Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Nel mese del fervore...
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NEL MESE DEL FERVORE UNA MASSIMA SCRITTURALE ESPOSTA IN OGNI DÌ NELLA VITA DEL SACRO CUORE

Vigesimo primo giorno Il Cuore di Gesù nelle sette effusioni del suo sangue preziosissimo

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Vigesimo primo giorno

Il Cuore di Gesù nelle sette effusioni

del suo sangue preziosissimo

Io li ho redenti ed essi dissero bugie contro di me.

Osea 748

  1. [154]Sei tu per buona sorte prosperato in te e nei membri della famiglia tua? E nell'anima provi tu di avere molta virtù? Ebbene guardati da ingloriartene come un fariseo superbo. Mira piuttosto al tuo Salvatore divino. Gesù Cristo, per scamparti da ogni mala sciagura sì di corpo che di animo e per procacciarti ogni vero bene, per sette volte almeno emise visibilmente sangue santissimo.

  La prima fu quando ancora infante permise che Simeone lo circoncidesse nelle braccia. La seconda fu quando Gesù nell'orto del Getsemani piovve dal viso benedetto vivo sudor di sangue. Poi nella cruda flagellazione quanto sangue emise Gesù! E quanto nella coronazione di spine! Nel viaggio al Calvario Gesù camminò parimenti insanguinato. Quando poi fu affisso alla croce, almeno quattro fonti di vivo sangue si apersero [155]alle mani traforate dai chiodi ed ai piedi confitti. Finalmente quando, esangue già, fu da Longino trapassato con una spada nel costato, Gesù emise acqua e sangue per segno di pietà estrema.

  Tanto per te ha sopportato Gesù. E tu finora hai lavorato sino al sangue? E se l'avessi anche fatto, che sarebbe valso se Dio non ti porgeva l'aiuto suo? E poi tu ti vanti con dire: "Il bene che possiedo è da me". Taci, taci che tu menti contro l'Altissimo.

  2. Agostino era già giovine offuscato nella mente, quasi uomo che viaggia fra le oscurità fitte di un Egitto tenebroso.

 - 1238 -Nel cuore il povero Agostino era infracidito nel vizio, come un lebbroso al quale per il suo puzzo tocca di errare pei campi. Che poteva fare il misero? Ma aveva l'angelo di sua madre che sempre gli era d'accanto e lo seguiva, per convertirlo, nei pericolosi viaggi di mare e nei lunghi di terra. Agostino ebbe di più l'angelo di sant'Ambrogio, vescovo di Milano. Più che ogni altro poi ebbe lo Spirito di Dio santissimo, che qual colomba gemente sospirava per far ritornare il traviato. Sicché Agostino finalmente si ravvide.

  Allora [156]tolse a scrivere il libro delle sue Confessioni e <a> pubblicare a tutte le parti della terra che se era salvo omai dovevalo alla misericordia del Signore. Tu se hai peccato a guisa di Agostino e se ora trovi di esserne vero penitente, pensa a darne a Dio la gloria che si merita. Non ti ha già liberato Gesù dallo abisso infernale con il prezzo di tanto suo sangue?

  3. Ovvero tu sei innocente quasi quell'angelico giovane Luigi, che ti è porto come modello di santità sempre pura. Possa tu essere al divin cospetto così caro al Signore come lo fosti quando a modo di agnello purificato venisti lavato dalle onde battesimali. Ma anche in questo caso guai a te se non doni a Dio la gloria d'averti salvato! Tu saresti subito un crudo ingrato.

  Il bambino fino <a> quando può mettere innanzi i suoi passi, se la mamma non lo guida? E il fanciulletto può apprendere l'arte del padre, se questi non gliela addita? Poi quando è cresciuto capace per il campo della guerra, forte per l'esercizio della caccia, potrebbe egli sfidare schiere di uomini nemici, truppe di belve inferocite, se non sia scortato da forte difesa? Tale sei tu, o bambino o infante ovvero [157]adulto nel combattimento di questo mondo. Se finora non sei caduto a terra per veruna ferita mortale, è perché Gesù ti ha sostenuto con la benedizione del suo sangue santissimo.

