Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Nel mese del fervore...
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NEL MESE DEL FERVORE UNA MASSIMA SCRITTURALE ESPOSTA IN OGNI DÌ NELLA VITA DEL SACRO CUORE

Vigesimo quarto giorno Il Cuore di Gesù percosso dalla lancia

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[- 1248 -]

Vigesimo quarto giorno

Il Cuore di Gesù percosso dalla lancia

Ed io quando sarò stato esaltato da terra trarrò tutto a me medesimo.

San Giovanni 1251

  1. [174]Eccoti qui altro spettacolo di tenerezza infinita. Gesù è morto sulla croce per salvare te, e tu gli hai forse imprecato fino all'ultimo. Adesso, come Longino il fece per curiosità, tu per questa e per un estremo di istinto brutale ti accosti alla roccia del Calvario e con ambe le mani tiri un colpo

 - 1249 -di lancia attraverso al costato del Padre tuo. Fuori ne esce sangue con acqua. Dalla lacerazione praticata tu scorgi finalmente il cuore del tuo Salvatore.

  Un figlio si trovò che in eccesso di furore trapassò fuor fuori il padre suo, ma quando se lo vide a<i> piedi immerso in un bagno di sangue, allora ruggì come un leone ferito. E così vengono gli uomini a deplorare appiè della croce di Gesù. In rimirare alle squarciature di quel divino costato, i figli riconoscenti entrano in ispirito . In un momento sono riempiuti di celeste ardore.

  [175]Sono venuti primi gli apostoli, e questi non si stancarono finché attraverso un Calvario di immensi patimenti ridussero a Gesù i figli suoi e loro fratelli dispersi sulla faccia della terra. I quali invitati dalla voce apostolica accorsero in tal numero che più facile a te sarebbe contare le stelle del cielo o le arene del mare. E vennero con tale ardore che superarono i più le fatiche di sudor di sangue. Altri ed altri si trovarono che per acquistare maggior lena non dubitarono di entrare per un bagno apprestato con il sangue loro. Ti par dunque che sia vero che Gesù morendo in croce trasse a sé tutti gli uomini?

  2. Prima di Gesù Cristo regnava nel mondo Satana. Ma adesso il trono dello infernale demonio è rovesciato. Ora tutti obbediscono al comando del Salvatore. Obbediscono i buoni e sono costretti <ad> obbedire i rei. Quanto ai buoni, essi sono o come i Giovanni diletti o come i ladroni dolenti, e questi obbediscono per amore e son poi premiati con la mercede del paradiso. I cattivi poi o sono ostinati come i giudei crocefissori ovvero sono bestemmiatori come i ladroni disperati, e [176]di questi non sta<re> a dubitare che ne sfugga uno solo. Iddio gli è sopra a ciascun ribaldo in tempo. Per castigare come si merita il ribelle tiene disposta laggiù la carcere dello inferno. Sicché dinanzi a Gesù una delle due: o tu devi stare divoto come un figlio amorevole o dovrai stare palpitante come un figliuolo condannato.

  3. Ma non è meglio cadergli ai piedi per amore, come un Ignazio o come un Saverio? Tu cadi ai piedi di un personaggio illustre nell'arte della guerra; un Alessandro, un Cesare, un Napoleone, quanti ne trassero? Ma sai che diceva

 - 1250 -appunto quest'ultimo nella sua isola di Sant'Elena? Volgendo lo sguardo intorno si trovava solo solo. Allora desolato sclamava: "Ieri conduceva eserciti per guadagnare tutta la terra, mi affrettava come un fulmine, ora sono qui da tutti abbandonato e mi affretto a morire. Ieri non mi bastavano i confini del mondo, un momento ancora e poi mi basteranno quattro palmi di terra in una fossa". In dir questo guardava in alto e sclamava: "Solo Gesù è l'onnipotente. Gesù solo comanda, Gesù regna, Gesù trae a sé il cuor degli uomini".

  [177]Fratel mio, odi dunque tu stesso. L'esempio di Gesù è luce che sfavilla dinanzi alla mente. Le sue parole contengono in sé il germe di eterna vita. Ogni passo del divin Salvatore è poi una beneficenza a prò dei corpi e delle anime. Il volto medesimo del Salvatore ti pare visibilmente irradiato dallo splendore della divinità. Una parola e uno sguardo di Gesù bastano a tirarsi dietro per amore, come un fanciullo, un usuraio rinomato come Matteo. Segui dunque Gesù. Lasciati pur trarre dalla forza dell'amor suo e intanto goda l'animo tuo in ripetergli con pio affetto: "Dolce Cuore del mio Gesù, fa che io ti ami sempre più". In dirlo palpiti l'animo tuo sì amorosamente come sono per dirti.

esempio

  Gesù, quasi fratello che ancora in culla chiusa saluta il fratello, benedisse Giovanni nello incontro che di loro fecero Maria benedetta e santa Elisabetta. Allora l'infante esultò. Rispose poi con accento verace: "La vostra presenza mi ha guadagnato il cuore, io non vi lascerò più mai, [178]o mio diletto e salvatore". E intanto cresciuto tant'alto venne al deserto per discorrere con Dio più tranquillamente. Ed a fine di parlare con più lucido intelletto e con cuore più fervido, sceglieva per sé poche locuste a mangiare, una fonte limpida a dissetarsi. Per vestimenta poi si accinse con pelle di agnello e si adattò un letto di ciottoli per essere più pronto a tutte le chiamate. Così quando Gesù invitollo fu pronto alla predicazione, fu sollecito al Giordano e fu più lieto alla carcere del re Erode.

 - 1251 -  Tanto valse a Giovanni un tratto della voce ammirabile del Salvatore. Che non avrebbe fatto ancora, dopo aver udite per intiero le predicazioni di Gesù e dopo aver assistito al sacrificio del Calvario? Certo avrebbe emulato l'ardore di quell'altro Giovanni dilettissimo, che venuto fino ai piedi della croce, stava con Maria, la desolata madre del Verbo incarnato.

orazione

  O Gesù mio, traetemi tutto a voi. Traetemi con tutti gli affetti del cuor mio. Una fibra sola del mio cuore se sapessi [179]che non palpita per voi, vorrei strapparla a qualunque costo. Ma lo so che nol potrei senza l'aiuto vostro. Traetemi, o Gesù mio, traetemi tutto. Lo so ben io, il mio cuore è inquieto finché interamente non riposi accanto al Cuor vostro.

Riflessi

  1. Gesù ancora adesso esangue dalla croce ti appare con il costato squarciato dalla lancia, e tu ancora non gli cadi dinanzi sciolto in lagrime?

  2. Per amore o per forza tutti gli uomini dovranno obbedire a Gesù.

  3. Sicché non è meglio che ti lasci attrarre dal Cuore amoroso del tuo Padre e che così sia almeno salvo?

 





p. 1248
51 Gv 12, 32.



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