Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (I corso)
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IL PANE DELL'ANIMA PRIMO CORSO DI OMELIE DOMENICALI ESPOSTE IN UNA MASSIMA SCRITTURALE

<Evangelio della> domenica fra l'ottava del santo Natale Un buon pensiero per tutta la vita

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<Evangelio della> domenica fra l'ottava

del santo Natale

Un buon pensiero per tutta la vita

  1. [46]Scorgetelo il pargoletto Salvatore. Quand'egli nacque nella capanna di Betlemme, i pastori dai colli circonvicini videro una luce misteriosa; un angelo venne <a> dir loro: "Scendete a quella grotta , troverete un bambino avvolto fra pannicelli. È il Messia salvatore, adoratelo". Intanto si sparse voce intorno e molti trassero a quella volta. Ma non iscorgendo qualche gran cosa di meraviglia, alcuni rimanevano freddi ed altri ridevano con beffardi modi.

  Simeone, sacerdote sommo, ed Anna, pia donna vecchia di ottantaquattro anni e profetessa, parlavano a tutti con pietà altissima- 202 - del prodigioso infante. Quando videro entrare lei, Maria benedetta, con il pargoletto, allora Simeone incontrò con rispetto la madre del Salvatore[47] e disse: "Questo fanciullo è posto per rovina e per risurrezione di molti in Israello e per bersaglio alla contraddizione, e l'anima vostra sarà trafitta da una spada, affinché sieno manifestati i pensieri di molti cuori". Sopraggiunse in questo momento anche Anna e questa parlava di questo fanciullo a tutti quelli che aspettavano la redenzione d'Israello13.

  Fratelli, parliamo anche noi di questo infante. Egli è il Salvatore nostro. Parliamone in tutti i giorni della vita. Parliamone come ne discorse in questo Simeone: "Questo fanciullo è posto per bersaglio alla contraddizione". Non perdiamo il tempo in preamboli. Un pensiero ci deve occupare per tutta la vita: i patimenti del Salvator nostro.

  2. Meschinello colui che soffre bersagli e contraddizioni! Rincresce se è un amico ovvero <un> fratello. Duole maggiormente se è il proprio padre. Che se colui che soffre sia e fratello e padre, e dippiù che sia monarca ottimo e pontefice santo, allora il duolo è il più vivo e più universale.

  Meschinello il pargolo che è nato testé dalla Vergine immacolata. Egli è fratello e padre, sovrano e pontefice di tutti. Egli [48]è infante di pochi , eppure è già fatto bersaglio alle genti. Uh come viva dev'essere la pietà nostra, come generale il nostro compatimento!

  Molto più che a ridersi del Salvatore infante sono i peccatori più tristi, o sia i figliuoli più iniqui, i fratelli più beneficati. Molto più che i patimenti dello stesso Salvatore sono tanti. Figuratevi che egli, quel pargoletto santissimo, ha dinanzi alla mente tutti i tormenti sofferti già in Betlemme e il dippiù che gli rimane fino alla morte di croce.

  Gesù è bambino di pochi , eppure il suo cuore è già circondato da una corona di spine. Gesù è bambino di pochi , eppure nel mezzo del suo cuore ha già piantata la croce del suo viaggio al Calvario. Che tenerezza è mai un bambino con

- 203 -il suo cuore crocefisso! Fratelli, fratelli, se non abbiamo pianto per giuste ragioni fin qui, piangiamo per un bambino che mostra il suo cuoricino coronato di spine, con una croce di tormento confitta nel mezzo.

  3. Una regina di illustre nazione rimase vedova, epperciò desolata. Allora pregò i [49]grandi del regno a venire ed ella, levatosi fra le braccia il bambino natole testé, uscì ad incontrarli. Allora presentò loro l'infante e disse: "Deh, pietà vi prenda per un pargoletto che implora l'aiuto vostro". Quelli sentironsi riscossi. Impugnarono poi con l'una mano la spada e con l'altra coprivano il capo al fanciullo sclamando: "Per questo bambino noi combatteremo quanto è bisogno. Per questo moriremo benanco, se fa uopo".

  Fratelli miei, l'anima nostra come la persona di quella regina vive in timore perché versa in pericolo. Raccogliamo come coraggiose guide le potenze dell'animo nostro, come soldati strenui i sensi del nostro corpo; alle une poi e agli altri offriamo Gesù bambino, con il suo cuore coronato di spine e con infissavi una croce, e preghiamo: "Deh, vi muova a pietà per un bambino che porta il cuore così dolorosamente trafitto".

  A quella vista e a quei gemiti le potenze dell'anima sorgeranno, i sensi del corpo prenderannosi un'arma per esclamare: "Vada tutto, ma non perisca la gloria di un infante così pietoso. Si perda tutto, ma [50]non si perda l'anima". In dirlo noi prenderemo coraggio a seguitare Gesù Cristo.

  Un pensiero ci occupi dunque per tutta la vita: la considerazione dei patimenti del divin Salvatore. Questo ci conforterà a sopportare per Iddio le sofferenze della vita. Questo ci aiuterà per trionfare degli avversarii nemici.

  4. Elisabetta, la figlia del re d'Ungheria, fanciulla di pochi anni veniva per la prima volta nelle feste di Natale al tempio santo del Signore. Veniva incoronata di rose, biancovestita, con un drappello di nobili donzelle che la sorreggevano da' fianchi. Elisabetta veniva saltellante a vista della chiesa e vi entrò. Quando gli occhi suoi fissaronsi alla immagine del Bambino che ritto in piè sosteneva un tronco di croce, domandò dunque Elisabetta: "Quella immagine, di chi è

- 204 -dessa?". E le fu subito risposto: "È la immagine di Gesù salvator nostro". "Oh -- sclamò allora Elisabetta -- fanciulletto così tenero, eppur reca una crocepesante!... Ed io possibile che stia alla sua presenza coperta di rose? Non sia mai che io ritorni tale alla presenza di Gesù mio salvatore". In dirlo levavasi [51]con indegnazione quelle rose ricamate, e poi giù pianti dirotti dagli occhi, e poi singhiozzi amari dal cuore. "Io vo' pensare a cose migliori che alle vanità -- ripeteva piangendo la fanciulla -- i tormenti di Gesù voglio che sieno per sempre nella mia mente". E attese la parola. Elisabetta cominciò da questo momento per addivenire la santa regina di un regno illustre, la protettrice del popolo ungherese.

  Fratelli miei, Elisabetta voi la vedeste fanciulla ancora innocente che piange i patimenti di uno infante innocentissimo. E noi che non siamo, no, innocenti ma peccatori miseri, come è che non ci desoliamo alla vista di Gesù così tormentosamente trafitto? Un pensiero ci occupi per tutta la vita: i patimenti di Gesù padre e salvator nostro.

Riflessi

  1. Un pensiero ci deve occupare per tutta la vita: i patimenti di Gesù salvatore.

  2. Come tenero è un bambino col suo cuoricino incoronato di spine e con infissavi una croce nel mezzo!

  3. Come incoraggia a seguirlo!

  4. Come fa restar confuso chi non lo segua!





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13 Cfr. Lc 2, 33-40.



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