Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (I corso)
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IL PANE DELL'ANIMA PRIMO CORSO DI OMELIE DOMENICALI ESPOSTE IN UNA MASSIMA SCRITTURALE

Evangelio <della domenica> di Quinquagesima Amico o nemico?

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Evangelio <della domenica>

di Quinquagesima

Amico o nemico?

  1. [119]Siamo in pieno carnovale. Che fratellanza scorgiamo in questi fra gli uomini? Tutti a mangiare ad una mensa, tutti a divertirsi come meglio sanno, tutti a godere come meglio possono.

  Ma proprio in questo giorno ci appare una figura di mestissimo dolore. È Gesù Cristo che dice a' suoi discepoli: "Un momento ancora eppoi il Figliuol dell'uomo sarà dato in mano a' suoi nemici che lo tormentino in croce, come hanno preconizzato i profeti santi". In questa angustia Gesù camminava verso a Gerico. Sulla via un povero cieco gridava: "Signore, che io veda, Signore, che io veda!". Il popolo di gente rimproveravanlo e gli parevano soffocar in gola la parola. Ma il poveretto continuava: "Signore, che io vegga!". Il buon Gesù si accostò e in un [120]momento lo guarì. Il cieco fortunato, oh come lieto diè gloria a Dio!30...

  Siamo in pieno carnovale. I cristiani si abbracciano in godimenti e Gesù intanto si duole e compie un'opera buona di guarire un cieco. Che è questo? Amico o nemico è il liberalismo, che di questi corre più sbrigliato che il solito? Nemico, nemico pessimo! Statemi ad udire e poi risolvete ancora voi medesimi.

  2. Siamo in giorni di pieno carnovale. Molti vi vengono intorno a dirvi: "Bisogna in questi procurar di piacere a tutti, la malinconia convien scacciarla... Bando agli scrupoli... Finalmente un po' di allegria piace a Dio e agli uomini. Un ballo, che monta?... E una serata di teatro... e un'altra di maschere o di veglione, che male è poi? È un divertimento onesto che viene poche volte in un anno". E così vi continuano- 241 - intorno con un soffio di liberalismo, che il ciel vi guardi.

  Ed or ditemi in fede vostra, o fratelli: se voi date ascolto a questi liberali del carnovale, credete che li avrete accontentati? Oibò, oibò! Per piacere agli uomini ci vuol tempo, si richiedono prove di sacrificii. Se andate con questi liberali del [121]carnovale, bisognerà che parliate in tutto come loro, che scherziate come loro, e bisogna che mostriate di ridere e scherzare di cuore, o sia con convinzione, perché diversamente non vi credono.

  Ma il vostro cuore che ama ancora Iddio e che teme il peccato potrebbe portarsi così? Non lo credo, non lo credo. Sicché andando al carnovale non vi illudete: la stima delle persone che vi invitano non la guadagnate. O se per caso vi sembri di guadagnarvela, fin quando durerà? Potrete piacere per quella serata, ma allo indomani, quando scorgono che voi ritirate l'attenzione alla casa, alla famiglia, al timor di Dio, voi siete perduti al cospetto di costoro. Udiste come aguzzano le lingue a criticarvi? Vedeste come vi trattano con scherno? Sicché non è meglio lasciarli i liberali con il loro liberalismo? Lasciateli, lasciateli. Vi troverete assai più contenti. Perché infine da queste baldorie carnovalesche il vostro cuore rimane edificato o sedotto, è soddisfatto ovvero rimane ferito?... È inutile che vel dica io; me l'avete confessato già voi altri che non basta una quaresima di penitenza per rifare i danni di un carnovale di pazzia.

  Eppoi non volgete [122]più l'occhio a quella immagine di dolore, Cristo Gesù che si dispone a morire per i figli peccatori? Oh che cuore a ridere e saltar tanto, mentre che il padre discorre di tormenti e di agonie. Cristiani, cristiani, meglio è che ricordiate quel detto dello apostolo Paolo ai suoi di Galazia: "Forse che io cerco di piacere agli uomini? Se ancora piacessi agli uomini, io non sarei servo del Signore"31.

  3. Agli uomini ed a Dio si potrà piacere per un momento, ma non a lungo. Può accadere che in una serata di ballo uno

- 242 -stia guardingo e non commetta peccato mortale. Può avvenire che uno intervenga al teatro ed alla mascherata, eppoi che non acconsenta alle sciocchezze che sente, alle vanità scandalose che gli tocca vedere. Ma è quasi impossibile che un cristiano frequenti questi convegni di liberalismo e poi che non cada. Finalmente che sono questi balli e questi teatri e queste maschere? Non porto solo il mio giudizio. Ascoltate <per> primo il giudizio di personaggi più autorevoli.

