Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Nel mese del fervore...
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NEL MESE DEL FERVORE UNA MASSIMA SCRITTURALE ESPOSTA IN OGNI DÌ NELLA VITA DEL SACRO CUORE

Decimo sesto giorno Il Cuore di Gesù nella istituzione della santissima Eucaristia

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Decimo sesto giorno

Il Cuore di Gesù nella istituzione della

santissima Eucaristia

I frutti dello spirito poi sono la carità, il gaudio, la pace, la pazienza, la benignità, <la bontà,> la longanimità, la mansuetudine, la fede, la modestia, la continenza, la castità.

San Paolo ai Galati 539

  [121]Nell'uomo e nel cristiano la parte nobile è l'anima. Quando le buone qualità di un figlio rassomigliano alle ottime qualità dell'animo del padre, allora si forma fra i due una congiunzione di affetto vivissimo. Gesù, padre degli uomini, voleva unire gli affetti e la persona sua agli affetti ed alla persona de' figli suoi. Però immaginò a tale effetto cosa che né mente d'uomo o intelligenza d'angelo mai avrebbe potuto pensare.

  Venuto alla vigilia della sua passione e morte, Gesù convocò i discepoli suoi in una sala bene addobbata detta cenacolo. Mangiò con i suoi l'agnello pasquale. Di poi si cinse d'un grembiale intorno e tolta dell'acqua in un catino lavò i piedi agli apostoli e li asciugò dicendo: "Siate tutti mondi". E tosto Gesù preso nelle [122]sue venerabili mani del pane che levò dalla mensa, lo benedisse e diedelo agli apostoli dicendo: "Prendete e mangiate, questo è il mio corpo". E tolse anche del vino in un calice, lo benedisse e porselo dicendo: "Prendete e bevete che questo è il sangue mio, quello stesso che domani sarà sparso sulla croce in remissione dei peccati". E conchiuse dicendo: "Quello che avete visto fare da me, fatelo voi stessi sino alla fine, perché il desiderio mio è di comunicarvi gli affetti del mio spirito".

  Questi sono di carità, di gaudio, di pace, di pazienza, di

 - 1219 -benignità, di longanimità; sono di mansuetudine, di fede, di modestia, di continenza e di castità, e giovano a perfezionare l'animo del vero seguace di Gesù Cristo. Fratello mio, rallegra il cuor tuo e prendi motivo a lodare vieppiù la bontà di Gesù tuo padre.

  1. Adamo ed Eva, quando giusti e santi sedevano a pascersi dei frutti dell'albero della vita, crescevano in virtù fino a vista del paradiso. Ma gli sciagurati allontanandosene vennero presso all'albero della morte. Stando e dibattendosi in patimenti di tristezza vivissima, appena si poterono salvare con gridare per novecento [123]anni misericordia al Salvatore che sarebbe venuto. Questi compare in seguito al sospiro di quattromila anni, e stasera è nel cenacolo che pasce i suoi discepoli ad una mensa più prelibata che quella dei frutti dell'albero della vita. È scritto che chi s'accosta a questa mensa divina ha la vita eterna nel paradiso.

  2. Questa vita benedetta incomincia su questa terra. Chi s'accosta alla mensa del Signore riceve in dono il frutto di carità. Con la carità Iddio vive nel cuor dell'uomo e il cristiano vive del cuore di Gesù. Che consolazione altissima è poter dire: "I miei affetti sono somiglianti a quelli di Gesù e lo spirito mio rassomiglia lo spirito di Gesù, mio salvatore"! Questo gaudio ti mette in cuore una pace altissima. Sai di piacere a Dio e sei sicuro che il Signore <si> prenderà sempre cura di te. Il figliuoletto è in pace quando è raccolto fra le braccia del padre; or come è possibile che non goda la tranquillità tu quando ti trovi infra le braccia di Gesù tuo padre?

  3. Stando , Gesù edifica l'animo tuo perché divenga carissimo a' tuoi fratelli. Del vescovo Massillon dicevano con entusiasmo [124]i suoi sudditi: "Quanto è buono il nostro vescovo, quanto è buono il vescovo nostro!". E del vescovo Francesco di Sales soggiungevano di più: "Se a stare col vescovo nostro è sì lieta cosa, quanto più giocondo sarà stare con Dio!". Tu stesso sei tratto all'odore delle virtù sante dei personaggi illustri. Quando ti incontri con cristiano pio, il cuor tuo si allarga. Quando vieni alla presenza di un personaggio santo, tu appena sei atto a frenare in te le emozioni.

