Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Andiamo al monte della felicità…
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ANDIAMO AL MONTE DELLA FELICITÀ INVITI A SEGUIRE GESÙ SUL MONTE DELLE BEATITUDINI

I.

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I.

Colui che avrà fissato lo sguardo suo nella legge perfetta della libertà e che in quella avrà dimorato non come ascoltante inutile ma come esecutore operoso, costui sarà beato nell'opera sua.

San Giacomo, 11

  1. [7]Tu che desioso ed avido ti affretti in cerca di felicità, guarda al monte della legge del Signore. Sul vertice di quello si nascondono miniere di prosperità che appagano appieno il cuore dell'uomo. Bada però che due sono i monti della legge del Signor tuo. Ha il monte Sinai, sul vertice del quale Iddio pubblicò a' suoi servi, gli ebrei, una legge che rende prospero l'uomo come il comando del padrone che

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rende pronto il fedel servo. Ha di più il [8]monte delle beatitudini evangeliche. Dal vertice di questo il Signore manifestò insegnamenti che danno non solo felicità ma godimento intimo, come i voleri di un padre ottimo che rallegrano il cuore di un figliuolo diletto. Tu che per gran ventura ti trovi con la turba eletta de' cristiani fratelli al monte delle beatitudini, odi come queste ti fanno beato.

  2. Gesù, essendo pervenuto al vertice della celebre montagna, incominciò dunque un discorsoperfetto di santità che l'eguale non si era ancora udito sulla terra. Parlò così: "Beati i poveri di spirito, beati quelli che hanno fame della giustizia, beati quelli che hanno il cuore mondo, beati quelli che soffrono persecuzioni per amore della giustizia"2. Costoro perché sono beati? Sono beati perché, contentandosi di vivere staccati dalla terra, bandiscono di casa propria il mostro dello interesse, che come un vampiro è insaziabile del sudore e del sangue. Sono beati perché, amando la giustizia, odiano la superbia [9]e la iniquità che sono mostri satanici, orrendi come il Lucifero infernale. Sono beati perché, conservando puro il cuore, si allontanano da quei putridi stagni di Babilonia e da quelle acque morte del mar sodomitico, che esalano vapori mortiferi, e si innalzano con volo d'aquila nell'aere puro della contemplazione di Dio. Finalmente sono beati perché, stando con Gesù confitti alla croce dei patimenti, vengono a rassomigliare al Signore come i figli al padre, nel che la felicità è somma. In far ciò si ridono degli scherni del mondo e sono perciò beati come lo è chi, avendo levato dintorno a sé tutti gli avversari, gode perfetta pace accanto alla fonte di beatitudine che è Dio medesimo.

  3. Quale felicità! Francesco d'Assisi, perché per piacere a Dio abbracciò volontieri di vivere povero, fu aiutato dal Signore a crescere altamente nelle virtù. Perché bramò di essere caro a Dio, ottenne di operare tutto quel bene che bramò il cuor suo. Perché mantenne l'animo mondo, fu elevato a conversare - 187 -con il Signore così confidenzialmente [10]come l'amico usa con l'amico suo. E finalmente perché sospirò di rassomigliare a Gesù ancora nei patimenti, ottenne che il cielo si aprisse sul capo di lui e che visibilmente il Signore per mano di un angelo gli recasse i segni di somiglianza al divin Salvatore. Perciò Francesco ancora nelle maggiori tribolazioni diceva al pari di Paolo apostolo: "Io soprabbondo di gaudio nel momento medesimo del patire umano"3.

  4. Ma sopramodo alta sarà la tua beatitudine nel paradiso. Lassù, per quello spregio che avrai fatto delle terrene ricchezze, il Signore ti darà un regno celeste. Per il bene che avrai praticato, questo regno sarà colmo di felicità. Per quella mondezza di cuore che avrai conservato, sarai chiamato ad inebbriarti nella stessa gloria di Dio. E per compenso di quelle tribolazioni che avrai sostenute per fine della gloria del Signore, tu acquisterai la rassomiglianza collo Altissimo, il che è beatitudine suprema. Dirai che questo godimento sospirato è ancor troppo lontano.[11] Ma chi ti assicura che non sia anzi vicinissimo? È forse disceso un angelo a dirti che tu vivrai ancora quaggiù gli anni di Mathusala4? Confortati dunque a guardare al bel paradiso. Ancora un'ora di tempo in questo mondo e poi salirai a quella sede di beatitudine. Quale felicità solamente al pensarvi!

  5. Ma se è così, avvezzati per tempo a vivere nel mondo come un angelo che non è di questo mondo. Sospira ad amar Dio come un cherubino d'amore. Sii puro come i vergini del Signore, intrepido come i martiri di Gesù Cristo. Perocché ti ammonisce qui l'apostolo san Giacomo: "Beato è sol colui che dopo avere inteso eseguisce fedelmente la legge del Signore"5. Il padre tuo ed il maestro tuo sono forse contenti di te quando ti odono dire: "Farò... Dirò", e poi che rimanga inoperoso? E stando così, qual gioia può entrare nel tuo cuore? Entra dunque in quel campo di lavoro e di preghiera

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che il Signore ti ha affidato e mostrati indefesso nella fatica, perché è solamente [12]a questa condizione che il Signore concede a larga mano le consolazioni sue a' suoi diletti.

Riflessi

  1. La beatitudine del cuore si trova incominciata sul monte Sinai ed è piena al vertice del monte delle beatitudini.

  2. si uccidono i mostri che infestano la propria casa.

  3. E si acquista il vivere santo e contento.

  4. Dal monte delle beatitudini è felicità, perché da quel punto si guarda alla gloria del paradiso.

  5. Per ottenerealto godimento la condizione è una sola, ed è di ascoltare la legge del Signore e di subito praticarla6.





p. 185
1       Gc 1, 25.



p. 186
2       Il discorso delle beatitudini è in Mt 5, 3-10. Non verranno più indicate le citazioni di questo brano evangelico.



p. 187
3       Cfr. 2 Cor 7, 4.



4       Originale: Matusala; nell'ed. 1927, p. 166: «Matusalem».



5       Cfr. Gc 1, 25.



p. 188
6       Cfr. Lc 11, 28.



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