Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (I corso)
Lettura del testo

IL PANE DELL'ANIMA PRIMO CORSO DI OMELIE DOMENICALI ESPOSTE IN UNA MASSIMA SCRITTURALE

Evangelio della domenica terza dopo l'Epifania Un miracolo

«»

[- 213 -]

Evangelio della domenica terza

dopo l'Epifania

Un miracolo

  1. [68]Leggiamo nel santo Vangelo di questo giorno un miracolo carissimo. Il divin Salvatore scendeva dal monte, quando un lebbroso gli venne innanzi a dire: "Io vi prego, guaritemi". E Gesù a lui: "Ebbene -- soggiunse -- sialo pure". E quegli in un momento si trovò sano. Molta gente traeva a Gesù e intanto si approssimavano a Cafarnao. Qui un centurione, capo di quel popolo e pagano di religione, si fece innanzi a dire al Salvatore: "In casa è un servitore mio, infermo da grave malore di paralisia. Deh, voi che potete, dite una parola e l'ammalato mio guarirà". Gesù manifestò contento e sorpresa di questo parlare così pien di fede. "Avete inteso -- disse alle turbe -- avete inteso?... Fede eguale a questa di costui io non ho ancor trovato in Israello. Ma è certo: verranno molti [69]dall'oriente o dall'occidente e saranno salvi. I figli del Regno poi per non aver voluto credere

- 214 -saran cacciati fuori e messi nelle tenebre esteriori, dove sarà gran pianto e stridor di denti". Di poi si rivolse al centurione e disse: "Andate pure, che come credete vi è fatto"19.

  Quanti miracoli in uno! È il prodigio della divina misericordia che si manifesta agli uomini. Vediamolo, che questo è un miracolo carissimo che si apre in tutti i giorni fra noi.

  2. Il Figliuol di Dio rivestito di umana carne è dunque apparso fra noi. Se il figlio unico di un illustre monarca, lasciata già la reggia e vestitosi con gli indumenti nostri, fosse apparso qui per stare con noi, che direste? Io son certo che stupiti a tanta prova di affetto sclameremmo a tutte le ore: "Oh come è buono il re nostro! E il figliuol del nostro sovrano come rapisce il cuore in vederlo!".

  Quando noi fissiamo lo sguardo in Gesù, figliuol dell'Eterno, dobbiamo concepire più alti sensi di stupore. Gesù Cristo è con noi? Dunque ci vuol salvi. Sì, sì che ci vuol salvi. Non scorgete come ci spalanca avanti <al>lo sguardo le porte del paradiso? [70]Basta aprire gli occhi per vedere. Oh che colonne di luce, che nubi di splendore! Sono continue su questa terra come la colonna e la nube prodigiosa che guidava<no> gli ebrei nel loro deserto. Quanta luce di dottrina parte tuttodì dalla mente dei sacerdoti ovvero dei cattolici illuminati di questo secolo! Che sprazzi di luce perenne partono da un solo personaggio, il Vicario in terra del divin Salvatore! Rimangono poi sempre dischiuse le porte del paradiso, che sono i santi Evangeli, viva parola del divin Salvatore. Quanti prodigii in uno! È il miracolo della bontà del Signore che vuol salve le creature sue.

  3. Vedetelo che buon padre è Gesù Cristo! Non aspetta se non che abbiate a dolervi di qualche malore, che egli subito accorre per guarirvi. Avreste nella vostr'anima la lebbra di un peccato mortale? Uh che orrore, uh che doglia! La lebbra ammorba tutta la vita, guasta il sangue e penetra fino a tormentare le ossa. È poi malattia contagiosa. I lebbrosi, come percossi da maledizione, si devono allontanare dal consorzio

- 215 -degli uomini. Un peccato mortale, o fratelli, che lebbra fetida! Vi ammorba il [71]corpo, vi oscura la mente, vi intorbidisce il cuore, vi fa esser creature in abbominio al Signore, meritevoli sol di castigo eterno. Ma volete guarirne? Ebbene presentatevi a Gesù.

  Adesso chi rappresenta il divin Salvatore sulla terra sono i suoi ministri. Questi hanno autorità da alto. Gesù poi infuse nel cuore de' suoi una stilla dell'amore del suo cuore santissimo. Per questo oh con che cuore vi attendono i sacerdoti! Se non accorrete vengonvi incontro. Vengono a costo di fatiche, a costo di dispendii, vengono a costo anche della vita. Oh, benedetti i passi di chi viene apportandovi i beni celesti! Benedetti i passi dei sacerdoti che vengono per guarirvi! Se voi foste o lebbrosi, come si è detto, o se siete paralitici tremanti nella fede, accorrete e sarete rinfrancati. Anche a questi domandare la guarigione e ottenerla è quasi un atto solo. Oh quanti prodigii in uno! È vivo vivo il miracolo della bontà del Signore.

