Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (I corso)
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IL PANE DELL'ANIMA PRIMO CORSO DI OMELIE DOMENICALI ESPOSTE IN UNA MASSIMA SCRITTURALE

Evangelio della domenica prima dopo Pentecoste Un poverello illustre: beato chi lo riceve!

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Evangelio della domenica prima

dopo Pentecoste

Un poverello illustre: beato chi lo riceve!

  1. [215]Martino, capitano francese, ritornava dal campo con il suo esercito, quando dalla piazza un poverello tremante di freddo e svenuto dalla fame gli viene innanzi dicendo: "Pietà del poverello!". Martino gli versa in mano un'elemosina e poi, dato mano alla spada, taglia in due il mantello e gliene offre la metà. A mezzo di quella notte una luce sorprendente irradia e una voce celeste canta: "Martino ancora

- 291 -catecumeno mi ha ricoperto con questa veste -- quel poverello era Gesù Cristo -- beato Martino, che ricevette con gioia la preghiera del poverello!".

  Ascoltate ora il discorso testuale del santo Evangelo. "Gesù disse a' suoi discepoli: Siate misericordiosi come il vostro Padre celeste è misericordioso. Non giudicate [216]e non sarete giudicati. Non condannate e non sarete condannati. Condonate e vi sarà condonato. Date e vi sarà dato; misura giusta, calcata, scossa e ridondante sarà versata in seno a voi, perché colla stessa misura onde avrete misurato sarà misurato a voi. Diceva di più ad essi: È egli possibile che un cieco guidi un cieco? Non cadranno eglino amendue nella fossa? Non v'ha scolaro da più del maestro, ma chicchessia sarà perfetto ove sia come il maestro. Perché poi osservi tu una pagliuzza nell'occhio del tuo fratello e non badi alla trave che hai nel tuo occhio? Ovvero come puoi tu dire al tuo fratello: Lascia che io ti cavi dall'occhio la pagliuzza che v'hai, mentre tu non vedi la trave che è nell'occhio tuo? Ipocrita, cavati prima dall'occhio tuo la trave e allora guarderai di cavare la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello"61.

  Illustre è dunque il poverello che vi domanda pietà. Egli rappresenta Gesù Cristo. Se noi lo soccorreremo, il meschinello perorerà per noi nel giorno del pericolo. Già lo scrisse il Signore a mezzo del Salmista: "Beato chi riconosce l'indigente [217]ed il povero; nel giorno del pericolo lo libererà il Signore"62.

  2. Ammiriamo un fatto degno di altissima compassione. Gesù infante nel suo presepio fu riconosciuto da pochi pastori e da pochi principi d'Oriente. Gesù dottore delle genti, ma sempre povero, fu creduto da pochi discepoli. Gesù spoglio di tutto ed affisso alla croce fu riconosciuto da Maria, da poche donne con Giovanni e da pochi altri. Oggigiorno, cioè dopo 1882 anni dacché Gesù compariva sulla terra, da quanti è egli riconosciuto?

- 292 -  Scorgiamolo almeno noi. Gesù è quel povero comune, è quel<l'>indigente miserabile di cui favella il Salmista quando dice: "Beato chi intende il povero e il meschinello". I poveretti che in nome di Gesù Cristo ricattano di porta in porta vengono spesso al limitare delle nostre case. Sulle pubbliche vie o nelle case talora ci incontriamo con i miserabili che sen muoiono di fame. E noi in quei poveri e in quei miserabili riconosciamo la persona di Gesù Cristo?... Compatiamo alle loro pene come vi compassionava Vincenzo de' Paoli?... Baciamo con affetto le loro piaghe come Camillo de' Lellis, o ci stringiamo alle loro catene [218]come Raimondo da Pennafort?... Se ci sforziamo almeno ad imitare questi esempi, allora fortunati noi, perché è scritto che beato è chi guarda al povero ed al miserabile, perché nel giorno del pericolo sarà custodito.

  3. Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento vive ancora oggidì da povero e da mendico. Chi vi riguarda e vi considera?... Sulle porte delle chiese al cospetto di questo mendico divino stanno i poverelli e i mendici che stendono pietosi la mano e implorano mercé. Questi sono i figliuoli diletti di Gesù. Ed egli l'ha detto come parla un genitore amante: "Quel bene qualsiasi che fate al più meschino di questi è come fatto a me medesimo, perché il bene che si ai figli è bene che si porge al padre medesimo"63.

  Ma ha dei cristiani che in sollevare un fratello non guardano a Gesù Cristo punto. Per questo il loro è bene che esce da un cuor di terra e che si espande non più alto della superficie di essa. Perché il profumo di carità ascenda fino al paradiso, è bisogno che prima di dare consacriamo il dono con intingerlo nel sangue delle piaghe sacrosante del Redentore.

