Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Nel mese del fervore...
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NEL MESE DEL FERVORE UNA MASSIMA SCRITTURALE ESPOSTA IN OGNI DÌ NELLA VITA DEL SACRO CUORE

Trigesimo primo giorno Il sacro Cuore di Gesù nel Santissimo Sacramento

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Trigesimo primo giorno

Il sacro Cuore di Gesù

nel Santissimo Sacramento

Sapendo Gesù che venne l'ora sua per passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò verso al fine.

San Giovanni 1364

  1. [224]Vieni al cenacolo dove è Gesù Cristo per l'ultima volta con i suoi apostoli. Allo indomani Gesù morrà sulla croce al Calvario. Un padre che parte lontan dai figli sentesi dividere il cuore in due. Se poi deve omai partire da questa all'altra vita, allora è una tenerezza indicibile.

  Gesù, sapendo della passione e della morte che l'attendeva in seguito a poche ore, chiama gli apostoli intorno a sé e dona loro i più cari ricordi. Poi in un eccesso di amore si rivolge a dire: "Io vo' adesso lavare a ciascun di voi i piedi". Ma Pietro: "Com'è possibile ciò? Voi, il Figliuol di Dio, a lavare i piedi a noi peccatori?". Nondimeno dovette accontentarsi anche lui, Pietro. E Gesù ritornato a sedere prende fra le sue venerabili mani del pane e lo [225]benedice e lo agli apostoli dicendo: "Ecco quello che v'ho promesso già altre volte: prendete e mangiate che questo è il mio corpo". Indi versa del vino in un calice e lo benedice parimenti e lo a bere dicendo: "Prendete e bevete che questo è il sangue mio, il quale sarà sparso sulla croce in remissione dei peccati".

  Intanto comunicò ciascuno degli apostoli, e poi rivolto ad essi continuò: "Ecco, discepoli miei, quello che avete veduto farsi da me in questo momento fatelo voi stessi sino alla fin del mondo, perché io vi sono padre e voi mi siete figli. Non regge il cuore di un padre <a> star lungi dai figli suoi. Io ora

 - 1278 -mi dispongo a morire e poi risusciterò il terzo e salirò quindi al cielo, ma non per questo io lascerò di stare con voi, perché il padre non può star lungi dai figli suoi. Io sarò con voi sino alla consumazione dei secoli". Interroga ora te stesso e di': che cosa far poteva Gesù Cristo, padre tuo, per dimostrarti maggior pegno di amore? E tu qual prova di affetto presenti a lui?

  2. Un padre brama di stare con i figli suoi a fine di giovar loro. Che dice il [226]padre tuo? Egli parla così: "Purché il figlio mio non soffra, e poi io son contento a sostenere ogni disagio. Soffrirò fame e sete e non mi cale né di caldo né di freddo, purché ottenga che non abbia a morire il mio figliuol diletto". Questo discorso è tutto di Gesù tuo padre. Che gli importò a lui una condanna ingiusta, un viaggio tormentoso e una morte più cruda sul Calvario in croce? Gesù pensava a te.

  Domandalo a Gesù se ancora oggidì soffre molto nel Santissimo Sacramento per la freddezza di tanti cristiani, per le bestemmie di tanti turchi! Povero Gesù, abbandonato da quei dell'Asia, scacciato da quei dell'Africa, bestemmiato da molti in Europa, quasi un perseguitato illustre <che> appena trova dove reclinare il capo nel paesello tuo o nella tua cittaduccia.

  Ma che gl'importa a Gesù di tante ingiurie, se finalmente trova cuori di figli che l'amano? Con questi si consola. Beato il Cuor di Gesù se trova di poter rallegrarsi ancora con te come un figliuolo diletto.

  3. Gli angeli quando videro il Figliuolo dello Altissimo discendere in terra e incarnarsi per gli uomini, sclamarono quegli [227]spiriti celesti: "Ecco come il Signore ama gli uomini, ecco come il Signore ama gli uomini!". Quando poi gli stessi angeli videro Gesù agonizzante nell'orto e grondante sangue alla flagellazione, e quando videro che in croce sul Calvario stava lottando colla morte, gli angeli dimorarono in atto di attoniti e di desolati e invitarono il cielo a coprirsi, la terra a scuotersi per alto duolo, i mari a muggire per alto sbigottimento.