  Accostati a Gesù che è il santo dei santi. Stando alla pre

 - 1220 -senza del tuo Salvatore e convivendo alla sua mensa benedetta, tu acquisti la benignità che ti rende amorevole come udisti testé. Acquisti la bontà che ti fa esser largo con il tuo prossimo. Così Carlo arcivescovo fu generosissimo quando in una sola giornata distribuì quarantamila ducati ai poverelli. Dimorando presso a Gesù guadagni la longanimità che ti fa sostenere sino alla fine i difetti altrui per guadagnare le anime del prossimo a Dio. Così Catterina con sopportare una molestissima inferma alla fine la ridusse con rassegnazione alla virtù. Stando vicino alla mensa di Gesù il tuo cuore [125]acquista mansuetudine a fine di perdonare a tutti gli avversari, acquista fede per essere verace con tutti. La mensa del Corpo santissimo del Redentore ti dona modestia per piacere al prossimo che ti riguarda, continenza per scamparti dai godimenti illeciti, castità per saperne godere sollecitamente quando ti sono concessi.

  Fu un ministro40 protestante il quale, venuto a visitare la istituzione di un personaggio che molto onora la nostra Italia, meravigliò in vedere una turba di fanciulli che adunati in numero di ottocento si divertivano con pace e si applicavano poi con assiduità sotto la guida di pochi istitutori. Domandonne spiegazione il luterano e il pio sacerdote nostro fecelo persuaso con dirgli: "Noi abbiamo un mezzo che voi avete ripudiato. Sono la Confessione sacramentale e la Comunione eucaristica che perfezionano lo spirito dei cristiani, che ne correggono le passioni sregolate".

  4. Tu hai qui enumerati dodici frutti che sono come dodici benedizioni della mensa eucaristica. A questa mensa, non ne dubito punto, ti accosterai almeno una [126]volta al principio d'ogni mese. Venendo poi , supplica Gesù che ti accordi per ogni volta almeno uno di quei frutti preziosi che qui ti enumera l'Apostolo. Verso la fine dell'anno tu già avrai arricchito lo spirito tuo di queste doti eccellenti, e con questo

 - 1221 -già ti sarai reso caro al Signore, di soddisfazione a te, di giovamento al prossimo tuo.

  5. Tu passerai intanto su questa terra quasi angelo di benedizione. Chissà che la tua presenza non valga a far ravvedere molti traviati! Questi vivono non secondo lo spirito, perché non si appressano alla mensa del Signore. Vivono secondo la carne, perché siedono alla mensa del demonio che è il peccato.

  Quel che ne hanno da ciò non si dice frutto, ma si nomina opera della carne. Le loro opere sono tenebrose in sé, orribili negli effetti, e gli operatori di fatti tali passano su questa terra come spiriti sterminatori venuti a funestare le coscienze, a rovinare le anime.

  Pénsavi, o lettor mio. E per non fallare congiungiti a Gesù con l'affetto dicendo: "Dolce Cuore del mio Gesù, fa che io ti ami sempre più". Congiungiti a Gesù con [127]più viva unione disponendoti a riceverlo più presto che possa nella santissima Comunione. Odi qual pro ne avrai.

esempio

  Ambrogio, prefetto nella città di Milano, si accostava di tempo in tempo alla mensa del Signore e meritò di essere applaudito con osanna dal popolo, con miracolo dalle stesse lingue dei bambini lattanti. Posciaché fu sacerdote e vescovo, si accostò quotidianamente alla mensa del Signore. Allora Ambrogio divenne personaggio santo, dottore sapiente che legò a sé gli animi non sol di Milano, ma di tutta la vastissima Chiesa in Occidente.

  Agostino, che fino a certa epoca aveva seduto alla mensa dei godimenti carnali, venne ad Ambrogio e scortolo in sembiante di angelo in carne gliene domandò il mistero. Allora niente valse a trattener Agostino per seguire Ambrogio alla mensa ed allo altare del Santissimo Sacramento. Agostino provonne presto godimento sommo e si dispose per addivenire a prò della Chiesa stessa vescovo e dottore illustrissimo, per nulla inferiore ad Ambrogio stesso.

 - 1222 -  [128]Ti par dunque che la mensa eucaristica produca invero frutti eletti di benedizione? Sappia valertene quanto n'abbisogni per l'anima tua.

Riflessi

  L'unione delle persone si fa con la unione dei cuori.

  1. Nella santissima Eucaristia Gesù ti partecipa i buoni frutti del suo spirito.

  2. Questi ti rendono caro a Dio.

  3. Diletto al prossimo tuo.

  4. I doni di Gesù sono dodici frutti che perfezionano l'animo tuo. Fa di acquistarli mano a mano tutti.

  5. Varrai con ciò a far ravvedere i miseri, i quali non eseguiscono che opere di carne perché sono essi stessi carnali.

  6.  Così Ambrogio fe' ravvedere Agostino.

 





p. 1218
39 Gal 5, 22.



p. 1220
40 Nell'originale: maestro. L'episodio è riportato in Giovanni Bosco, Il sistema preventivo, in Scritti pedagogici e spirituali (Scritti editi e inediti, III), Roma 1987, p. 196.



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