Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (I corso)
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IL PANE DELL'ANIMA PRIMO CORSO DI OMELIE DOMENICALI ESPOSTE IN UNA MASSIMA SCRITTURALE

Evangelio della domenica terza di Quaresima Un mutolo cattivo

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Evangelio della domenica terza

di Quaresima

Un mutolo cattivo

  1. [144]Si legge nel Vangelo di questo giorno che il demonio entrò nel corpo di un pover'uomo e lo rese mutolo. Seppe di ciò il divin Salvatore ed egli con pietà altissima venne e liberò quel meschinello dalla infestazione diabolica e poi gli ridonò la parola. Credereste? Le turbe del popolo che erano presenti tolsero a mormorare di Gesù e dire che, se scacciato aveva quel malo spirito, non l'aveva già levato in nome di Dio, ma con il potere di Beelzebù principe dei demonii37.

  Oh, la cattiveria degli uomini come è eccessiva! È cattiveria pessima come è la stessa malizia diabolica. Scorgiamolo con alto orrore nostro e per saperci ben dirigere [145]in mezzo a tanta malignità di questo mondo.

  2. I nostri buoni vecchi siedono talvolta presso al limitar delle case e vedono la gente che va o che viene. I buoni emettono profondi sospiri e se li interrogate vi rispondono: "Ah, che il mondo non è come fu a' giorni nostri! Adesso fra la gente non è che finzione e tradimento". Venerandi vecchi, oh come bene vi apponete! Pur troppo che il demonio ha fatto mute le persone. Ha intorbidata la lingua perché non abbiano a dire la verità.

  Il divin Salvatore trovò una turba di fanciulli innocenti e questi li benedisse e aggiunse poi in lode loro: "Questi son come gli angeli del Signore". Quei virtuosi divennero poi seguaci di Gesù e in parte furono suoi discepoli e predicatori.

  Altri fanciulli si trovò che o non parlavano o meditavano nella mente loro tristizie infinte. Questi non furono oggetto di compiacenza a Gesù. Furono poi gli avversarii manifesti del divin Salvatore e alcuni si distinsero con essere i carnefici

- 254 -crudi di lui. Allora i demoni s'aggiravano intorno a quei sciagurati [146]e loro suggerivano i più iniqui disegni.

  Lasciò scritto il Signore in Osea: "Similmente sono in odio a Dio l'empio e la sua empietà"38. Ah, quando cristiani si veggono consumar opere tristi e poi che tacciono e ruminano in segreto atti di rovina, ah noi dobbiamo inorridire! Tutta la guerra che si fece a Gesù Cristo nei duemila anni di Cristianesimo fu tutta guerra ordita in segreto. In segreto i capi del popolo congiuravano contro a Gesù per mandarlo al Calvario. In segreto i primi eretici nella Chiesa hanno concluse le macchine infernali dei loro errori. In segreto le sette anticristiane dei nostri tempi hanno ordite le trame della massoneria nella Inghilterra e poi nelle altre parti del mondo. Le opere più esecrande contro i santi misteri della fede sono state conchiuse nel segreto oscuro di altri brutali misteri.

  Ed or vedete se è malignissimo il demonio a chiudere quelle bocche perché non parlino. Se un che vi vuol male ve ne [147]avverta, voi potete guardarvene. Ma quando egli taccia e che non si sappia che rumini in mente, allora bisogna temere che non siate fatti vittima di persecuzione crudissima.  

3. Uh che bruttezza a non parlare sinceramente con i proprii fratelli! Scribi e farisei ossia i capi del popolo, come tanti fino ad oggidì, erano cosiffatti, tristi cioè ed ipocriti. Però il divin Salvatore non riprovò verun altro più vivamente che questi. Dicevali sepolcri imbiancati, serpenti e razza di vipere, la peste dell'uman genere. Perché se un vi si presenta e dica: "Voglio la roba e la persona tua", ciascun di voi può chiamar aiuto. Ma questi infinti vengono innanzi come amici. Voi dovete inchinarli come fratelli maggiori e salvatori. Se il ciel vi guardi che restiate malmenati nella roba e scorticati nella persona, i tristissimi sanno coprirsibene, e loro, che sono lupi sanguinari, vengono con pelle di agnello e con gemito di pietoso, sicché voi li baciate in fronte e non v'avvedete che quello che ricevete è il bacio del tradimento.

