Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Nel mese del fervore...
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NEL MESE DEL FERVORE UNA MASSIMA SCRITTURALE ESPOSTA IN OGNI DÌ NELLA VITA DEL SACRO CUORE

Vigesimo terzo giorno Il Cuore di Gesù al monte Calvario

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Vigesimo terzo giorno

Il Cuore di Gesù al monte Calvario

Come Mosè esaltò il serpente nel deserto, così è necessario che sia esaltato il Figliuol dell'uomo, perché ognuno che crede in lui non perisca ma abbia la vita eterna.

San Giovanni 350

  1. [168]Considera qui il tuo Gesù che ascende al Calvario e dal Calvario alla croce, e lascia di struggerti in pianto se puoi. Gli ebrei nel deserto quand'erano morsicati dai serpenti guardavano alla immagine di una serpe di bronzo che si recava innanzi sur un'asta, e subito erano guariti. Quel serpente incapace di colpa è figura del tuo divin Salvatore.

  Vedilo come si abbraccia con immenso amore alla croce. Suona la tromba che annunzia a Gerusalemme il viaggio a morte di Gesù ed egli si incammina al monte con accesissimo affetto. Si reca sulle spalle la pesante croce che con la sua gravezza par che gli affondi l'omero. Il peso che strascina lo fa cadere a terra come morto. A certo tratto nel quale si incontra con la madre desolata entra in agonia di pietà.

  Quando con il tronco trasversale della [169]croce batte sfinito sulla roccia al vertice del Calvario, ivi tutto è disposto per la crocefissione sua. Gesù offre le mani ad essere confitte. S'odono colpi di martello e poi gemiti. Gesù offre i suoi piedi santissimi, e qui ancor colpi di martello e gemiti che straziano. L'albero della croce si innalza e Gesù su quello manda rivi di sangue a lavare la terra dalle sue iniquità. Scribi e farisei e sadducei, ossia capi del popolo, passano innanzi e indietro a schernire il salvatore Gesù. Intanto prega: "Perdonate, o Padre". Un ladrone gli muore d'accanto e prima di spirare gli dice: "Abbi di me pietà". E Gesù a lui: "Oggi

 - 1246 -sarai meco in paradiso". Maria con gli occhi cruenti di sangue guarda a Gesù e questi le addita Giovanni e le dice: "Ora costui è il figliuol tuo".

  La terra intanto si inteneriva a pietà del Creatore e il cielo mandava le sue nubi, quasi ammanto mestissimo, a coprire il Calvario. La croce divenne il letto di agonia del Salvatore. Questi alfine sclamò: "O Padre, raccomando a voi lo spirito mio". In dir questo chinò il capo e poi emise lo spirito. Allora la croce e il Calvario divennero [170]come un catafalco di immenso lutto. Accostati tu e domanda: "Perché quel lutto e sì cruda morte?". Udrai sospirosa la voce degli angeli dolenti che ti rispondono: "Gesù Cristo è l'innocente, il peccatore sei tu".

  2. Intanto Gesù è sul letto tormentoso della sua croce. Si trova al Calvario, che è nel mezzo del mondo, e si lasciò configgere sul vertice dello stesso per essere veduto da tutte le parti della terra. Quando il divin Salvatore emise l'ultimo spirito la terra si scosse, i sassi spezzaronsi e i mari ruggirono quasi gemessero in duolo altissimo.

  Gesù intanto è . Egli è tuo padre ed è pietoso qui come il pellicano che con il sangue del cuor suo nutre i suoi nati. Fratello, se vuoi piacere a tanto padre accostati e come figlio lambisci con pietà amorevole quelle stille santissime di sangue che scendono giù dalla croce. Ah, possibile che tu nemmeno badi a guardare a Gesù mentre egli muore per salvare te?

  3. Figurati che dinanzi a un padre che muore stieno due sorta di figli. Gli uni che sospirano con affetto tenerissimo e [171]gli altri che imprechino alla sua agonia. Che ti pare? Non devono tremare i figli scellerati che maledicono al padre che muore?... Così guai a te pure, se mentre Gesù si sta in croce tu a guisa dei giudei passi innanzi e indietro a riderti di lui con dire che non è male sfogare i proprii capricci... che bisogna mostrarsi... che ciascun deve pensare al suo interesse e non aver paura di scrupoli e simili. Guai al figlio che malamente impreca al padre che muore. Gesù disse già a Caifasso ed agli altri: "Voi tremerete un giorno dinanzi alla mia presenza". Quanto dovresti paventare tu, cristiano, se tuttavia continui a bestemmiare Gesù che agonizza, che muore?

 - 1247 -  4. Figurati, come accade in ogni , che un genitore trafelante giunga dal campo. Tu gli domandi: "A che tanto stento?". E ti risponde l'altro: "È necessario perché ho più figli a pascere". Accadrà che altro genitore per eccesso di lavoro ammali e venga a morire. Che ti direbbe prima di spirare? Certamente questo: "Ho dei figli e fu necessario che mi affaticassi per loro". Pietoso cuore del padre, chi ti inspiracordiale affetto? Ti intendo: il Cuore di [172]Gesù che agonizza e che muore sulla croce ti inspira il nobile coraggio. Ma se tu, figlio, vedi eppure non intendi, tu già sei più crudo che il duro macigno.

  5. Gesù sulla croce è solo come uno smarrito in un deserto sterminato. Di tante sue creature non ha chi lo consoli, e in tante pene non trova per suo ristoro altro che un sorso di amarissimo fiele.

  Fa così alta pietà un padre che avendo molti figli pure si vede da tutti abbandonato sul letto di morte. Pietà ti muova anche di Gesù, che pur morendo non trova chi gli porga una misera consolazione. Gridagli almeno tu: "Dolce Cuore del mio Gesù, fa che io ti ami sempre più", e sfogati in affetti come son per dirti.

esempio

  Il deserto del Calvario continua tuttavia, o fratello, nella solitudine in cui è lasciato Gesù nel Santissimo Sacramento. Era la vigilia della festa del Corpo del Signore e già per tempo il pio sacerdote Giovanni d'Avila struggevasi in adorazione a Gesù, come l'olio della lampada che si consuma [173]dinanzi alla maestà di Gesù in Sacramento, quando il divin Salvatore gli apparve nello stato dolentissimo d'uomo agonizzante Inorridì Giovanni. Ma Gesù a lui: "Ecco, o figlio, le meschine consolazioni che mi porgono altri, benché in giorno di tanta festa". Allora il servo di Dio si offerì al Signore a morire lui per riparare l'ingiuria di tanta ingratitudine, e tu offriti almeno a Dio con promettere di guardarti almeno per l'avvenire da nuove sconoscenze.

 - 1248 -orazione

  O Gesù, che sull'altare della croce vi mostrate agonizzante per amor mio, vi confesso mio salvatore, vero Dio e vero uomo e mio vero padre.

Riflessi

  1. Ah, da un padre che muore è necessario che il figlio sia benedetto.

  2. Guai al figlio che insulta al padre ancor quando egli muore.

  3. Voi, o Gesù, morendo dite: "È necessario che io soffra affinché i figli sieno salvi".

  4. E intanto sostenete la solitudine del Calvario.

  5. Or quanto al figlio, misero ingratissimo lui se tutto non si strugga per tal padre.





p. 1245
50 Gv 3, 14s.



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