Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (I corso)
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IL PANE DELL'ANIMA PRIMO CORSO DI OMELIE DOMENICALI ESPOSTE IN UNA MASSIMA SCRITTURALE

Evangelio della prima domenica di Avvento Confusione e tormento che toccherà un dì agli apostati della fede e del costume

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Evangelio della prima domenica

di Avvento

Confusione e tormento che toccherà un

agli apostati della fede e del costume

  1. [9]In paradiso il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo hanno fissato questo: sulla terra agli uomini si usi misericordia finché vivono. Volta a volta poi che uno muore, allora verrà la giustizia.

  Fratelli, la misericordia il Signore adesso la usa a me, la usa a ciascun di voi. Il Signore per intanto usa misericordia a tutti gli uomini che vivono quaggiù. Quest'alta misericordia il Signore la vuol usare sino alla fine del mondo. I segnali stessi della fin del mondo Iddio li farà succedere a fine che gli uomini d'allora s'abbiano a provvedere.

  San Luca nello Evangelo di questo giorno dice: "Saranno dei prodigi nel sole, nella luna e nelle stelle; i popoli della terra saranno costernati per lo sbigottimento [10]che cagionerà

- 183 -il fragor del mare e dei flutti; gli uomini rabbrividiranno per lo spavento nell'aspettazione di ciò che ha da succedere nell'universo, conciossiaché le virtù celesti saranno scosse; allora vedranno il Figliuol dell'uomo venire sovra una nuvola con gran potenza e maestà..."1. Questi terrori, dallo evangelista enumerati, manderalli il Signore per scuotere l'animo anche de' più indurati. Ma dopo quest'ultimo tratto non si darà più luogo a misericordia.

  San Paolo scrivendo agli Ebrei li ammoniva con alto spavento così: "A quelli che volontariamente peccano dopo ricevuta la cognizione della verità, già non si lascia propiziazione per i peccati, ma una aspettazione terribile di giudizio ed un furore di fuoco che starà per struggere gli avversari"2. Vediamolo questo. Due sorta di peccatori si troveranno malissimo al giudizio: quelli che si saranno risi sino alla fine del Vangelo di Gesù Cristo; quelli che, pur credendo, tuttavia vissero come pagani in molti vizii pessimi. A questi toccherà confusione e pena massima.

  2. La terribile minaccia del testo evangelico è tutta per i peccatori. Si trova [11]poi peccatori di due sorta. Altri sono che furono istruiti da fanciulli nelle sante massime del Vangelo, eppur che da un pezzo <non> credono più nulla, e <sembra che> vogliano perseverare così sino alla morte.

  Si trova altri peccatori i quali credono bensì che Dio è, e che egli è disposto <a> dare il paradiso a chi fa il bene e l'inferno a chi opera grave male, ma non se ne addanno e intanto vivono immersi nel fango dei vizii più detestabili. Costoro o conservano robba altrui, o nutriscono odii inveterati, ovvero che sono allacciati da abitudini e da pratiche disoneste e vivono in quelle senza pensare a convertirsi. Oh come sono abbominevoli peccatori cosiffatti!

  Gesù Cristo è venuto da cielo in terra ed è stato quaggiù come un vero sole di giustizia. Risplende ancor adesso per illuminar- 184 - tutti, eppure si trova chi chiude gli occhi per non vedere. Ti par che meritino costoro ancora una scusa?

  Gesù Cristo è venuto da cielo in terra ed ha poi dal monte Calvario fatto scorrere il suo sangue preziosissimo. Questo sangue benedetto per mezzo dei santi Sacramenti discorre in sette fiumi maestosi [12]e si estende a tutti gli angoli di terra. Chi è infermo nell'anima non ha che a bagnarsi entro. Oh che cecità vivere per sempre coperti di lebbra per non lavarsi in un'onda santa! Vi par che anche questi possano un meritare pietà?

  3. Peccatori così sfacciati non si convertono nemmeno in punto di morte, perché commettono le iniquità a sangue freddo, le studiano, le meditano per consumarle più esecrande.

  Altra cosa è dei peccatori che cadono per fragilità. Un fanciullaccio goloso che visto un vaso lo appressa alle labbra, lo ritira subito quando s'accorge che entro è il veleno, e voi lo scusate. Scusate perfino il fanciullone che in un eccesso di calore estivo si butta a rinfrescarsi nelle acque in ora e in luogo pericoloso.

