Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (I corso)
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IL PANE DELL'ANIMA PRIMO CORSO DI OMELIE DOMENICALI ESPOSTE IN UNA MASSIMA SCRITTURALE

<Evangelio della> domenica seconda dopo l'Epifania Un vile da schiacciare

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<Evangelio della> domenica seconda

dopo l'Epifania

Un vile da schiacciare

  1. [61]Eccolo un vile che voi dovete in oggi schiacciare. È il rispetto umano. Abbattiamolo tutti assieme! Ma prima che altro ripassiamo la lezione evangelica.

  In questo giorno due sposi <si> disponevano per le nozze e crederono bene di invitare a queste Gesù e Maria. Quegli sposi erano dabben gente e non si vergognavano di stare con i devoti e dabbene. Questo giovò poi loro non poco. Gli

- 210 -sposi, poveri ma di cuore, nel meglio del pranzo udirono che il vino era terminato e rimanevano confusi. Ma Maria voltasi a Gesù dissegli presso l'orecchio: "Non hanno più vino". E Gesù a lei: "L'ora non è ancor giunta del far miracoli". Nondimeno Maria fe' cenno ai servi e disse: "Attendete a quello che vi dirà". Allora Gesù disse: "Ebbene riempite i vasi di acqua e poi portate alla mensa". Quelli fecero così. Il liquore [62]che mescevano poi fu trovato dai commensali vinogeneroso, che congratulandosi sclamavano: "Altri recano al terminare della mensa i vini meno squisiti, e voi recaste questi eccellenti"18. Ma il dippiù di vantaggio che si ebbero quegli sposi fu la benedizione che Gesù loro ottenne per tutta la vita.

  Fratelli, riceviamolo anche noi Gesù nelle nostre case, riceviamolo alla mensa nostra. Non vergogniamoci di stare con Gesù in qualsiasi atto della vita. Il tirannico che ci distacca da Gesù è il rispetto umano. Quel vile abbattiamolo, e ne avrà bene l'anima nostra.

  2. L'imperator Costanzo aveva molti cortigiani al suo real palazzo. Sapeva poi che tutti erano cristiani, ma non era convinto che anche tutti fossero coraggiosi. Per conoscere ricorse a questo espediente. Si finse dapprima Costanzo adirato contro a tutti i cristiani che si trovavano alla corte. Un bel poi venne a sedere in atto di minaccioso sul trono suo e chiamò tutti. Disse dunque in tuono di alto sdegno: "Sono stanco di vedermi intorno divoti adoratori di Gesù crocefisso. Voglio ora farla finita. Quelli che persistono a star cristiani [63]passino a questa destra e gli altri alla sinistra. Io poi pronunzierò le mie sentenze". Allora molti vennero coraggiosi alla destra sclamando: "Primo a rispettare è Dio nel cielo e poi il sovrano di questa terra". Parecchi assai sfilarono anche dal lato sinistro, e questi attendevano certamente chissà qual premio. Ma Costanzo, additandoli: "Eccoli i vili, eccoli i vili! Volete farmi credere che rispetterete me, voi i quali non riverite il Sovrano del cielo? Andate, che vi ho conosciuti".

- 211 -  Quale viltà, o fratelli! Esser convinti che Gesù Cristo bisogna adorarlo o precipitare allo inferno, eppure aver paura a mostrarsi al cospetto di quattro uomini! Ma chi sono questi?... Non scorgete che sono uomini, ossia creature, che oggi parlano e domani sono morti? Non scorgete che sentono anch'essi in cuore che Dio bisogna amarlo, e che se essi stessi non gli obbediscono palesemente, il fanno sol per rispetto umano? Non li vedete che sono senza dignità, che sono vili? Quale viltà! Due paure che a vicenda si incutono spavento. Oh fino a quando permetterete che il vile rispetto umano faccia diventare vile l'anima vostra?

  3. [64]Che ingiuria lasciar Iddio brutto e confuso per timore che un uomo vi dica una volta: "Andate che siete un bigotto"! Deh, pensatelo, o fratelli: il Signore del cielo non è nemmeno a paragonarsi con gli uomini di questa terra. Che sono tutti gli uomini al confronto di Dio? Son sì poca cosa come è piccolo un granello di sabbia al confronto di tutte le Alpi, o come è poca una goccia d'acqua al confronto di tutte le acque dei mari, dei laghi e dei fiumi insieme unite. Tutti gli uomini al confronto dello Altissimo sono come se non esistessero tampoco.

