Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (I corso)
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IL PANE DELL'ANIMA PRIMO CORSO DI OMELIE DOMENICALI ESPOSTE IN UNA MASSIMA SCRITTURALE

Evangelio della domenica vigesima seconda dopo Pentecoste Un pellegrino che è guida fedele e giuliva

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Evangelio della domenica vigesima seconda

dopo Pentecoste

Un pellegrino che è guida fedele e giuliva

  1. [392]Son pur sciocchi tanti uomini di questo mondo. Sono pellegrini e devono compiere il viaggio della vita. Su per il sentiero del monte e dinanzi ai loro occhi è un pellegrino lieto. Egli non falla la via, perché è luce divina che venne in questo mondo. Non proferisce discorso menzognero, perché è verità infallibile. Nemmeno stenta in persona o lascia venir meno alcuno, perché egli è la vita di tutti. Scorgetelo il pellegrino lieto. È Gesù Cristo che invita tutti a seguirlo e dice: "Venite che io sono la via, la verità e la vita"127. Però non tutti lo seguono. Ha di quelli che hanno il cuore infinto e la mente cattiva. Questi non seguono Gesù perché nemmeno il vedono. Ne abbiamo una prova luttuosa nel testo del santo Evangelio. Ascoltiamo per inorridirne.

  [393]"I farisei ritiratisi tennero consiglio per cogliere in discorso Gesù Cristo. E mandarono a lui i loro discepoli con degli erodiani, i quali dissero: Maestro, noi sappiamo che tu sei verace e che insegni128 la via di Dio secondo la verità, senza badare a chicches<s>ia, perocché non guardi in faccia agli uomini. Spiegaci dunque il tuo parere: è egli lecito o no di pagare il tributo a Cesare? Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, disse: Ipocriti, perché mi tentate? Mostratemi la moneta del tributo. Ed essi gli presentarono un denaro. E Gesù disse loro: Di chi è questa immagine e questa iscrizione? Gli risposero: Di Cesare. Allora egli soggiunse: Rendete dunque a Cesare quel che è di Cesare ed a Dio quel che è di Dio" (San Matteo cap<itolo> 22)129.

  Ah, gli ipocriti son pur odibili! Gesù non poteva tenersi

- 386 -da non smascherarli, perché gli impostori fanno troppo rovina fra le anime. Dannano se medesimi e non ascoltano chi cura <di> salvarli, ma <a> tutti attentano per travolgere in rovina universale. Che ne dite?... Pellegrini sciagurati, che avendo una guida sicura non la seguono! Ma noi accompagniamoci a Gesù. Non lasciamolo [394]un istante. Il pellegrino illustre apparve su questa terra per additare la via del cielo. Egli è in fra noi la via, la verità e la vita.

  2. Una guida dirige il pellegrino nella sua via. E perché questa sia guida buona, scorgetela come distingue con precisione i sentieri più retti e più comodi. Con sollecitudine dirige i suoi passi sicché commuove, e intanto diletta con la facondia naturale con cui intrattiene lungo la strada. Alla stessa guisa un predicatore, che dal pergamo si fa guida ad un popolo, istruisce, commuove e diletta. La guida ed il predicatore nostro Gesù Cristo non è dubbio che non sapesse e istruire e commuovere e dilettare. Egli è la via, la verità e la vita. Le turbe di gente, comprese da averlo udito una volta, ritornavano la seconda e di poi, e pregavanlo sempre a continuare i suoi discorsi, perché ogni parola sua era balsamo a quei loro cuori stanchi e afflitti.

  Gesù Cristo è l'Uomo Dio venuto in forma di pellegrino su questa terra per additare ai figli ed ai fratelli suoi la via del paradiso. Seguiamolo tutti il pellegrino illustre. Gesù Cristo si incammina su per il sentiero [395]del paradiso con gli abiti succinti nella persona, con il passo sicuro e continuato, semplice nei modi, affabilissimo nella parola. Lietissimo pellegrino, egli si affretta con abito succinto perché non gli impedisce il fardello delle terrene ricchezze; vi ha rinunciato di cuore. Cammina con piè franco perché non sente il peso della carne; la concupiscenza non gli nocque in eterno. E muove i passi con diletto perché in lui non è fasto di superbia.

  <3.> Un viaggiatore reale il quale si pone in via con i cam<m>elli carichi, con il codazzo dei servi, con l'impedimento di tante mollezze, potrà anche lui giungere a capo del suo viaggio e trovare finalmente la felicità al vertice della montagna santa. Però oh quanto è più difficile! Facciamone ora l'applicazione. Nella Legge vecchia e propriamente dal monte

- 387 -Sinai il Signore nella legge de' suoi dieci Comandamenti additò la via del cielo. Ma in questa legge è permesso a ciascuno di assumersi un fardello ancor pesante di abiti, è permesso concedere certi godimenti benché onesti al corpo, ed alla mente non si interdice che ciascuno si regoli di suo capo. Sicché in questa strada è un esercito di gente [396]che si incammina bensì, ma che poi facilmente si sperde o rimane addietro finché perisce.

