai piedi. Quando sedevamo presso al letto degl'infermi le consolazioni ci parevano fin troppe".

  Ma se tu poni il piede oltre la soglia delle famiglie dissipate, tu fuggi inorridito. Non trovi la vita dell'anima che è la carità, e ti par <di> morire. Miseri i membri di quelle, quando tocchi staccarsi dal mondo benché traditore. Dispensami da dirlo più ampiamente: i tristi si trovano all'ultimo pessimamente.

  4. Con ragione s'allietano i buoni e non a torto s'addolorano i perversi. Chi porta il giogo di Gesù ha dinanzi a sé lo splendor di paradiso che irradia. Da fianco <li> accompagnano gli angeli benedetti. Lungo la via, meglio che gli ebrei nel deserto, sono provvisti di ciò che è necessario alla vita, e intanto vedendo il luogo proprio di beatitudine sclamano: "Ancora un passo e poi il paradiso è nostro".

  [94]Ma te ne prego altra volta. Dispensami da descriverti il cammino degli iniqui, perché il loro non è viaggio ma precipizio, e quando vengono a fermarsi non è in luogo di riposo veruno, ma è in una regione che si intitola di tutti i tormenti.

  Deh, abbracciati al giogo della legge del Signore e prometti <di> non staccarti mai più. Proponilo con dire al tuo Salvatore: "Dolce Cuore del mio Gesù, fa che io ti ami sempre più". E per buon segno di tua costanza oggi poni particolare attenzione a portare il giogo del tuo Dio e Padre, e venuta la sera esamina per un momento come l'hai sempre portato con fedeltà. Odi per ultimo in un esempio solo quanto soave è il giogo del Signore e come leggero è il peso che sovr'impone.

esempio

  Antonio vivendo nella casa del padre suo portava lietamente il giogo de' divini Comandamenti come ogni dabben

 - 1203 -figliuolo. Quando, venuto un alla chiesa, sentì questo discorso: "Chi vuol seguirmi più davvicino venda pur tutto ciò che possiede e ne porga il prezzo ai poverelli, e ritornando [95]mi segua che io lo riceverò"31, Antonio obbedì prontamente. Non solo poi rinunciò alle terrene cose, ma di conseguenza rinunziò ancora a se stesso e per stare più intimamente con Dio venne alla solitudine della Tebaide.

  Stando in questa Antonio crebbe a quella santità che mai avrebbe potuto acquistare altrove, perché il nome di Antonio era terribile agli stessi demoni. E operògran bene che altrove non avrebbe potuto eseguire per suo prò o d'altrui. Ad Antonio venivano gli stessi pontefici e gli imperatori più magnifici con lettere di consiglio. Ad Antonio correvano le turbe di popolo e ponendosi ai piedi di lui supplicavano che li benedi<ce>sse. Antonio lasciava per un momento il suo deserto e apparendo in mezzo alle moltitudini sedava i tumulti, correggeva gli errori e riduceva ancora i più schivi a riprendere il giogo abbandonato della legge del Signore.

orazione

  O Gesù, parlatemi al cuore. Fatemi intendere la verità delle vostre parole: "Il mio giogo è soave e il peso mio è leggero", e fate che in eterno sdegni di inchinare [96]il dosso al giogo del mondo, al peso di Satana. Abbiate pietà di me e fatemi presto intendere le consolazioni che tenete disposte a quei che vi seguono con il giogo della vostra santa legge, con il peso dei vostri santi Consigli.

Riflessi

  Il prodigo si dolse presto d'aver assunto il giogo della legge del mondo.

 - 1204 -1. Il giogo di Gesù è giogo di padre che vuol salvare. Il giogo di Satana è giogo di tiranno che vuol dannare.

  2. Apri gli occhi e vedi ciò nella società degli uomini.

  3. Gesù aiuta i suoi a portare il giogo suo.

  4. E mentre <si> affaticano apre loro la vista del paradiso.

  5. Chi assume il giogo dei divini Comandamenti e poi anche il peso dei Consigli evangelici, costui è doppiamente fortunato.

 





p. 1199
27 Mt 11, 30.



p. 1200
28 Nell'originale: Il tristo vive ancora. Osserva poi come.



29 Nell'originale: distinti.



p. 1201
30 Sir 37, 33.



p. 1203
31 Cfr. Mt 19, 21.



«»

IntraText® (VA2) Copyright 1996-2016 EuloTech SRL
Copyright 2015 Nuove Frontiere Editrice - Vicolo Clementi 41 - 00148 Roma