  Ma non è così quando il giovincello scorgete che spia il momento per consumare le sue cattiverie. Chi pecca a sangue freddo, pecca per pura malizia. In questo caso la iniquità si fa una cosa sola colla mente del peccatore, una cosa sola col cuore dell'iniquo. La iniquità si fa una cosa sola colla carne e col sangue del perverso. Entra la iniquità perfino nella [13]midolla delle ossa sue e così vi aderisce per sempre. Impossibile che nel punto stesso di morte valga a liberarsene. I peccatori ridono sino all'ultimo. Se voi li avvertite a guardarsi almeno da certi tratti più scandalosi, vi rispondono: "Che male faccio io mai? Sono innocente come un angelo".

  Bisognerebbe che Gesù Cristo operasse un miracolo di misericordia, ma farallo Iddio a prò di figli maligni cotanto? Guardate addietro e inorridite. Dopo Giuda e dopo Simon Mago son venuti tanti apostati a funestare la Chiesa del divin Salvatore. Ma come furono apostati in vita, così finirono con bestemmiare sino alla fine in morte.

  Lo stesso è a dire di quelli che non sono apostati nella

- 185 -fede, ma che sono apostati nel costume: dire che è Dio e poi ribellarsene sempre, credere che è un paradiso e poi vivere una vita da demonio d'inferno. Uh che orrore in pensarvi! E si danno pur troppo cristiani che dicono di credere da cristiani, eppure che vivono da pagani. Voi direte che non siete tali, ma io vi soggiungo: mettete pure una mano al [14]cuore... non siate senza timore, perché peccatore pessimo uno addiviene poco a poco.

  4. Figuratevi uno stolto pellegrino che a vece di camminare abbia perduta intiera la giornata, soffermandosi in crapule ed in bestialità in questo luogo e in quell'altro. Viene la sera. Allora un monarca di spavento gli è addosso, e dato un passo lo presenta al giudice, e poi venuto altro passo innanzi lo getta in un circolo di obbrobrio. Intorno stanno i pellegrini suoi compagni che hanno saputo ben affrettarsi, e nel mezzo lui con altri scellerati. Adesso il rossore lo assale come un incendio, ma non è più in tempo.

  Miseri peccatori che dissipano le giornate in tante iniquità! Vien la sera della vita, il punto di morte. Allora una regina di spavento, la morte medesima, viene e li presenta a Gesù Cristo giudice. Uh che terrore a trovarsi macchiato così!

  Ma poi dal giudizio particolare saranno presentati nel circolo del giudizio universale. Intorno agli scellerati staranno que' poverelli da loro spregiati, que' devoti da loro <non> rispettati, quegli umili da loro perseguitati, e questi li scorgeranno che sono [15]salvi omai. E li vedranno batter palma a palma le mani gridando: "Sante sono le vostre giustizie, o Signore". In alto apparirà Gesù Cristo entro ad una nube fulgida. Sarà appoggiato alla croce e gli apostoli suoi diletti gli staranno in corona intorno. I peccatori, a quella vista che sentiranno essi?  Ricordate quello che avvenne a Gesù Cristo nel tribunale di Caifasso. Allora il divin Redentore era al luogo del reo, e in alto sopra seggi dorati i settanta giudici degli ebrei. Quelli ipocriti videro i miracoli che Gesù aveva operati per tanto tempo in tutti i , eppure schernivanlo e condannavanlo. A certo punto Gesù parlò così: "Il vero Figlio di Dio lo sono io. Verrà giorno e voi tutti tremerete al mio cospetto". Quelli

- 186 -moltiplicarono le beffe, ma intanto la morte li sorprese. Gesù li ha giudicati nel giudizio particolare. Nel giudizio universale li vedremo anche ciascun di noi. Ah pietà di me, o Signore, che conoscendovi pure vi ho offeso tante volte! Pietà di questi che dicono essere vostri figli, eppur che sonosi forse più volte a voi ribellati.

  [16]Il peccatore, al giudizio del Signore che farà egli? Pregherà i monti che gli cadano sopra, ma senza prò. Supplicherà l'inferno che s'apra almeno in voragine, ma invano. Su questa terra è avvenuto che, trovandosi in uno scorno altissimo, altri divennero matti3, altri mutarono i capelli da neri in bianchi. Si trova che altri caddero a terra morti ed altri che violentemente con uno stilo strapparonsi la vita.