  San Francesco di Sales dice: "Il tempo di carnovale è il tempo de' miei dolori e delle mie afflizioni. Ohimé -- esclamava -- quanti [123]disordini, quante dissolutezze e quanti rilassamenti!". E in questi giorni Francesco di Sales faceva gli Esercizii spirituali. San Vincenzo Ferreri lo chiamava con alto orrore tempo infelicissimo, in cui si passa con franchezza da peccato in peccato e si corre a briglia sciolta a perdizione. Il gran servo di Dio Giovanni da Foligno32 chiamava il carnovale l'epoca di vendemmia del diavolo. San Giovan Grisostomo chiamava in particolare il teatro pessimo luogo, pieno de' più pestilenziali morbi. Sant'Agostino lo chiama pompa di Satana. E san Cipriano, mettendo tutto assieme teatri e balli e maschere, dice che non sono altro che invenzioni di Satanasso. Non vi dico poi quanto piangessero sopra questi divertimenti pericolosi e santa Catterina e san Carlo Borromeo e sant'Efrem. Non vi dico come <li> deplorano tutti i i buoni cristiani.

  E a voi piace ancor di ridere?... Direte che a questi tempi il male del carnovale non è sì grave come in passato. Ma vi prego a tacere. Forse che i cristiani di questo secolo sono un popolo di santi?... Ritenetelo dunque: è impossibile frequentare a lungo questi divertimenti e poi non cadere in peccato [124]grave. Chi vuol piacere siffattamente agli uomini finirà con dispiacere a Dio.

  4. Direte: il mondo è sempre stato mondo. Ma vi rispondo: appunto per questo è che tanti sonosi dannati in

- 243 -ogni età. Direte: i giovani sovrat<t>utto sono briosi; come si fa a contenerli?... Adoperatevi come meglio suggerisce un buon cuore cristiano. Se i vostri figli minac<c>iassero di buttarsi nelle acque ad affondare ovvero di trapassarsi il cuore con un ferro tagliente, trovereste modo di impedire. Ma quanto più vi deve premere di impedire una morte morale dell'anima!

  Finalmente i figli e le figlie vostre dipendono da voi genitori per vitto, dipendono per vestito, dipendono per ogni caso della vita da sani e da malati. Oh che padri sarebbero quelli che si lasciano imporre dalle pretensioni di un giovinotto! Oh che madri quelle che si lasciano impaurire dalle pretese di una figliuola imprudente! Direte che voi avete bisogno di tutti e che vi piace stare con tutti e piacere ad ognuno.

  5. Ebbene sia così. Ma almeno se volete piacere al prossimo in generale, piacetegli con procurare a loro ed a voi ogni [125]sorta di bene, non mai però con un danno qualsiasi. Siate uomini riflessivi che sanno parlare a modo dei saggi. Oh come piacerete con questo solo agli uomini! Siate cristiani prudenti che sapete discorrere e tacere a suo tempo, che sapete senza ostentazione porgere un avviso salutare, dare un consiglio soddisfacente; oh come con questo piacerete al vostro prossimo!

  In tutto siate cristiani di molta carità. Con voi dovete essere pacifici, con gli altri mansueti. Cercate di far un po' di bene a tutti quelli che vi circondano. E quando voi siete in prosperità non mostrate giubilo soverchio. Quando vi trovate nello infortunio non vi abbattete troppo nell'animo per non dispiacere ai vicini vostri. Usate gran bontà anche con i morti, con discorrer bene di loro e pregare per essi. Queste massime, o fratelli, se bene avvertite, sono massime contrarie il più delle volte a quelle del liberalismo carnovalesco, ma appunto perché sono contrarie, son da ritenere.

  Il vescovo di Magonza, l'invitto Guglielmo Emanuele di Ketteler deponeva [126]testé l'uffizio di deputato su i banchi dell'assemblea di Berlino e diceva: "Accettai l'onorevole incarico di rappresentante del popolo tedesco quando era speranza di bene; or me ne cesso, dacché gli errori del liberalismo si accolgono e i vincitori piegano ai vinti". Fratelli miei, imitate

- 244 -questo esempio. Rassegnate a chi meglio piace l'ufficio di comparire sui banchi dei divertimenti carnovaleschi. Né, entrato un liberalismo sfrenato, impossibile è far del bene .   Il bene si fa con seguire le massime del santo Evangelo. Chi ricopia in sé le virtù del divin Salvatore piacerà a molti di loro. Che se ad alcuni nemmen con questo giungete a piacere, allora confortatevi in ricordare che finalmente non si può contentare il mondo e poi esser cari ancora a Dio. Siete convinti alla fine? Confessatelo dunque: il liberalismo del carnovale non è amico che salva, ma è nemico che danna.

Riflessi

  1. Amico o nemico il liberalismo carnovalesco?

  2. [127]Scorgetelo il liberalismo carnovalesco. È nemico manifesto.

  3. Rinunciate al liberalismo carnovalesco, perché a lungo agli uomini ed a Dio non si può piacere.

  4. Sforzatevi tutti per piacere a Dio.

  5. O se volete piacere anche agli uomini, piacete loro con essere sempre cristiani saggi.





p. 240
30 Cfr. Lc 18, 31-43.



p. 241
31 Gal 1, 10.



p. 242
32 Probabilmente si tratta del laico Giovanni Battista Vitelli di Foligno (1538-1621), fondatore nella sua città dell'Oratorio del Buon Gesù.



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