Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (I corso)
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IL PANE DELL'ANIMA PRIMO CORSO DI OMELIE DOMENICALI ESPOSTE IN UNA MASSIMA SCRITTURALE

Evangelio della domenica decimanona dopo Pentecoste Avanti, avanti nel bene!

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Evangelio della domenica decimanona

dopo Pentecoste

Avanti, avanti nel bene!

  1. [368]Ha di quelli oggidì che hanno paura a far un po' di bene. Non è ciò una stranezza? Avanti, avanti nel bene! Volete intendere come sono infermi oggidì stesso i cristiani? Osserviamolo dal santo Evangelo.

  "Gesù, seguitando a parlare in parabole, disse ai principi dei sacerdoti e degli scribi: Il regno de' cieli è simile ad un re il quale fece le nozze di un suo figliuolo e mandò i suoi servi a chiamare gli invitati, e questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi dicendo: Dite agli invitati: il mio convito è preparato, i buoi sono uccisi ed anche gli animali a ciò serbati; venite alle nozze. Ma quelli non se ne diedero pensiero e se ne andarono chi alla sua villa, chi al suo negozio.[369] Altri poi presero i servi di lui e trattaronli ignominiosamente e li uccisero.

  Udito questo, il re si sdegnò e mandate le sue milizie sterminò quegli omicidi e diede alle fiamme le loro città. Allora disse a' suoi servi: Le nozze erano all'ordine, ma quelli che erano invitati non furono degni. Andate dunque ai capi delle strade e quanti incontrerete fate venire tutti alle nozze. I servi andarono e radunarono per le strade quanti trovarono e buoni e cattivi, e il banchetto fu pieno di convitati.

  Ma entrato il re per vedere i convitati, vi osservò un uomo che non era in abito da nozze e gli disse: Amico, come entrasti qua senza la veste nuziale? Ma quegli ammutolì. Allora il re disse a' suoi ministri: Legatelo per le mani e pe' piedi, gettatelo nelle tenebre esteriori; ivi sarà pianto e stridore di denti, imperocché molti sono i chiamati e pochi gli eletti" (San Matteo cap<itolo> 22)117.

  Incredibile contrasto! Qui è il padre che dice: "Avanti, figliuoli,- 373 - avanti alla mensa!", e quelli si ritraggono. È un mistero di stupidità che si avvera ancora oggidì. Il Signore ci invita alla mensa di ogni buon'[370]opera meritoria, eppur i cristiani rifuggono. Ma che paura è la nostra? Avanti, avanti nel bene! Temiamo che il Signore non ci accordi mercede sufficiente? Ma ce la abbondantissima. Sicché avanti nel bene, avanti sino alla morte. Ce ne avvisa l'Ecclesiastico: "Non manca<re> di coraggio in giustificarti fino alla morte, perché la mercede che Dio ti dispone rimane in eterno"118. Vediamolo subito e scacciamo il timore.

  2. Andiamo avanti con un po' di bene. In alto i cuori nostri! Finalmente chi ci attende è Dio. Eccola la maestà del Signore. Iddio che è la beatitudine del paradiso e la gloria perenne dei santi, egli è la mercede nostra. Tanto si affac<c>endano gli uomini e tanto soffrono per guadagnarsi il favore di un personaggio e glorioso e potente. Quanti stenti in un soldato per assicurarsi la benevolenza del capitano, quanti in un suddito per avere la protezione del monarca! Non si stimano invano spesi i dieci, i venti e ancora i trent'anni, quando <vi> sia la fiducia di ottenere l'intento bramato.

  Buon Dio, come siete grande nella vostra misericordia! Per un periodo di dieci, di [371]venti, di trent'anni che io vi serva, voi siete disposto a darmi in compenso voi medesimo, beatitudine del paradiso! Come siete generoso in retribuire!... Per pochi anni di combattimento in questa vita voi ci date una retribuzione altissima, un compenso che dura i secoli dei secoli, perché continua in eterno, come è eterno Iddio. E quasi gli dolga al Signore di vederci per un pezzo a faticare quaggiù, egli di continuo accorcia i giorni del viver nostro. Per i più sono i trent'anni di vita. Per i pochi che sopravanzano sono tuttalpiù i settanta o gli ottanta anni. Dopo che si chiude questa camera di lavoro, il paradiso si spalanca, Iddio appare a noi e noi ci abbracciamo a Dio come figli al padre in un godimento ineffabile. In alto i cuori nostri! Operiamo il

- 374 -bene, perché la mercede che ci attende è sopram<m>odo fortunata.

