Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (I corso)
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IL PANE DELL'ANIMA PRIMO CORSO DI OMELIE DOMENICALI ESPOSTE IN UNA MASSIMA SCRITTURALE

Evangelio della domenica quinta dopo l'Epifania Un nemico

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Evangelio della domenica quinta

dopo l'Epifania

Un nemico

  1. [84]Povera Chiesa del divin Salvatore! Scorgete a che la paragona Gesù Cristo medesimo.

  La Chiesa è simile ad un uomo che mandò suoi giornalieri a seminar del buon grano nel campo. Ma accadde che questi piegassero alquanto il capo a dormire, e allora un uomo venne e vi sparse sopra la zizzania. Questa crebbe con il frumento, e allora i servi lo contarono al padrone dicendo: "Volete che la strappiamo, la zizzania?". E questi soggiunse: "No, lasciatela

- 222 -pur crescere con il buon frumento, perché alla maturanza si vedrà questo fatto. Il buon frumento verrà colto con diligenza per essere collocato nei granai. La zizzania poi si strapperà per gettarla presto alle fiamme"23.

  [85]Anche qui, o fratelli, avressimo un cumolo di considerazioni utilissime a fare, ma fermiamo il pensiero sopra la malignità di quel tristo che venne a sopras<s>eminare la zizzania. Costui è certamente un avversario iniquo. Ai tempi nostri l'inimico che sopras<s>emina la zizzania è il liberalismo. Tristissimo nemico che egli è, cerchiamo di abbatterlo.

  2. Il demonio quando vuol rapire qualche preda ghiotta, raro è che apparisca nella sua bruttezza infernale. Si riveste per lo più con abito di vago colore. nel paradiso terrestre ad Adamo e ad Eva comparve in color dorato di un serpente scherzevole. In più altre circostanze, ad altri compare in forma di angelo celeste e propone in apparenza celestiali dottrine. Il demonio è sempre quel tristo bugiardo. Le armi che adopera al danno delle anime son sempre le medesime.

  Oggi ti dice: "Pensare al cielo lo si sa da tutti che bisogna attendervi, ma a ciò poco vuolsi, perché alla fine Dio è buono. Lo sa ben egli la misera creta di cui ci ha formati! Convien pensare molto anche al corpo, [86]e ai sensi non negare le loro soddisfazioni perché possano progredire. A tanto uopo è necessario esser ben provvisto per sé e per la casa, perché uomo senza danaro è uomo morto. Poi chi lo nega che tutto l'onore e tutto il potere oggidì viene da quel gruzzolo di monete che uno possiede? Quando si ha, facile è farsi rispettare. Ogni uomo di carattere bisogna che abbia gran cura del suo nome. È obbligato in coscienza, perché il buon nome val più che le ricchezze. Un vanto di gloria vale come la vita dell'uomo". Eccolo, eccolo il discorso dell'inimico. Come si chiama costui? Si intitola con specioso nome, e si fa chiamare liberalismo. Ah, l'astuto come è ingannevole!

  3. Viene in questo paese con appariscenza di fratello, si fa vicino alla soglia di vostra casa e intende che lo riceviate come

- 223 -amico. Si insedia poi nel mezzo della vostra casa e nel più onorato luogo del vostro paese, e di comincia <a> dire: "Sono io il diletto di questa casa, il padron dei cuori in questo popolo di gente. Mi farò presto sentire a chi mi inchina ed a quelli che mi rifiutano intiero ossequio".

  [87]Intanto or con modi lusinghieri e quando con tirannici, ma sempre coperti da ipocrisia, l'inimico sparge il mal seme dell'attaccamento alle cose di questo mondo. Così voi poco a poco diventerete cristiani non più celesti ma terreni. Il liberalismo sparge il mal seme dei piaceri sensuali, e così poco a poco voi imparate a diventare animaleschi. Il liberalismo sparge il mal seme della superbia, e così poco a poco voi diventate diabolici persino. E voi tollerate in casa e nel vostro paese il liberalismo? Non vedete che alimentate una belva la quale presto vi divorerà?

  4. Il demonio triste del liberalismo ha cominciato <a> bussare alle porte di Francia. Gli hanno aperto l'ingresso. L'hanno ricevuto con trionfo. Hanno detto: "Non vogliamo che altri regni sopra di noi. L'abbiamo noi la nostra ragione. Ci regoliamo in conformità di quella e così ci avvieremo ad un progresso indefinito. Tutti hanno diritto di vedere nelle cose e di giudicare. Bisogna farlo in tutto e sempre". Intanto che cosa è diventata la Francia [88]cristianissima? Dispensatemi dal descriverlo, perché inorridisco.