  Or non è punto così nella legge evangelica data da Gesù Cristo. Il divin Salvatore dice: "Chi vuol venir dietro a me e seguirmi più spigliato, rinuncii a tutto e poi mi segua"130. Da parte l'ingombro della avarizia, da parte il peso nocivo della concupiscenza, da parte il fumo dell'ambizione. Beati quelli che hanno il cuor distaccato dalla terra, più beati quelli che conservano per Iddio un cuor mondo, beatissimi poi quelli che si dispongono per obbedire sempre e in tutto. Chi dona la sua volontà intieramente a Dio merita che Iddio per degno compenso doni a questo buon figlio il cuor suo.

  Ed ecco le turbe dei cristiani seguire i dettami dei Consigli del divin Salvatore. Possibile che una famiglia di gente, la quale intieramente aderisce ai più nobili voleri del padre, abbia a sentir penuria un ? Impossibile, impossibile. Ed è per questo che i cristiani si salvano mille a mille. Oh quanti fratelli salgono al paradiso in questo stesso momento! Direte: il Signore perché non insegnò già agli ebrei la via più fortunata dei Consigli?[397] E vi rispondo: che volete se Dio più ama noi che non abbia amato il popolo d'Israele? Quei erano i servi e noi siamo i figli diletti del Signor nostro.

  4. Il pellegrino e condottiero nostro Gesù Cristo commuove perché insegna la verità nel suo cammino. Per intendere anche ciò mi appello ad un fatto che si ripete troppo di frequente ai nostri . Noi abbiamo al nostro fianco bene spesso dei consiglieri interessati e dei predicatori o falsi o sospetti, che son tutti quelli che poco o tanto appartengono alla classe dei liberali. Ebbene che non accade? Noi parlando con

- 388 -gente cosiffatta non partiamo contenti. I loro discorsi non ci persuadono, le lor massime ci mettono una spina fitta sul cuore. Talora chi parla è persona d'autorità e di scienza, e noi l'ascoltiamo e accenniamo per un istante col capo ad esser contenti, ma poi tosto sottentra il dubbio e poi la diffidenza e il disinganno manifesto.

  Che se noi possiamo avvicinare persona strettamente cattolica, retta nelle intenzioni, amante del bene delle anime e tutta accesa di quella che è vera carità di Gesù Cristo, oh allora è ben altro il cuor nostro! Quella persona in apparire [398]ci inspira confidenza e rispetto, il suo saluto scende come un sollievo al cuore, le sue parole ci sono luce alla mente. Noi sclamiamo con lieto trasporto: "Ecco un uomo giusto!". Benedetti i passi dell'uomo giusto che viene a consolare i fratelli nel loro dolore!

  Questo che ho esposto è caso che avviene in tutti i del vivere nostro. Tristissimi questi tempi nei quali un'aria di errore serpeggia intorno ed un veleno di tradimento si imbandisce in tante mense. Ma noi andiamo in traccia dell'uomo del Signore e affidiamoci a quello. Abbiamo il santo Evangelo di Gesù Cristo; affidiamoci a quello ed a quei seguaci del divin Salvatore i quali per vero sono fedeli e retti. Questi ci commuovono al bene, gli altri ci disturbano per il male.

  5. Infine poi qual differenza di felicità! Gesù Cristo, che è guida santa e predicator verace, ci apre dinanzi le porte del paradiso e già su questa terra ci fa gustare un saggio anticipato di felicità. Succede qui come di un re il quale spalanca le porte de' suoi reali palazzi e addita l'arco del trionfo e dice al figlio: "Tutto questo è per te, e sarallo in breve se tu mi continui <ad> obbedire". Quale felicità! Bello è [399]entrare in un orto fiorito a primavera, più bello è entrarvi nella state quando dagli alberi penzolano i frutti maturi. La primavera del seguace di Gesù è la stagione che si passa in terra. La state è la stagione che si passa in paradiso e quella state è poi duratura fino in sempiterno. Che diletto in pensarvi!

  Altro senso lasciano entro di voi i discorsi delle guide false. Inorridisco in pensarlo. Dinanzi alla guida falsa è tenebra fitta che oscura, e un passo più oltre è l'abisso che assorbe- 389 - e che precipita allo inferno. Che orrore in riflettervi! Guardiamoci, guardiamoci. Ritorniamo collo sguardo al pellegrino disceso da cielo. Gesù Cristo è venuto, ed è via, verità e vita. Chi vorrà lasciar un pellegrino il quale accompagna con una face sempre viva, che guida per sentieri veraci, che nel medesimo cammino diletta con aprire vedute sempre incantevoli? Preghiamo il Signore che ci dia grazia per aderirgli almeno più intimamente che per noi si possa.

Riflessi

  1. Gesù Cristo è pellegrino celeste che [400]viene giulivo per additar la via del cielo.

  2. Egli è via che insegna, verità che commuove, vita che diletta.

  3. Tiene nella destra una face splendente perché è via.

  4. In discorrere commuove perché è verità.

  5. E poi diletta perché è vita. Egli apre i tesori della felicità per il cuore e la beatitudine del paradiso.





p. 385
127 Gv 14, 6.



128 Nell'originale: che voi siete verace, e che insegnate.



129 Mt 22, 15-21.



p. 387
130 Mt 16, 24.



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