  I peccatori grideranno: "Morte, morte!", e si affogheranno nei tormenti per trovarla, ma non l'avranno. I scellerati allora assorbiranno fino all'ultima goccia il vaso della confusione. Essi con i demoni dello inferno , e i giusti con gli angeli del paradiso. Ah fratelli, si troverà <uno> di voi che invidii ancora ad un peccatore su questa terra?

  5. Figuratevi che il giudice già s'alzi a leggere in faccia al reo tutti i delitti commessi e che pronunci omai la sentenza di morte. In quello istante i carnefici l'assaltano, gli sbirri lo traducono legato e intanto la moltitudine presente grida: "Alla morte, al supplizio!". E lo conducono fuori, ove è disposto un rogo accesissimo. Entro vi soffiano ad alimentarlo i venti [17]impetuosi e i nembi trasportano fin in turbine spaventosissimo le legna da ardere, e tutti gli elementi della natura volgono i loro sforzi ad aizzare vieppiù l'ardore di quei vortici. Allora il colpevole si scaglia entro . Belve infiammate di leoni e di tigri gli sono addosso per sfogare in quelle carni il loro furore. La moltitudine accorsa applaude con dire: "È così che si castiga il figliuolo che tante volte ha voluto uccidere il padre suo".

  Rappresentatevi ora che ben più terribile sarà il castigo di pena che Dio manderà nel fine ai peccatori che sonosi risi del

- 187 -Signore, agli iniqui che con tanti misfatti l'hanno cercato Gesù per metterlo a morte. Allora dirà il Signore: "Lungi da me... Andate che siete maledetti... Precipitate al fuoco eterno...". In questo le bocche d'abisso s'aprono e gli scellerati vi precipitano. I demoni da leoni infernali li incontrano per intridersi nelle loro carni, e intanto la moltitudine dei giusti sclama con gioia: "Bene sta; così si puniscono le creature maligne che tante volte hanno osato di gridare morte contro l'Onnipotente". [18]Che vi pare, o fratelli? Il cielo vi scampi dalla sciagura di essere condannati, perché oltre alla confusione vi toccherebbe un castigo massimo.

  6. Ed or mirate cambiamento. Gli apostati <nella fede> mentre sono in questa terra si fanno vanto di leggere e di spargere e libri e fogli sovversivi. Quando poi discorrono, il fanno con maestà di salvatore e guai a chi li contrad<d>ica. Adesso gli apostati nel costume camminano come briachi di piacere e trionfano con dire: "Stolto chi non pensa a godere finché vive". Intanto sì gli uni che gli altri fanno guerra al Signore con rubargli tante anime.

  Ma nello inferno questo iniquo combattimento sarà cessato. Vedeteli gli scelleratissimi come sono incatenati. Non dubitate che uno solo possa in eterno sfuggire dal braccio di Dio. Adesso si mordono le proprie carni con disperazione altissima, ma chi n'ha un senso di pietà? Il Signore applaude e con lui i santi suoi. Per un sovrano è godimento scorgere che finalmente i ribelli sanguinari son tutti custoditi in carcere dura.

  [19]Fratelli miei, il Signore certamente non condannerà verun di voi, se voi i primi non ne lo procacciate. Si dannano sol quelli che lo vogliono essere condannati. Però non vi pare di dover temere e di guardarvene? L'avete inteso. Or se non vi commovete punto punto perché4 abbiate commessi molti e gravi peccati, troppo io temo che a più di uno di voi abbia a toccare in quel la terribile condanna di un supplizio eterno.

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Riflessi

  1. Finché siete qui potete aver misericordia, ma al giudizio del Signore la giustizia si fa intiera.

  2. Specialmente saran condannati quelli che si fan beffe delle massime evangeliche e quelli che credendo da cristiani pure vivono da pagani.

  3. Questi generalmente non si convertono né in vita né in morte, epperciò son già come condannati.

  4. Però al giudizio se ne avvedranno. Se ne avvedranno per la confusione che loro toccherà.

  5. [20]Se ne avvedranno per i tormenti che loro son per toccare.

  6.  Nello inferno finalmente cesseranno di far la guerra a Dio con rubargli tante anime.





p. 183
1 Lc 21, 25-27.



2 Eb 10, 26s.



p. 186
3 Nell'originale: mesti.



p. 187
4 Nell'originale: benché.



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