Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Nella scuola…
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NELLA SCUOLA NORME PER BEN DIRIGERE L'INSEGNAMENTO ELEMENTARE

IV. Delle ripetizioni, dei sunti e della applicazione delle cose insegnate

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IV.

Delle ripetizioni, dei sunti e della

applicazione delle cose insegnate

  1. [14]Le prime ripetizioni si eseguiscono con far replicare dallo allievo le vocali sole, poi le vocali con le consonanti, indi le parole ed i periodi con il duplice metodo di analisi e di sintesi, come si disse.

  2. Premessi così i principii primi dello insegnamento, il maestro progredisce con far apprendere dal fanciulletto le orazioni del mattino e della sera, e poi le prime interrogazioni del catechismo e della storia sacra. Appena il giovinetto sia capace a leggere, il maestro gli assegna la lezioncina che apprenderà nella scuola od in casa. Alla guisa medesima, il [15]maestro insegna <a> numerare da uno fino a cento, e poi da cento in senso inverso fino alla prima cifra che è l'unità. Fa contare da due a due fino a cento, e così di seguito a tre a tre, a quattro a quattro, ascendendo e discendendo. Compiuto questo esercizio il giovinetto si applica poi alle prime operazioni di aritmetica. Per numerare più prestamente si vale il maestro del pallottoliere. Le ripetizioni animate sono la vita dello insegnamento. L'allievo intanto apprende con fermezza, il maestro poi gode in scorgere i primi frutti della sua fatica.

  3. Le ripetizioni si hanno a fare con brevità e con chiarezza. Sono poi orali o scritte.

  4. Quando l'allievo conosce già più cose e che le vuol ricordare, ne scrive il semplice nome di esse in una tavola che si dice sinottica. Serve allo scolaro come uno specchio a riconoscere in quello le espressioni del proprio volto.

  5. [16]Che se la ripetizione si compia con un discorso di qualche periodo, allora si ha il riepilogo o riassunto ovvero sunto.

  6. A questo buon punto in cui lo scolaro già legge e intende, il maestro fa le applicazioni le quali sono o teoriche o pratiche. Le applicazioni teoriche sono quelle che segnano una via generica, le pratiche quelle che conducono quasi a mano.

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Applicazioni teoriche nell'aritmetica sono le operazioni semplici di conteggio, nel catechismo o nella storia il leggere od il ritenere quasi macchinalmente. Applicazioni pratiche sono i problemi pratici o le istruzioni particolareggiate e applicate al caso parziale od alla persona individua. Chiaro è che il maestro deve attenersi molto alle applicazioni pratiche e meno agli esercizii teorici.


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