  3. Ma che compassione fa mai riguardare il contegno degli uomini di questo nostro secolo. Per guadagnare una lira si suda da mane a sera senza discrezione. Per provare di poter un stringere nella destra un pugno d'oro si internano con sforzi incredibili nelle viscere dei monti, si abbandonano alla fortuna dei mari spesso tempestosi, e [372]non è genere o di fatica o di umiliazione che non si sostenga a fine di ottenere una manata119 di denaro.

  Oh, se anche per guadagnarsi il paradiso si faticasse almeno tanto! Ma pensatelo voi. I cristiani di oggidì credono farne abbastanza <con> il confessarsi una volta all'anno, comunicarsi alla Pasqua. Confessarsi più volte all'anno ne hanno rossore, presentarsi alla santa Comunione nelle feste principali dell'anno non osano. Pensatelo se poi <si> degnino <di> ascoltare con divozione una santa Messa nei giorni feriali. Dicono che ascoltarla di domenica è <sufficiente> al bisogno.

  Ha poi di quelli che pregano anche più di sovente, ma che omettono le proprie devozioni tosto che in cuore ne provino un'aridità. Ha altri i quali sono magnifici in dire bellissime cose in favore della religione, ma che non muovono piede a compierne un'impresa di lode. E quanti che dicono sé voler essere cristiani cattolici sino alla morte, e poi che del cattolicismo non ne praticano punto le massime santissime! A tal punto siamo pervenuti in questo, che omai troppo difficile è scorgere un cristiano che sia seguace esemplare del santo Evangelo.

  Bernardo abate nel silenzio della solitudine [373]ebbe la felicità di specchiare la propria anima nella persona adorabile del Salvatore e di ricopiarne gli esempi. Uscì poi in mezzo al mondo e ne fu inorridito. "Ahimè -- deplorava -- come è addivenuta la Chiesa di Gesù Cristo! Simile ad una pianta invecchiata, con le foglie ingiallite per orribile bufera che ha sostenuto". Scorgeva poi ad uno ad uno il costume, ahi troppo

- 375 -freddo, dei cristiani. Allora dolendosi più altamente gemeva: "Come è che voi vivete così?... Oh, non ricordate più che Gesù è nato, che ha predicato, che è morto in croce per voi?... Non ricordate almeno che egli è risorto da morte? Vi aspetterebbe indarno perché gli siate compagni in cielo?".

  Desolato Bernardo! Se levando il capo dalla tomba appariste a scorgere il costume dei cristiani di oggidì, oh quanto più vivamente avreste a dolervi!... Ma hanno paura di mostrarsi i cristiani per fare un po' di bene.

  4. Pure che dice qui il Signore? Avanti alla mensa delle buone opere, perché chi non accorre sarà cacciato fuori e misero sarà condannato ai supplizi eterni. Gran fortuna è che ci chiami al suo servizio. [374]Che se noi sciagurati rifiutiamo <di> eseguirne i nobili incarichi, come potrà ancora riguardarci con occhio benigno il cielo? Non chi incomincia un'opera di bene e poi che la abbandona a mezzo, costui è atto per il regno dei cieli, ma colui che persevererà sino alla fine. Un pellegrino che ha già percorso buon tratto di via e poi che s'arresta quando già è a vista della patria, chi lo compatisce se finalmente muore in una notte di crudo verno? Ha pur troppo dei cristiani i quali eseguiscono più opere di bene e poi che le sospendono, quasi si vergognino di proseguire con alacrità sino alla fine. Non è ciò stoltezza somma? Avanti nel bene!

  I cristiani saggi reputano troppo poco quel bene che già eseguiscono con alta cura. I vergini pii credono far poco <nel> continuare sino alla morte quelle lotte della concupiscenza. Vorrebbero potere di più assai. E i santi martiri, i quali non sapendo più che dare donano il sangue proprio, oh come volenterosi ancor essi si incamminano all'altare del sacrificio! Appunto perché si affrettarono sì di cuore, ottennero mercede ampia. Avanti anche noi, avanti in molte opere di bene, perché la [375]mercede che ne avremo in merito è Dio medesimo.

Riflessi

  1. Avanti alla mensa delle opere sante!

  2. Ne avremo in mercede il possesso di Dio medesimo.

- 376 -3. Possibile che si abbiano tante cure per un pugno d'oro, e che per il cielo un cristiano si vergogni a fare un po' di bene?

  4. Facciamo il bene fino all'ultimo della vita.





p. 372
117 Mt 22, 1-14.



p. 373
118 Sir 18, 22.



p. 374
119 Nell'originale: mannata.



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