  Luigi xvi re di Francia diceva: "Ho passata la Quaresima in digiuno e ne lode al Signore. L'anno venturo compirò gli anni ventuno e allora digiunando avrò di più il merito della obbedienza". Accadde che negli anni del Terrore rivoluzionario lo imprigionassero ed egli, piuttosto che venir meno al rispetto di Dio, abbracciò le catene. I nemici gli portavano per dileggio cibi di grasso in giorno di venerdì. Allora il re intingeva il pane in un bicchier d'acqua e diceva: "Eccolo il mio pranzo. Un re della terra è giusto che onori in ogni modo possibile il Re del cielo".

  [65]Ditelo adesso a quei molti cristiani del tempo nostro, che non sono né refigli di re, eppur che si adagiano subito a qualsiasi invito de' cibi vietati. Quanti, ah quanti che lasciano subito e la santa Messa e i santissimi Sacramenti per non far apparire che son divoti! Quanti che per non esser criticati si mostrano spiritosi in bestemmiare il santo nome di Dio! E questa la crede<re>ste franchezza? Chiamatela voi così,

- 212 -ma io non mai. Questo procedere è disonorante troppo. Uh che ingiuria confrontar l'uomo con Dio e darla poi perduta altresì all'onore del Signore!

  4. Abbasso il vile rispetto umano! Morte allo stolto! Perocché alla fin fine chi deve giudicarci sono gli uomini o non è solo il Signore? E se è Iddio solo, oh che spavento a comparirgli dinanzi, conoscendo d'averlo più volte posposto ad una vile persona di questa terra! "Io temo il giudizio del Signore", diceva il Battista, epperciò confortavasi a rimproverar il re Erode con dirgli: "Non licet tibi, non ti è permesso dare scandalomanifesto a tutti".

  A Giovanni Grisostomo, vescovo di Costantinopoli,[66] venne una povera vedova per dirgli: "L'imperatrice Eudossia mi ha usurpato il più delle mie sostanze". Giovanni avvisò tosto la imperatrice. Questa non mostrò di ascoltare, ma quando con pompa si disponeva <ad> entrare in chiesa, il vescovo le fece chiudere le porte in faccia dicendo: "Così si umilia la superbia di chi non vuole rispettare la povertà delle vedove del Signore". Allora Eudossia condannò il Grisostomo allo esilio ed egli vi si incamminò dicendo: "Meglio così, piuttosto che tollerar un'onta manifesta alla gloria del Signore che mi deve giudicare".

  5. Abbiamo trovato che gli sposi, i quali in questo giorno ebbero il buon animo di invitare Gesù e Maria a mensa nella propria casa, ne godevano poi immensi vantaggi. Oh quanto maggiori ne avremo anche noi se, vincendo il rispetto umano, serviremo in tutto e sempre a Gesù Cristo!

  Il maggior bene sarà in morte; il bene massimo sarà al giudizio, quando Gesù dirà: "Non vi siete vergognati di me, ed ora non accadrà certo che io mi vergogni di voi. Voglio protestarlo al cospetto di tutti i santi e di tutti gli angeli che voi foste [67]illustri miei seguaci". E nemmeno ci mancherà su questa terra un compenso di prosperità. Iddio non tarda nemmeno quaggiù a compensare i suoi. Non ultima soddisfazione sarà gli attestati di stima universale. Credetelo, credetelo. Quelli stessi che or sono sì facili a schernire, quando vi veggano imperterriti saran costretti <a> confessarlo che almeno voi siete uomini, perché mostrate carattere di franchezza.

- 213 -  Maria santissima in casa degli sposi di Cana ottenne un miracolo da Gesù. Oh, ci ottenga la benedetta che possiamo uccidere in noi un vile, il rispetto umano!

Riflessi

  1. Un vile a schiacciare, il rispetto umano.

  2. Questo rende l'uomo spregiabile.

  3. Rende infinita ingiuria a Dio.

  4. Abbasso il rispetto umano!

  5. Ne avremo molto ben da Dio.





p. 210
18 Cfr. Gv 2, 1-10.



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