  Adesso gli angeli e gli uomini vedono Gesù che, deposte perfino le sembianze d'uomo, ha preso le apparenze di poco

 - 1279 -pane. Vedono che Gesù si tutto a tutti, che si contenta per sé di una piccola casetta, che a favor d'altri si fa trasportare ovunque e che abbracciandosi con i figli si interna nel loro cuore perché intima sia l'unione. A questo spettacolo gli angeli appena sanno contenere lo stupore. Gli uomini riconoscenti poi sclamano: "Gesù ci ha amati in vita, ci amò poi anche più vicino a morte, ecco come il Signore ama i suoi". E tu come ami i tuoi fratelli? Se gli ami come Gesù ama te, tu devi far loro molto bene altresì quando si mostrino teco meno che riconoscenti.

  4. [228]Francesco di Sales usava agli stessi avversari tali segni di benevolenza che tutti dicevano: "Per farsi maggiormente amare dal vescovo bisogna avergli fatti maggiori torti". Interrogato rispondeva: "Appunto, appunto, il mio desiderio è di salvar tutti e di perdere nessuno". Verso a Gesù che gli aveva insegnata questa dilezione aveva tanto affetto che più volte sclamava: "Se io sapessi trovarsi nel mio cuore una fibra che non palpiti tutta per Iddio, la vorrei strappare a qualunque costo".

  Catterina da Siena più volte pareva morire omai di languore, ma se poteva giungere a vista del suo Gesù il suo volto rifioriva, le forze le ritornavano ed ella si affrettava in opere di carità per ottenere che Gesù fosse da tutti amato.

  Fratello mio, ringrazia adesso il Signore che per lo spazio di tanti giorni ti abbia chiamato ad ammirare le tenerezze del Cuor di Gesù. Ringrazia Dio degli affetti buoni che ha risvegliato nel cuor tuo. Domandagli poi scusa per quelle mancanze che anche in stare alla sua presenza non hai ommesso di commettere.

  Intanto stringendoti al tuo Salvatore promettigli oggi [229]di volerlo ancor salutare in tutti i giorni di un anno con dirgli: "Dolce Cuore del mio Gesù, fa che io ti ami sempre più". In ripetere questo ossequio desidera vivamente che Gesù entri nel cuor tuo e compi almeno una volta in ogni di un anno quel pio esercizio che si chiama della Comunione spirituale. Facendo così vivrai nel Signore e morrai nel Signore come ti voglio per ultimo esporre.

 - 1280 -esempio

  Imelda stava per essere educata in un sacro ritiro di vergini a Bologna65. La fanciulla poi sfogandosi in pio affetto al Santissimo Sacramento sclamava: "Quando vi riceverò, o Gesù mio, nella santa Comunione? Il mio cuore non può stare senza di voi".

  Venne il Giovedì santo e Imelda, a dieci anni, intanto che le altre si accostavano al santo altare sfogavasi con dire: "Gesù mio, che anch'io vi riceva e poi che muoia nel seno vostro". Allora un'ostia santa levossi dal ciborio e leggera leggera venne a posarsi in alto presso al capo della fanciulla. Il sacerdote non tardò <a> comunicare la innocente, la quale unitasi così al [230]suo Signore non provò più di essere in questa terra. La consolazione che provò nell'animo fu ineffabile. Imelda in un eccesso di amore spirò e in morire invitò la sua bell'anima a ricongiungersi per sempre a Dio nel paradiso.

orazione

  O Gesù, benedite ancora a me. Io vi desidero, io vi desidero. Cuore del mio Gesù, io vo' entrare nel cuor vostro e non staccarmi più mai. Coprite col sangue del vostro cuore l'anima mia e fatela monda per comparirvi dinanzi nel santo paradiso. O paradiso mio, o Dio mio, io ad altro non sospiro che a voi. O dolce Cuore del mio Gesù, fate che io vi ami sempre più.

Riflessi

  1. Gesù è con te nel Santissimo Sacramento dell'altare perché lui padre non può star lungi dai figli suoi.

 - 1281 -2. Per questo Gesù sopportò già i tormenti della passione e tollera tuttodì gli oltraggi di tanti sacrilegi.

  3. E tu che dici a tante tenerezze del tuo Padre?

  4. [231]Procura almeno di aderirgli con tutto l'affetto.

  5. Amalo come Imelda, che almeno imparerai a vivere in Dio, a morire nel Signore.

 





p. 1277
64 Gv 13, 1.



p. 1280
65 Nell'originale: Brescia. Si tratta della beata Imelda Lambertini (1320ca.-1333).



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