Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (I corso)
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IL PANE DELL'ANIMA PRIMO CORSO DI OMELIE DOMENICALI ESPOSTE IN UNA MASSIMA SCRITTURALE

Evangelio della domenica delle Palme Pietà per un peccator superbo

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Evangelio della domenica delle Palme

Pietà per un peccator superbo

  1. [166]Una mestissima figura di dolore ci si affaccia: è la settimana che è detta la maggiore fra tutte quelle di un anno, è la settimana che si dice santa per il sacrificio che di sé ha fatto in Gerusalemme e sul Calvario Gesù, il santo dei santi.   Scorgetelo il divin Salvatore in questo . Egli entra in Gerusalemme e il popolo lo incontra con giubilo. Mettono le vestimenta- 265 - in apparato su per i muri e rami d'olivo stendono per le vie. Poi un popolo di gente che viene innanzi e dietro a Gesù esulta con inni e sclama: "Osanna al figlio di Davidde, benedetto colui che viene nel nome del Signore". Ma Gesù sapevalo che non tutte quelle voci erano veraci e che al sesto giorno di quella medesima settimana avrebbero gridato: "Crucifige, crucifige!", e che a lui sarebbe [167]toccato ascendere al Calvario. Perciò dolevasene in cuor suo e davane segno manifesto all'esterno con lasciar cader giù dagli occhi lagrime amare42.

  Ah, pietà per Gesù desolato che piange, pietà per il peccator triste che lo fa lagrimare! L'iniquo è il peccator superbo. Scorgiamone la infelicità sua e la miseria nostra.

  2. Volgiamo uno sguardo al cielo e poi uno sulla terra. Nel cielo gli angeli ribelli hanno detto: "Vogliamo essere eguali a Dio", ed eccoli mutati in spiriti deformissimi e poi precipitare demonii nello inferno. In sulla terra Adamo ed Eva, che pur erano giusti ed innocenti, acconsentono al pazzo pensiero di disobbedire a Dio, ed eccoli deteriorati nella volontà, peggiorati nel corpo e castigati come ben ci tocca sopportare noi medesimi. Ah, pietà per il peccator superbo!... La scorgete la iniquità del prevaricatore? Misurate l'eccesso della colpa dal colmo del castigo, e poi confessatelo pure che dalla superbia deriva ogni male pessimo.

  3. Erano già gli angeli dotati di una bellezza somigliante a quella di Dio, la [168]bontà. Erano circondati di un'aureola al capo, somigliante a quella di Dio, la sapienza. Mancava loro un braccio forte come quello del Signore, e lo volevano prepotentemente per essere eguali allo Altissimo. Uh che male non contentarsi dei limiti che ha fissato il Signore!

  E ad Adamo e ad Eva che cosa mancava?... Erano essi medesimi buoni come gli angeli santi, ed erano poi potenti perché Dio li aveva costituiti padroni del mondo. Ma non si contentarono, i miseri. Pretesero di conoscere tutti i misteri delle mondiali cose e delle celesti con una sapienza che li

- 266 -eguagliasse a Dio, epperciò meritaronsi di cadere tanto più in basso. Che pietà eccita un superbo umiliato da Dio!

  4. Mirateli i superbi puniti! Gli angeli prevaricatori sono stati trasformati in orrenda figura di demoni43 e la loro abitazione da celeste si è trasformata nella infernale. Gli uomini poi di questa terra li vedete come son tribolati e gementi. Poi quanti che si perdono ancor miseramente nello inferno!

  Figuratevi ora che un monarca, peraltro [169]ottimo e sapiente, comandasse di far tosto appiccare sulla pubblica piazza tanti personaggi illustrissimi, duchi, conti, marchesi; che direste? Ma al pari degli angeli questi nemmeno meriterebbero di servir loro da fante. Pure <gli angeli> furono puniti con tanto rigore. Ah, gemiamo per noi medesimi e sclamiamo: "Pietà per il misero che pecca di superbia"!

  5. Se voi ponete sovrap<p>osti gli uni agli altri i cadaveri degli uomini che sono morti da Adamo fin qui, vedreste monti di carne umana più alti che i gioghi delle nostre Alpi. Se ponete assieme le lagrime che hanno sparso prima di morire, ne formereste un bacino simile alle acque di un lago.   Quante desolazioni di spirito, quanti tormenti di corpo! E la causa di ciò che ne è?... È la superbia. Ah, maledetto peccato, che fa piangere tanti e per sì lungo tempo! E noi permetteremo che un pensiero ovvero che un atto di superbia abbia ancora a venire per rovinarci?

  6. Pensiamolo noi medesimi. Un superbo che viene con arroganza lo disdegniamo noi medesimi. Un medesimo personaggio che lo scorgiamo fare il bene, ma che entro [170]al cuore sappiamo che opera per farsi applaudire, anche costui ci fa noia. E il Signore, oh come gli duole che una creatura arricchita da lui di doni si porti altera alla presenza sua!

  7. Umiliamoci, umiliamoci. Oh come piaceremo al Signore, se in questi giorni santi confesseremo dolenti le nostre colpe! Oh come piaceremo agli angeli, se umili e contriti ci presenteremo allo altare della santissima Comunione! Ma usiamo sforzi diligenti per discernere le piaghe nostre. La superbia- 267 - è un demonio che sa nascondersi in casa, per non apparire quando sa che sarebbe scacciato. La superbia è un peccato spirituale che si annida nei segreti del cuore umano. Quante volte facciamo delle opere che crediamo buone e poi che sono cattive, perché si trovano guidate dallo spirito di superbia!

  Iddio pietoso ci aiuti sempre, o fratelli. Via dal nostro cuore la superbia, perché con quella in capo, incontrando Gesù, non gli si cagiona gioia veruna, ma desolazione intima. Pietà, o Signore, di me. Pietà per tutti i miseri superbi.

Riflessi

  1. [171]Pietà di un misero superbo.

  2. Il superbo ha in sé il germe di tutti i mali.

  3. Che danno fece in cielo la superbia agli angeli ribelli!

  4. Che rovina ancora agli uomini sulla terra!

  5. Consideriamo.

  6.  Riflettiamo altresì al giudizio che noi medesimi facciamo del superbo.

  7.   Iddio usi pietà al peccator superbo e lo illumini.





p. 265
42 Cfr. Mt 21, 1-9.



p. 266
43 Nell'originale: in orrendi demoni di figura.



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