Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Nella scuola…
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NELLA SCUOLA NORME PER BEN DIRIGERE L'INSEGNAMENTO ELEMENTARE

III. Norma generale per ben insegnare

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III.

Norma generale per ben insegnare

  1. [11]Il maestro accostandosi la prima volta a' suoi giovani allievi si cura di insegnar loro a leggere ed a scrivere. Per riuscire a ciò scrive sulla lavagna le lettere

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vocali, le fa apprendere dal fanciulletto e gliele fa poi scrivere. In seguito alla vocale aggiunge una consonante e forma una sillaba, e poi una parola e un periodo ed una proposizione.

  2. In quella che insegna <a> leggere le vocali e poi le sillabe e le parole e i periodi, contemporaneamente fa scrivere sulla lavagna o sopra al [12]cartolaro dal discente le stesse vocali, le consonanti, le sillabe o le parole od i periodi di un discorso.

  3. Questo modo di procedere si chiama analitico. Imita in ciò l'ordine che tiene l'artista quando dispone parte a parte le parti della sua opera per ricomporle in un lavoro di industria. Così l'orologiaio pone in vista l'ingranaggio del suo oriuolo, perché ricomposto segni poi le ore del giorno. In questo modo un insegnante ammaestra nei diversi rami di scienza. L'istruzione sua analitica prende poi il titolo di analisi spirituale o fisica, logica o storica ovvero matematica, a seconda dei rami di insegnamento che viene svolgendo.

  4. A questo sistema di insegnamento analitico si aggiunge il modo di insegnamento sintetico. Consiste in far scomporre dall'allievo una parola nelle sillabe e nelle lettere che la compongono, ovvero un periodo nelle varie parti di esso. In ciò si imita ancor l'orologiaio, che composto [13]il suo oriuolo si fa daccapo a scomporlo per esaminarne più addentro le parti. In questo modo si ribadisce nella mente dello scolaro le nozioni di lettura e di scritturazione prima. Questo doppio modo di insegnamento si chiama analiticosintetico.

  5. Sistema cosiffatto conduce naturalmente a quella buona regola che è principalissima nell'insegnamento e che consiste in ammaestrare con far conoscere le nozioni più facili e poi le difficili mano a mano, progredendo dal noto allo ignoto. Questa regola è sì importante che l'insegnante non deve perderla di vista un momento, se non vuole che l'allievo si annoi e si disamori dalla scuola. Il fanciullo è amante del sapere. Ne gode quando parlando il maestro ne intende il discorso.

 

 


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