Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
O Padre! O Madre! (II corso)
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O PADRE! O MADRE! SECONDO CORSO DI FERVORINI NELLE FESTE DEL SIGNORE E DELLA BEATA VERGINE (1884)

<FESTE DEL SIGNORE>

Nella festa dei santi Innocenti Un calice amaro è salutare

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Nella festa dei santi Innocenti

Un calice amaro è salutare

  1. [29]Ha dei cristiani i quali non vogliono intendere di fare almeno un po' di penitenza. Dicono che non è necessaria. Ma vi rispondo: non è vero che siete figliuoli infiacchiti di genitori guasti? E come potrete vivere a lungo senza un calice salutare di medicina? Non è vero che siete piagati altresì per molte vostre colpe attuali? Ebbene, assumete il calice medicinale e avrà bene l'anima vostra.

  Quei bambini dei quali racconta l'Evangelo di questo non avevano la centesima parte delle colpe che pesano su di noi. Quei meschinelli non avevano altra macchia allo infuori della originale, contratta da genitori colpevoli. Nondimeno osservate qui come ne fa un giudizio severissimo Iddio. Voleva egli prenderseli con sé quegl'Innocenti, ma avevano quella colpa originale. Che richiese il Signore perché fossero mondati? Dispose che venissero pure lavati nello stesso loro sangue. Erano molti di numero. Ha chi dice essere stati trecento di numero [30]e chi asserisce fossero oltre cinquecento, perché furono trucidati per ordine del tiranno Erode tutti i fanciulletti da un giorno fino a due anni in Betlemme e nei contorni. Furono poi martoriati in modo crudo nelle loro personcine perché si laceravano le loro membra, e in modo crudissimo per le madri di quelli perché, passando il petto al bambino, talora passavano fuor fuori anche il cuore della genitrice.- 76 - Furono martoriati in modo crudo quanto al tempo ed al luogo, perché vennero soffocati all'ora di sera, quando si disponevano a un placido sonno, e in luogo riputato più sicuro, la culla presso al letto materno. Nondimeno nessun di quelli fu risparmiato. Che vi sembra?

  Ascoltatene ciò che in proposito ne scrisse Geremia, quando tanti anni addietro, scorgendo in ispirito, vide questa strage degli Innocenti. Allora dolendosene in alta amarezza disse: "Ecco, coloro ai quali non era riservato il giudizio per bere il calice, bevendo ber<r>anno, e tu sarai lasciato quasi innocente? Non sarai innocente, ma bevendo ber<r>ai"9. Eccola dunque la nostra bevanda. È presso al calice della penitenza. Assumiamolo [31]quel calice e sarà salva omai l'anima nostra.   2. Cara innocenza, come sei diletta! L'uomo d'anni invecchiato sotto al peso di avventura e di sciagure si inchina al bambinello ingenuo, lo accarezza e dimentica per un momento gli stenti sofferti. Diletto bambino, come mi consoli! L'innocenza che sorride sul tuo viso è salutata in cielo. Gli angeli che ti scorgono applaudono con dirti: "Ave, dolce nostro compagno! Ave, ave al fanciullo che già ha tersa la macchia originale nell'onde battesimali!".

  Però oh come presto s'oscura ancora il volto benedetto d'un amato fanciullo! Come presto si inumidiscono le sue ciglia al pianto! E i sospiri del suo cuore oh come di repente si convertono in singhiozzi ed in istrida ancor amare! Che è questo? Domandatelo al figlio innocente, che stando in prigione col padre ottimo passa i giorni nel pianto. E se egli che è innocente sospira, che fia di chi ha consumato forse più di un delitto detestabile? La destra al cuore, o fratelli. La coscienza ci rimprovera forse più di una colpa? Ebbene, facciamone la penitenza. Appressiamo [32]al calice amaro le labbra impavide e assorbiamo con coraggio.

  3. Finalmente quel calice di amarezza ce lo manda Iddio Padre. Quando un genitore tiene un figlio ammalato in casa, dispone intorno a lui cura di medici, varietà di medicine, assistenza- 77 - di servi, sorveglianza di cibo e di bevanda. Usa tante cure per ottenere che tu guarisca e che compia poi gli uffici di casa tua. Possono per avventura quel cumulo di sollecitudini annoiare l'infermo, ma con qual ragione se il genitore eseguisce il tutto per suo prò?

