Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
O Padre! O Madre! (I corso)
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O PADRE! O MADRE! PRIMO CORSO DI FERVORINI NELLE FESTE DEL SIGNORE E DELLA BEATA VERGINE

<FESTE DEL SIGNORE>

XI. L'Ascension del Signore Gesù dall'alto ci guarda

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XI.

L'Ascension del Signore

Gesù dall'alto ci guarda

Conviene a voi che io vada, perché se io non mi parto, il Paracleto non verrà a voi; se poi andrò, io ve lo manderò.

San Giov<anni> 1619

  1. [50]Gesù Cristo già da quaranta giorni stava glorioso in terra dopo la sua risurrezione. Il paradiso era con lui, perché la beatitudine celeste l'accompagnava dap<p>ertutto. Gesù mostravasi in trionfo e con la presenza sua rallegrava i suoi. Ma ai diletti discepoli ed ai figli suoi Gesù voleva ottenere un altro bene massimo, la grazia dello Spirito Santo. Perciò con amorevolezza paterna si rivolge loro a dire: "Convien che dalla terra io me ne ritorni omai al cielo, perché a voi mandi lo Spirito Paracleto". In questo fatto Gesù si mostra amante come il genitore, il quale dovendosi ripartire da' suoi il fa per ottenere [51]a pro degli stessi un maggior bene e la prosperità della famiglia.

  2. Gesù Cristo già aveva detto agli apostoli suoi: "La terra è mia ed io la dono a voi, andate e predicate il mio Evangelo a tutta la terra"20. Già aveva loro detto: "Non temete né i tribunali dei giudici umani né le ragioni dei filosofi della terra; io metterò in bocca a voi le parole perché sappiate rispondere, nella vostra destra porrò la potenza di far miracoli maggiori di quelli che vedeste già operare da me"21. Gesù Cristo altresì aveva detto agli apostoli: "La misericordia e la giustizia sono in mano mia ed io le consegno a voi: saranno

- 33 -rimessi i peccati a chi li rimetterete voi, ed a quelli che li ritenete saranno ritenuti"22.

  Ma rimaneva a ricevere la pienezza dello Spirito, che doveva trasformare la mente e il cuore di quei discepoli ancor timidi in una mente ed in un cuore di apostoli intrepidi. Per far ciò era conveniente che Gesù salisse anzitutto a prendere il possesso del regno suo e poi che spandesse pure in copia abbondantissima le sue grazie agli uomini. Intanto gli apostoli staccandosi dalla umanità di Gesù prendevano ad amare vieppiù [52]la sua divinità, quasi figli che apprendono ad amare con affetto più retto e più vivo il genitore quando più non ne vedano sensibilmente le fattezze.

  3. Gli apostoli, udendo che Gesù sarebbesi partito da loro, si dolsero vivamente. Vennero poi al vertice del colle di Sion. Allora Gesù li benedisse e li confortò e questi si stringevano a lui. Quando Gesù legger leggero si levò da terra e sollevossi in alto, una nube splendida si abbassò a riceverlo e Gesù elevandosi si tolse dallo sguardo degli apostoli ed entrò in cielo. Quei discepoli rimasero estatici ad ammirare quella divina ascensione e la ricordarono poi sempre ai fedeli propri. Questi alla lor volta vengono al colle di Sion e con gli occhi della fede guardano a Gesù e si rianimano a riguardare con i sensi della immaginazione, finché per l'eccessivo desiderio si trova chi muore baciando la terra che Gesù toccò per ultima in ascendere in alto.

  Imita tu stesso quegli apostoli cari e quei fedeli devoti. Rappresentati pure con l'occhio del senso l'umanità di Gesù che sale, e per mezzo di questa penetra a scoprire il mistero della divinità, la quale dona a Gesù la [53]virtù di ascendere per sé. In rimirare guarda al cielo gemendo: "O bel paradiso, quanto sei bello! O mio Padre e Salvatore amante, quando verrò a voi, quando?". E dimora in questo pio desiderio finché il Signore ti chiami con sé nel regno della sua gloria.

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Riflessi

  1. Gesù si parte da' suoi per rinviare alla terra lo Spirito Santo. 2. Lo Spirito Santo è la pienezza della divina grazia.

  3. Tu che sei ancora in terra non hai che a guardare a Gesù e desiderare di ascendere presto per stare con lui.





p. 32
19 Gv 16, 7.



20 Cfr. Mt 28, 18s.



21 Cfr. Mt 10, 19s; cfr. Gv 14, 12.



p. 33
22 Cfr. Gv 20, 23.



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