Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
O Padre! O Madre! (II corso)
Lettura del testo

O PADRE! O MADRE! SECONDO CORSO DI FERVORINI NELLE FESTE DEL SIGNORE E DELLA BEATA VERGINE (1884)

<FESTE DEL SIGNORE>

Nella solennità di Pentecoste Luce dal cielo

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Nella solennità di Pentecoste

Luce dal cielo20

  1. [75]Siamo in pieno giorno di una grande solennità. Proprio all'ora di terza21 lo Spirito Santo discese sopra agli apostoli. Erano congregati nel cenacolo con Maria santissima. Si erano raccolti da dieci giorni in esercizio di fervente orazione. Improvvisamente un vento impetuoso invade tutto intorno. Sollevano lo sguardo ed ecco il simbolo carissimo di altrettante lingue di fuoco scendere sui loro capi e ivi fermarsi. Allora furono ripieni di Spirito Santo. Presero <a> parlare linguaggi che prima non conoscevano. Uscirono <a> predicare e insegnarono i misteri più profondi della religione. Una luce dal cielo era venuta nelle loro menti. Una fiamma celeste era scesa nei loro cuori. Scrisse poi l'apostolo Paolo che "lo Spirito scruta tutte cose, persino i misteri profondi del Signore"22. Beati noi, o fratelli, se sapremo valercene. Facciamo allegrezza in questo solenne . Lo Spirito [76]del Signore anima tuttavia e governa la Chiesa del divin Salvatore. Facciamo allegrezza, che una luce dal paradiso scenderà ancora nei cuori nostri.

  2. Su questa terra le cose più ammirabili le operano gli elementi chiamati semplici. Che effetti sorprendenti opera l'aria che circonda! Vien dappertutto, si ode sempre ed è la vita del nostro cuore. Che effetti sorprendenti opera la luce! Ci fa scorgere l'universo come in uno specchio, ci fa vedere dalla terra ai cieli più lontani. Ritrae mirabilmente l'immagine di noi e delle cose create! E l'elettro, che è pure elemento semplice, anche questo fluido è potente in adunare le saette dei fulmini, ammirabile in trasmettere i nostri ordini, cortesissimo- 101 - in farci <ot>tenere nello spazio di pochi minuti le notizie dei nostri cari in paesi lontanissimi.

  Ma se volgiamo lo sguardo in alto, troviamo davvantaggio infinitamente. In cielo è lo Spirito del Signore. Questo Spirito opera in cielo, opera in terra, è mirabile nel cuore del cristiano. Vediamo quanto è ammirabile.

  3. Lo Spirito Santo del Signore è luce [77]viva la quale penetra nell'intimo del cuore, ne scova tutti i nascondigli più segreti. Se vi trova qualsiasi macchia di colpa o grave o leggera, subito la manifesta, ne scopre l'orridezza, sicché impossibile è che non la scacci tosto. Questa luce è dono che si dice del timor santo. Poi lo Spirito Santo del Signore è luce la quale discopre tutte le necessità del povero prossimo. Discopre subito le necessità corporali, discopre anche le necessità dell'anima, per potervi accorrere in soccorso. Viene come una figura di pietà. Ed è lo Spirito del Signore luce di scienza per discoprire tutti i pericoli ascosi. È luce di fortezza per sorpassare le difficoltà che si frappongono a ben perfezionar l'anima. È Spirito di consiglio che accenna ai rimedi per ogni male. È Spirito di intelletto che discopre i misteri delle Sacre Scritture. È Spirito di sapienza che investiga perfino i misteri più occulti di Dio uno e trino.

  Abbiamo scorto questo Spirito celeste trasfondersi nel cuore e nella mente del pontefice che ci lasciò testé23 e che il mondo salutò grande, angelico, lume della terra, forza del mondo. Tutto il mondo trasse per ammirarlo e noi ancor [78]da lungi rimaniamo quasi estatici in ammirarlo. Cristiani, cristiani! Se una luce di Spirito Santo discende nei cuori nostri, noi godremo come in una sede di beatitudine.

  4. Ma statemi ad udire. Lucifero è spirito reo dello inferno. Perché è spirito, ha anche lui la sua potenza, e come spirito reo conserva la sua iniquità. L'infernale viene innanzi armato con sette spiriti. Si chiamano di superbia, di invidia, di ira, di accidia, di avarizia, di gola, di lussuria. Con questi

- 102 -spiriti maledetti assale, con questi circonda, con questi penetra ancora nei sensi del corpo, nelle potenze dell'anima.

  E se solo con questi non basta, allora discende rabbioso e assume sette spiriti ancor più tenebrosi, che sono della ipocrisia. Si copre poi come angelo di luce e intanto si fa ricevere nella casa degli umili per seminarvi la superbia. Si fa invitare nella casa dei timorati, dei sapienti, dei pii per seminarvi il tristissimo seme della presunzione, della vanagloria, della falsa pietà. È un dolore vivissimo in pensarvi.

  In succedersi dei secoli molti cristiani si lasciarono vincere da questi spiriti di abisso. [79]Molti cristiani si trovò che da angeli di luce si trasformarono, come Lucifero, in angeli di tenebre e riempierono il mondo di rovine e di stragi. Simon Mago, Marcione e Cerinto sono alcuni nomi funestissimi dei primi bestemmiatori nella Chiesa. Nerone, Caligola, Caracalla sono alcuni nomi dei molteplici persecutori della fede. Arnaldo da Brescia, Lutero, Voltaire, Mazzini sono alcuni nomi di spiriti tenebrosi, i quali funestarono la Chiesa del Salvatore e la tribolano tuttodì con una guerra accanita.

  Ma chi la vincerà nella lotta? Noi vinceremo. Noi trionferemo sopra tutti gli avversari. Lo Spirito del Signore non ci abbandonerà sol che ne supplichiamo pietosi il cielo. Con lo Spirito del Signore procederemo in file compatte. Con quello Spirito distingueremo gli agguati nemici. Con lo Spirito di Dio che ci dirige, noi cammineremo vincitori sopra le spoglie dei vinti. Così hanno trionfato i cristiani dai primi tempi infino a noi. Così trionferemo noi medesimi sino alla fine. Benedetta quella luce che venendo dal cielo ci apporta lo Spirito Santo del Signore!

Riflessi

  1. [80]Una luce dal cielo, la grazia dello Spirito Santo.

  2. Potenza dello Spirito del Signore.

  3. Ci apporta sette doni celesti.

  4. E ci difende contro a sette insidie dello spirito infernale.





p. 100
20 Questa stessa omelia è riportata, con qualche variazione irrilevante, anche ne Il pane dell'anima. Secondo corso, alle pp. 521-524 del presente volume.



21 Nell'originale: nona.



22 1 Cor 2, 10.



p. 101
23 L'A. accenna a Pio IX, che morì il 7 febbraio 1878.



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