  Il Signore dispone quaggiù in diverso modo e tempo il calice delle sue tribolazioni. Per uno le dispone all'epoca giovanile, per l'altro in età più matura. Questi vuol che sia tribolato in casa e quegli fuori per mano di forastieri. Le tribolazioni in questo momento le condisce con qualche manicaretto dolce, poco di poi bisognerà assumerle in tutta la loro amarezza cruda.

  Lasciamo fare a Dio, che egli è buon padre e medico esperto. Quanto a noi, contentiamoci di bere. Perché se non bevessimo per amore, ci toccherebbe di bere per forza. Lasciatelo intestarsi ne' suoi capricci il figlio infermo; [33]ecco che dovrà morire in un letto di malattia tanto più lunga e tormentosa. Chi non vuol bere per amore dovrà bere per forza al calice della medicina amara. Se a questo devono bere gli innocenti, come non ber<r>anno i rei?

  4. Direte che voi non vi credetecolpevoli da meritare che Dio vi mandi dei tristi con certi lor calici amarissimi. Ma tacete, tacete! Se vi trovate <di> essere meno peccatori, ringraziatene Iddio. Patire quando si ha la convinzione di non averne in persona la colpa è più tollerabile. Dunque vi soddisferebbe maggiormente soffrire ma come Erode scellerato?

  Ascoltate se volete inorridirne di cuore. Passò breve tempo dalla strage degli Innocenti e una malinconia cupa sorprese Erode. Vedevasi il fulmine dell'ira celeste sospesa sopra al capo e di sotto ai piè l'inferno a fremere, e intorno intorno sentiva già il flagello delle furie d'abisso. Sicché il sovrano non ne poteva più. Divenne furioso con quelli stessi che gli erano più cari. Uccise la moglie, trapassò i figli, massacrò i parenti. Intanto o camminasse o sedesse, era sempre con uno stilo impugnato,[34] pronto a ficcare in cuore a chiunque l'avvicinasse. Stavasi dunque solo e rodevasi di dispetto. Finalmente vennero a divorarlo i vermi. Questi brulicavano sulle sue carni ancor vive come su quelle di un cadavere già fetente. Crudo

- 78 -soffrire! Però non ne ebbe un lenitivo di sorta, perché quando fu al colmo de' mali temporali subito precipitò nello abisso dei mali eterni. Sicché non vi pare di inorridirne? E non vi sembra miglior partito bere al calice che Dio dispone, senza restrizione?

  Ascoltate un esempio e poi decidetevi meglio. Luigi Gonzaga era un angelo in carne, chi nol sa? Eppure per tempo cominciò a bere con gusto al calice delle tribolazioni. Quando poi, più per fragilità al certo che per malizia, commise due colpe benché leggere, allora non ebbe più confine in bere al calice delle amarezze. Mischiava in quella coppa le lagrime de' suoi occhi. Spesse volte vi mescolava le goccie del sangue spicciato fuori da tanti flagelli che applicava al suo corpo. E non reputava di berne mai abbastanza. Quando vide che giù per Roma serpeggiava il calice di una pestilenza devastatrice, egli non sapendo che fare di meglio si affrettò [35] e bevendo meritò che il cielo finalmente impietosito lo assumesse nel coro de' suoi santi.

  Fratelli, che diciamo noi a questo confronto? Ma se il calice che si assorbe volontariamente da noi è di tanto inferiore, almeno procuriamo di assumere quotidianamente quei calici di medicina che lui stesso, il Signore, ci invia.

Riflessi

  1. Un calice amaro è salutare.

  2. Il bambino innocente beve lui stesso; come non dovrà bere l'uomo peccatore?

  3. Osserviamo il modo e la misura del calice del Signore.

  4. E se voi credete aver minori colpe, pensate che è molto meglio bere al calice come gli Innocenti perseguitati che come Erode persecutore iniquo.





p. 76
9 Ger 49, 12.



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