  Ah quanti traditori cosiffatti oggidì, quanti, quanti! Ah,

- 255 -brutto demonio che così [148]crudamente sai operare nella persona de' tuoi seguaci! Tu sei sempre il detestabile, o Satana. Hai cominciato così nel paradiso terrestre e tu non ismetti sino alla fine il tuo reo costume. Ma se il ciel vi guardi che un di voi nutra in cuore un animoreo, non vi atterrite voi di voi medesimi? Nabucodonosor re, per delitti forse minori di superbia, fu da Dio convertito in una bestia vile. Se scorgeste l'anima vostra convertita in un lurido demonio, ne inorridireste?

  Sono certi mostri a sette teste che in sé racchiudono la malignità di tutte le tigri. Mostruosissima è la ipocrisia, perché sa applicarsi il capo dell'agnello e poi del lupo, della colomba e poi dello sparviero, e compare angelo di bontà quando vuol esser demonio di strage. Così fanno le società segrete. Hanno saputo inchinarsi ai governi e adulare i personaggi illustri. Hanno detto di apportare al mondo la pace e la prosperità. Ma qual bene può venire da una mostruosità che si infinge?   4. Ha un giorno quando gli ipocriti silenziosi aprono la bocca. È quando s'avvedono che Gesù Cristo compie un'opera [149]di bene con guarire un infermo assediato da Satana.

  Quanti meschinelli liberò Vincenzo de' Paoli con la sua congregazione, ed è perciò che il nome de' paolotti è così straziato sulle labbra dai denti rabbiosi dei nemici della fede. Perché tanto livore? Ascoltate questo fatto.

  Un bel ai tavoli del Parlamento francese sedeva un uomo muto muto e raccolto in passare un foglio. Entra un personaggio biancovestito, un celebre predicatore, il religioso domenicano Lacordaire. Quel non solleva il capo. Era La Mennais. Gli dicono: "Eccolo il vostro compagno, guardatelo che è Lacordaire in persona". E quegli: "Lasciatelo, lasciatelo, non sapete che quest'uomo mi pesa sulle spalle come un mondo?...". Voleva dire come un rimorso. Ah, eccolo il verme che fa dolere quelle lingue maligne! È il verme del rimorso. Gli altri non sono cattivi come lo sono essi, epperciò se ne dolgonovivamente.

  Se voi fate un po' di bene, dicono che siete fanatici. Se promovete un'impresa di qualche gloria alla religione, dicono che siete un matto. E se contrastate un poco [150]al torrente

- 256 -della iniquità, dicono che è inutile e che non bisogna inquietarsi. Opponetevi per impedir che uno vada al precipizio; dicono che bisogna lasciar fare. E se mostrate di non voler fare come tanti, rispondono che è prudenza, per non romper la pace, a seguir la corrente. E gli ipocriti gridano poi sempre: "Carità, carità!", per ottenere che voi non li impediate nelle loro opere di rovina e di dannazione. Avete mai pensato a questi indemoniati resi muti dal demonio, ovvero da Satana incitati perché abbiano a parlare, ma tutto a sproposito? Uh come sono abbominevoli! Sono mutoli cattivi. Entro che li agita è il demonio. Pazzo chi s'accosta per averne appoggio di soccorso o di consiglio.

Riflessi

  1. Un mutolo cattivo.

  2. Il mondo è tristo perché non è sincero.

  3. Uh che bruttezza un mutolo cattivo!

  4. Che orrore quando scioglie la lingua, ma per sparlare con veleno di rabbia!





p. 253
37 Cfr. Lc 11, 14-28.



p. 254
38 Sap 14, 9.



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