  Ah, il bugiardo che fu il liberalismo! Il liberalismo bussò alle porte di Spagna e questa gli spalancò più ingressi. Misera, non l'avesse mai fatto! Spagna la cattolica che cosa è divenuta?... Spagna, la nazione dominatrice, oh come è in abito di donna avvilita ed abbattuta!... E così dispensatemi da dire di altri popoli, perché io ne gelo di spavento.

  Come le nazioni si guastano col liberalismo, così le famiglie e gli individui. Anzi prime ad esser rovinate son le persone una ad una, e poi le famiglie. Con queste si corrompono i paesi e poi le nazioni intiere.

  Vedetelo il demonio del liberalismo! Parla come fece con Adamo e con Eva: "Mangiate del frutto e voi non morrete, ma crescerete simili allo Altissimo". Continua il liberalismo: "Mangiate dei frutti dell'albero della libertà. Non morrete, ma

- 224 -crescerete all'altezza dei tempi, alla sublimità del progresso indefinito". Bugiardo, bugiardo il liberalismo! Molti gli hanno creduto e sono precipitati come Adamo e come Eva in un abisso di tutti mali.

  5. Ingannati, ingannati! Leviamo l'occhio [89]dalle turpitudini del liberalismo. Egli ci avvolge in tenebre fitte di superbia. Ci fa aderire come vermi alla terra. Ci fa girare come immondi nel brago di tutti i vizii. Finirebbe lo stupido con farci perdere la testa e mandarci <a> seppellire in un gorgo di acque.

  Fratelli miei, Gesù Cristo ci predica altra dottrina. Dal monte delle beatitudini egli predica ancora adesso: "Beati i poveri, beati i tribolati, beati i mondi di cuore". Gesù Cristo ci ha pur porto esempio di queste virtù santissime. E i devoti seguaci del Redentore son forse pochi così, perché noi non li accompagniamo tuttodì?

  Io ve ne scongiuro, non credete all'inimico, il liberalismo. Credete a Gesù Cristo che è nato in Betlemme per guidarvi, a Gesù Cristo che ha predicato con tanti miracoli per istruirvi. Crediamo tutti a Gesù Cristo che con immenso amore è morto sulla croce per salvarci. Gesù Cristo si strugge in affetto santo ad ogni ora per noi nel Santissimo Sacramento dell'altare. E fra di noi si troverà ancor uno che dia o ricetto o raccomandazione [90]ad un traditore infernale, il liberalismo che seduce i popoli.  6. Il ribaldo del liberalismo scacciamolo da noi. Gridiamogli contro con le parole. Il tristo è un vile. Se voi gli dite come ad un demonio: "Va, che sei una brutta bestia!", il liberalismo prenderà la sua via. Facciamoci contro al liberalismo con scrivere e pubblicare di lui tutto l'orrore che in sé contiene. I popoli prenderanno a guardarsene. Ma sovrat<t>utto facciamoci contro all'inimico colle opere. Non si trovi fra noi un vile il quale concepisca una paura per questo avversario.   Affrontiamolo! Ci toccherà <d>a principio patire qualche sofferenza. Ma oh come son cari i patimenti che si incontrano per uccidere una belva devastatrice! Come si sopportano in pace i danni nella roba, le diminuzioni in riputazione, per liberare il paese da una infestazione! Le prigionie medesime e

- 225 -l'altre persecuzioni più crude i cattolici coraggiosi le sfidano a oltranza. Esser biasimati dai tristi è onore. Essere poi perseguitati per amor della giustizia è guadagno che salva e che fa beato un cristiano.

Riflessi

  1. [91]Un nemico a guardarsene.

  2. Il liberalismo è lupo che viene coperto con lana di agnello.

  3. Fa poi diventare i cristiani terreni, animaleschi, diabolici.

  4. Così fa strage dei cristiani, come in Francia e come in Ispagna e come altrove assai.

  5. Guardiamo a Gesù Cristo.

  6.  E poi combattiamo l'inimico colla parola, colla penna e con l'opere.





p. 222
23 Cfr. Mt 13, 24-30.



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