  [219]Giovanni Colombini era venuto per ascoltare la santa Messa, quando sulla piazza scorge un piagato meschino. Giovanni ne ha pietà, riguarda in quello la persona di Gesù, se lo addossa e lo porta a casa propria e lo ripone nel suo letto e lo provvede. Ritorna per un'ora alla chiesa e poi si fa sollecito a

- 293 -visitare l'infermo suo. La moglie del Colombini strepitava non poco, ma egli confortavala a pazienza e animavala a pietà. Il buon cristiano bussa <al>la porta ed entra. Cielo! Una luce celestiale... una figura divina in forma del Redentore in croce... "Accorri, accorri!", grida alla donna. E quella si fa premura, ma non ebbe messo gli occhi che tutta l'ammirabile visione era sparita. Che dite, o fratelli?... Non è dubbio: quelli che nei poveri riguardano Gesù ricevono premi celesti; gli altri, che non hanno sì buon cuore, non ottengono.

  4. Sicché nel caso pratico noi dobbiamo fare ai poveri tutto quel bene maggiore che si può. Diceva santa Teresa: "Il miglior vantaggio che si può fare ai ricchi è ottenere da questi per amor di Dio un'elemosina per i poverelli". Nicola da Bari vescovo, quando intese [220]che una povera fanciulla minacciava di naufragare nel costume e non poteva collocarsi per mancaza di dote, egli si affrettò e di nascosto gettò dalle finestre in casa della pericolante la somma necessaria per ottenere un onesto collocamento.

  Altri personaggi illustri, quando sapevano un fratello da alto stato essere decaduto in basso e sostenere con i patimenti della povertà le angustie del rossore, allora fingevano <di> ricercare da essi un favore qualsiasi, per poterli soccorrere con un compenso di un doppio le cento volte. E questo vuol dire essere misericordioso. Ciò significano le parole evangeliche: "Date e vi sarà dato".

  5. Ha di più. Il divin Salvatore era già stato flagellato alla colonna e coronato di spine. In questo stato venne condotto al pretorio del governatore di Gerusalemme e mostrato alla folla di popolo da una spianata. Fu altresì Gesù messo al confronto di Barabba, sedizioso omicida. In questi momenti Gesù se avesse udite parole di pietà per lui e discorsi di santo coraggio, gran sollievo ne avrebbe avuto il cuore addolorato del Redentore. Ha ancora oggidì ebrei che cercano Gesù a [221]morte e bestemmiatori che gli imprecano. Ah, difendiamolo Gesù, difendiamolo con tutte le forze d'un animo pietoso.

  Lo stesso facciamo quando ci accada di scorgere un pupillo depresso, una vedova manomessa, un meschinello coperto di ingiustizia. Aiutare costoro non è solo procurare loro un

- 294 -bene, ma è proteggerli contro a quel male peggiore che altri attenta di arrecar loro.

  6. Finalmente consideriamo questo. Gesù Cristo comparve meschinello estremo nella via al Calvario. Apparve povero ordinario nella grotta di Betlemme e nella casa di Nazaret. Dicono alcuni cristiani: "Soccorrere ai poveri è obbligo sol quando si scorge che morrebbero di fame non aiutandoli". Dunque a questi premerebbe di aiutar Gesù in croce, e non lo degnerebbero poi d'un guardo nella capanna al freddo, nella bottega al sudore di fatica?... Chi è in necessità estrema facilmente trova chi l'aiuti, ma non così chi si trova nella comune.   Poi il Signore parla indistintamente: "Beato chi scorge al povero ed al miserabile; nel giorno del pericolo lo libererà il Signore". Non stiamo a badare chi più n'abbisogni. [222]Rallegriamoci tutte le volte che possiamo al nostro prossimo fare qualche opera di bene. Che brameremmo per noi in vita e nel punto di morte?... Ebbene quanto desideriamo per noi, facciamolo agli altri. Allora il Signore ci darà quel compenso che è segnato nel santo Evangelo: misura giusta, calcata, scossa e ridondante. Fratelli miei, quando vedremo in paradiso un mendico illustre ed un personaggio beato che l'ha soccorso?...

Riflessi

  1. Un mendico illustre ed un personaggio beato perché l'ha soccorso.

  2. Gesù povero e miserabile come i meschini di questa terra.

  3. Fortunato chi soccorre ai poveri come a Gesù Cristo.

  4. E che li previene nei loro bisogni.

  5. E che non bada più se sieno miserabili o poveri.

  6.  Facciamo del bene a tutti per essere più fortunati, o sia più beati.





p. 291
61 Lc 6, 36-42.



62 Sal 41(40), 2.



p. 292
63 Cfr. Mt 25, 40.



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