  4. Che saremmo noi senza questo miracolo di divina bontà? Immaginate un uomo chiuso in carcere, senza un lume per vedere, senza un appoggio per aiutarsi. [72]Tali saremmo noi se Dio non ci porgesse continuo l'aiuto della sua grazia.

  Ma il Signore veri angeli di conforto ci fa apparire i doni della sua grazia, i santi Sacramenti. Il Signore ci porge benigno la sua destra nella mano che amorevole ci porgono tutti i buoni ministri di Gesù Cristo, e con loro tutti i buoni fedeli, i seguaci del divin Salvatore. Quante volte ha bastato la destra sola di un sacerdote a condurre salvi popoli intieri! Ricordate il nome di Filippo Neri, di Ignazio, del Saverio, di Francesco di Sales, di Vincenzo de' Paoli, di Carlo Borromeo e di cento altri e cento: avrete ricordato il braccio che fu capace a sorreggere in ogni secolo un popolo di gente. Anche questo scrivetelo. È un miracolo della bontà del Signor nostro.

  5. Che dire poi di quella pazienza invitta con cui il Signore ci aspetta finché ritorniamo? Potrebbe fulminarci Iddio alla replica di molti peccati gravi. Pure ci tollera. Quando noi induriamo anche più nella freddezza e nella indifferenza, egli

- 216 -potrebbe abbandonarci. Ma nol fa. Anzi è allora che muove prodigi più universali di salute.

  [73]Chi può negare che non fossero freddi cristiani al principio del secolo nostro? Lo confessano tutti i saggi. Allora nella Francia, e propriamente nel piccolo villaggio di Ars, il Signore fa comparire un sacerdote par<r>oco. Egli uscì da una casa di poveri contadini. Erasemplice che dubitavasi di potergli affidar la cura di un ministero sacro. Domandò il vescovo: "Sa egli ben recitare il rosario della Vergine?". E inteso che sì, ordinollo sacerdote. Intanto è . I popoli di Francia muovono a trovarlo. Quei di Svizzera, di Germania, di Inghilterra, di Spagna fanno a gara per venire a dirgli una parola, a sentirne un'altra sua.

  Il prete Giovanni Vianney allora sclama: "Che è questo, che è questo verso a un povero peccatore?". E fugge di notte tempo in Dardilly, ma la folla di gente si attruppa subito , sicché si duole con dire: "È inutile che me ne vada al ritiro, se la gente viene a popolar il deserto". Ritorna dunque ad Ars. I popoli lo seguono per ascoltare ancora una parola di lui. Il sacerdote allora grida a Dio: "Giacché questi mi vogliono, fate che io possa loro in più modi giovare". Allora non contento di guarire i peccatori [74]nell'anima, cura nel corpo i lebbrosi, i paralitici, i ciechi, i muti, e li restituisce in sanità dicendo: "Lodate il Signore che è buono".

  Lodiamolo anche noi Iddio nostro. Vedete, vedete quanti prodigi in uno! È un miracolo della bontà di nostro Signore.

  6. E questi prodigi continuano tuttodì sotto ai nostri occhi. Un uomo di Dio trascina a sé il cuor di tanti. Un sacerdote di provvidenza, che anche a voi può esser toccato di vedere o di sentire discorrere, trae a sé l'attenzione delle nazioni della terra. Che è questo dunque? È il miracolo della bontà del Signore.

  Gesù Cristo predicava e convertiva le genti a sé. Il ministro del Signore si mostra e guadagna a sé per darlo a Dio il cuor di tutti. E un ministro che non ottiene questo prodigio, sapete qual è? È il sacerdote che è stato corrotto dai cattivi, è il prete della rivoluzione. Questo non fa più prodigi di bene, ma mostri di male. Ma non è a meravigliare. Era colomba e i

- 217 -tristi l'hanno convertito in serpente. Primi a mordere saranno gli stessi uomini della iniquità, e questi se n'avvedranno quando a riparare non sarà più tempo.

  [75]Fratelli miei, deploriamo la grave sciagura di una colomba convertita in serpe. Quanto a noi, affrettiamoci dove i prodigi di bene son tanti. Noi corriamo dove il Signore mostra di volerci beneficare e qui dimorando diciamo: "Oh come si sta bene a questa fonte, nella quale scaturisce il miracolo della bontà del Signore nostro!".

Riflessi

  1. Un miracolo è la misericordia del Signore che cura tutte le infermità nostre.

  2. Gesù Cristo è apparso per salvarci.

  3. Aspetta sol che lo invochiamo.

  4. Che saremmo noi senza il suo aiuto?

  5. Ma Iddio opera prodigi maggiori dove più misera è la infermità.

  6.  Quanti miracoli di guarigione ancora oggidì!





p. 214
19 Cfr. Mt 8, 1-13.



«»

IntraText® (VA2) Copyright 1996-2016 EuloTech SRL
Copyright 2015 Nuove Frontiere Editrice - Vicolo Clementi 41 - 00148 Roma