  4. E così almeno piaccia al cielo che tu in qualsiasi impresa di bene non abbia più mai a lodar te ma a renderne l'onore a Dio, che solo se lo merita. Il Saverio aveva già fatto tanto viaggio per salvar anime quanto basterebbe a compiere cinque volte il giro intorno alla terra, eppure non faceva che

 - 1239 -ripetere: "Tutto è per il merito del sangue del mio Salvatore". Aveva già con la sua destra battezzato ducento mila infedeli e più che due milioni di altri infedeli aveva dato a battezzare da' suoi compagni, eppure quando scriveva al suo superiore Ignazio stava ginocchione quasi servo inutile. E come poteva pensare altrimenti mentre aveva dinanzi a sé gli apostoli del Signore, i quali dopo aver pubblicato il Vangelo a tutte le parti della terra piegavano poi tutti la fronte dinanzi a Dio dicendo: "Ecco i vostri inutili servi"! Sicché sei solo tu il quale per ogni paglia che muova in bene te ne vanti come delle imprese magnifiche di un eroe!

  5. [158]Eroi dal volgo insano erano stimati quei filosofi o ministri di religione che ordinando una schiera di turpissime figure dicevano: "Ecco gli iddii vostri". Eroi sono stimati ancora oggidì dal volgo insano degli increduli quei filosofi o ministri di menzogna che a guisa di demoni scatenati gridano: "Ascendiamo in alto, rovesciamo il trono di Dio e facciamoci eguali allo Altissimo".

  Meschinello te! Mi duole in dirtelo: tu quando di un'opera di bene dici: "Questa l'ho fatta io", tu in certo modo diventi bugiardo come un idolatra, insolente come un bestemmiatore. E tu non temi l'ingiuria che con ciò rechi allo Altissimo? Pietà di te, o fratello. Pietà del tuo Salvatore che a motivo di tanta ingratitudine, insanguinato ancor adesso per amor di te, gli tocca dolersi: "Ti ho redento, e tu discorri contro di me abbominazioni?". Entra, o fratello, in quel Cuore addolorato del tuo Redentore e digli con viva effusione di affetto: "Dolce Cuore del mio Gesù, fa che io ti ami sempre più". Confortati intanto in quest'altro tratto che son per dirti.

esempio

  [159]Luigi Gonzaga essendo ancor fanciulletto imparò a ripetere certe parole offensive che erano comuni sulla bocca de' soldati. Un poi tolse un pugno di polvere e vi diè fuoco. Accorsa, la madre sclamò: "Luigino mio, queste cose tu vieni facendo che sono di ingiuria a Gesù che ti ha redento?...". Il

 - 1240 -bambino stette un istante come una statua di pietra e poi ruppe in pianto amarissimo. Corse a confessarsene e pel duolo sveniva ai piedi del sacro ministro. Tolse <a> praticare digiuni austeri, orazioni fervorose perfino di tre e di sei ore continue, e intanto ripeteva: "Misero me, Gesù mi ha redento ed io l'ho offeso!". E non trovando di piangere abbastanza in casa, si ferì a sangue con le discipline e poi partissi a volta di una religione, sclamando finché morì: "Gesù mi ha redento col suo sangue ed io l'ho offeso!". Come tu vedi, Luigi fu un angelo in carne, ma non si udì mai dal suo labbro un accento di lode, sibbene molti di confusione. Imitalo, imitalo.

orazione

  [160]O Cuore adorabile del mio Salvatore, come mi spiace d'avervi offeso con tanti miei peccati, come mi duole d'avervi oltraggiato con tanti discorsi di stoltezza! Meritava di essere abbandonato. Non mi lasciaste ed io ve ne rendo gloria. Ah, sempre, sempre sul mio labbro risuoni la lode del vostro nome, perché a scamparmi foste voi con il prezzo del vostro preziosissimo sangue.

Riflessi

  1. Gesù per salvarti emise almeno sette volte il sangue dal suo corpo benedetto, e tu hai cuor di dire: "Se sono salvo è per mio merito"?

  2. Gesù ti ha cavato dallo abisso di colpa.

  3. O se fin qui fosti innocente, tu devi la salvezza a Gesù che ti ha difeso.

  4. Il bene che continui <a> fare è pure per divina grazia.

  5. Sicché se non vuoi ingiuriare a Dio, quasi un pagano e quasi un bestemmiatore, al Signore la sua gloria.

  6.  Possa tu in ciò imitare l'angelico giovane san Luigi.

 





p. 1237
48 Os 7, 13.



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