Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
O Padre! O Madre! (II corso)
Lettura del testo

O PADRE! O MADRE! SECONDO CORSO DI FERVORINI NELLE FESTE DEL SIGNORE E DELLA BEATA VERGINE (1884)

<FESTE DEL SIGNORE>

Nella festività dell'Ascensione di nostro Signore al cielo Beatitudine in lodare Iddio

«»

- 97 -

Nella festività dell'Ascensione

di nostro Signore al cielo

Beatitudine in lodare Iddio

  1. [70]La lode verace su questa terra è la miglior felicità. Una soddisfazione è nella famiglia quando i figli applaudono al padre; nella propria città è un godimento quello dei figli spirituali che fanno plauso al proprio pastore. Nella cristianità poi è un giubilo universale quando da tutte parti i fedeli del divin Salvatore vengono <ad> ossequiare il Vicario di Gesù Cristo in terra. Quanti tripudii ha mosso il mondo cattolico verso alla persona veneranda del sommo pontefice Pio ix di felice memoria! Che se il giubilo si elevi dallo spazio di un tempio santo e si diriga direttamente a Gesù, che dal santo altare benedice alla terra, allora l'allegrezza del cuore tocca il colmo.

  Gli apostoli erano alla presenza di Gesù, Verbo incarnato. Quando loro disse che sarebbe partito, non potevano darsi pace. Temperarono la propria amarezza in udire che presto sarebbe disceso lo Spirito Santo, che la terra tutta era [71]loro data per evangelizzarla, che lo Spirito di Dio avrebbe loro posto aiuto ad operare ogni sorta di prodigi e <a> convertire le genti. Però quando Gesù ascese al colle di Sion, gli apostoli mal potevano frenare le proprie emozioni. Si inginocchiarono per essere ancor benedetti. E quando Gesù legger leggero levossi in alto, gli occhi loro erano intenti alla persona del Salvatore. Quando una nube splendida venne <a> riceverlo e che scomparve poi dai loro occhi, uscirono in una prece ed in una lode che continuò poi per tutta la loro vita. La preghiera e la lode quaggiù furono i sacrificii che operarono la conversione del mondo. I prieghi e gli applausi che ora godono in paradiso sono il perpetuo lodare l'Altissimo.

  Confortiamoci, o fratelli. Dove è venuto il padre, ivi andranno i figli. Con i maggiori fratelli sederanno i minori. Beati noi allora! Ce ne assicura il Salmista: "Beati quelli che

- 98 -abitano nella tua casa, o Signore: ti loderanno nei secoli dei secoli"19.

  2. Gesù Cristo, signore e padre nostro, è dunque asceso al cielo. Il paradiso, eccola la casa del Padre nostro! Non è sol come le reggie dei sovrani di questa terra, ma è palagio tutt'altro più ricco, più bello, [72]più ampio, più ordinato. Pensatelo, è la casa del Signore. Per vero è già casa bella questa della terra quando il cielo è sereno, il firmamento che è stellato, che placido è il zeffiro, che pomposi sono i fiori, maturi i frutti in terra amena.

  Ma che hanno a fare le cose terrestri con le celesti? Questa che abitiamo è casa di castigo e luogo di pianto. In alto, in alto i cuori nostri! Dirigiamo gli occhi della fede al cielo e ne' cieli dei cieli. Nella immensità che oltre si estende, cioè nel paradiso dei santi, è la casa di Dio ed il trono dello Altissimo. Chiniamo riverenti la fronte a vista della casa del Signore. Ringraziamo Iddio che quella casa di Dio altissimo sia destinata per essere la casa di noi, figli benché meschini del Signor nostro.

  3. Ma non solo loderemo Iddio per trovarci nella casa sua. Lo loderemo assai più per la felicità che proviamo in vederlo. La vista di un personaggio santo quanto ricrea il cuor nostro! E nel paradiso quanto ci consolerà la presenza di Dio, il santo per essenza! Usciremo in giubilo a sclamare: "Santo, santo, santo è il Signore Iddio altissimo". [73]Molto ci soddisfa il discorso di una persona sapiente. Ma quanto più ci consolerà conoscere il mistero della sapienza del Signore!

  Accadde più di una volta che un pontefice sommo potesse salvare una parte intiera di mondo da un abisso di perdizione. Allora i popoli come figli salvati si stringevano a lui. E noi, oh come con giubilo ci abbraccieremo a Gesù Cristo che ci ha salvati! La persona di un pontefice è stata in molti tempi la figura poderosa di un personaggio che sosteneva tutta la terra a ciò <che> non crollasse. Come l'ammirano con entusiasmo i popoli! E noi come ammireremo un la potenza di Dio, il

- 99 -quale ha fatto il cielo e la terra e che li sostiene e li dirige con ordineperfetto? Insomma, in iscorgere spontanea uscirà la lode dal nostro labbro. Loderemo Iddio e saremo beati.

  4. Si danno quaggiù esempi di lode che inteneriscono. Un figlio santo di un padre santo, un allievo devoto di un maestro saggio; ponete un Antonio di Padova santo ai piedi od al fianco di Francesco, padre e patriarca serafico. Io non vi so dire se, [74]dimorando quei due per molti secoli quaggiù, giammai avrebbero alterato i segni dell'affetto vicendevole.

  Orbene, in paradiso i figli di Dio sono santi tutti. Iddio Padre è l'autore della santità. Impossibile è veder Dio e non amarlo. Impossibile amarlo senza lodarlo. Sicché lo loderemo Iddio nostro per tutti i secoli dei secoli. Incominci fin d'adesso tal lode e sia la nostra lode di bocca, che annunzi a tutta la terra il nome del Signore. Sia lode di cuore, che ci faccia amare come i cherubini celesti. Sia lode di opere, che ci faccia affaticare come gli apostoli del divin Salvatore. Per lodare Iddio nell'alto de' cieli dobbiamo non perdere tempo e lodarlo di cuore quaggiù. Viva Iddio e viva in sempiterno. Viva Gesù che vive, che regna, che comanda. Iddio forte, Iddio immortale viva in eterno.

Riflessi

  1. Poter lodar chi lo merita è una felicità.

  2. Noi loderemo Dio nella sua casa del paradiso.

  3. Loderemo Iddio con ammirare la maestà de' suoi attributi.

  4. Lo loderemo senza stancarci giammai.





p. 98
19 Sal 84(83), 5.



«»

IntraText® (VA2) Copyright 1996-2016 EuloTech SRL
Copyright 2015 Nuove Frontiere Editrice - Vicolo Clementi 41 - 00148 Roma