Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (II corso)
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IL PANE DELL'ANIMA SECONDO CORSO DI MASSIME SCRITTURALI ESPOSTE NELLE SPIEGAZIONI EVANGELICHE

Evangelio della seconda festa di Pasqua Un soldato valoroso

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Evangelio della seconda festa di Pasqua

Un soldato valoroso

  1. [178]Bellissimo è lo spettacolo di un capitano il quale, riuscito vittorioso di mezzo un combattimento di sangue, si presenta a rianimare i suoi. Gesù Cristo fu desso quel capitano

- 498 -strenuo. Era passato per acqua e per sangue83. Finalmente in questo eccolo vittorioso e trionfante.

  I discepoli smarriti venivano verso al castello di Emmaus e Gesù seguiva dietro, ma senza farsi conoscere, e ascoltava i discorsi dei suoi: "Siete voi così forastiero in Gerusalemme da ignorare che i giudei hanno ucciso il Salvatore?... Egli ha detto che sarebbe risorto il terzo e noi ben speravamo vederlo, ma quest'è già il giorno terzo. Verissimo che alcune donne ci riferirono esser risorto e alcuni di noi, andati <a> vedere, trovammo il sepolcro come dissero quelle, ma Gesù non si trovò". Ai quali Gesù: "Voi siete ancora scioccherelli in pensare e tardi in credere. Il Salvatore non ebbe a patire per entrare poi nella [179]gloria?". E intanto cominciò da Mosè e dai profeti a spiegar loro quel che del Messia salvatore avevano profetato, finché, entrando nel castello, Gesù diede il suo Corpo santissimo perché lo ricevessero sotto le specie del pane. Allora si aprirono gli occhi degli apostoli, una gioia inenarrabile entrò nei loro cuori84. Si convertirono da timidi in soldati intrepidi. Non vennero poi mai meno nel combattimento. Combatterono finché entrarono con Gesù nel paradiso.

  Combattiamo noi medesimi e sforziamoci. Ce ne ammonisce lo stesso divin Salvatore per mezzo del suo evangelista Luca: "Sforzatevi dunque di entrare per la porta angusta, perché lo dico a voi che molti cercheranno di entrare e non potranno"85. Attendiamo subito per iscorgere fino a qual grado dobbiamo estendere gli sforzi nostri per ottenere il trionfo della salvezza.

  2. Noi abbiamo aperti gli occhi alla luce in questa terra e ci siamo trovati in un campo di combattimento. Le parti del combattimento sono da una parte l'anima con le sue potenze di memoria, di intelletto di volontà. Dall'altra parte è il corpo con le sue voglie ree di concupiscenza, di interesse, di superbia.- 499 - Son due, lo spirito [180]e il corpo. Lo spirito ci dice che è vergogna cederla al corpo. Il corpo o si infinge come un impostore o si pretende come un audace e si sforza di sfogare le sue voglie. L'anima grida al corpo: rinnegati e sostieni. Il corpo non risponde tanto con le parole come si sforza con i fatti per dire: falla finita e lasciami godere.

  Quest'è il combattimento che continua entro noi medesimi. È una lotta. È un duello di sfida. È una guerra incessante. Figuratevi che in famiglia vostra entri un servo poltrone il quale, per poter continuare a far niente, vi metta sossopra la famiglia e inalberi contro al padron di casa. Fino a quando sosterreste che l'iniquo continui la sua guerra di rivoluzione?

  Ma non è vergogna maggiore che allo spirito, quel sovrano nobile che deve dominare in noi, voi gli facciate piegare il collo perché gli passi sopra con i piedi più di una servaccia ignobile, la passione vilissima del senso? Il ciel ci guardi! Per non cedere a un punto di onore ovvero ad un interesse di casa, voi siete disposti a contrastare, dispostissimi a sudare in stenti. Il cielo ci aiuti sempre. Per non [181]darla vinta al corpo sforziamoci maggiormente. Sforziamoci fino all'agonia. Il paradiso è troppo bello. Misero chi non si dispone per dare la vita e assicurarsi il tesoro del paradiso!

  3. Il nostro divin Salvatore ancor fanciullo ha cominciato una guerra di sangue, benché egli fosse innocentissimo. Ha proseguito il combattimento con lena interminabile, fino alla morte in croce. Ma ha dei cristiani seguaci di Gesù i quali non si risolvono mai a entrare in guerra colle proprie passioni. Le lisciano, le adulano, non le mortificano. Come sono delicati i cristiani di oggidì! Impiegano tutto lo studio per rendersi più agiata la vita. Adoperano tutti gli sforzi per allontanare ogni ombra di patimento. Cristiani, cristiani, se non imbrandite un'arma, se non punite i sensi ribelli, com'è possibile che entriate trionfanti con Cristo in cielo?

  Ha altri cristiani i quali incominciano da combattere le passioni e poi che si stancano. Si armano, come potenti, dello scudo dell'orazione e poi l'abbandonano. Si muniscono dell'appoggio dei santi Sacramenti e poi ne concepiscono noia. Miseri, miseri, che fate?... Ricordatevelo che [182]se non perseverate- 500 - sino alla fine non potete esser salvi. Che gl'importa al sovrano che il soldato abbia vegliato per tener lontano l'inimico nelle ore del e, poiché addormentatosi, la sera abbia lasciato invadere tutta la casa? Per essere salvi dobbiamo combattere finché giungiamo al vertice del Calvario per configgere in croce il corpo ribelle.

  4. Forse ha tra voi chi si scusa con dire: "Combattere per entrare in paradiso? Bastano gli sforzi all'ultimo della vita". Falso, falso! Vedetela, la porta è , in alto di quel monte scosceso del Taborre. Per ascendere vi sono dirupi, vi sono balze, vi sono pericoli. Poi la porta è angusta, è ben custodita. Per isbarrarla è d'uopo di molta forza. Ma se voi aspettate d'essere vecchi, come potreste salire? Se attendete a infiacchirvi con i godimenti, come potete aggrapparvi ? E quando appena avrete forza a muovere una mano o per emettere un sospiro di lamento, possibile che possiate d'un colpo solo spalancarvi quella porta, per aprirsi la quale i più hanno dovuto faticare per tutta la vita? Miseri, miseri, perché credendo così voi vi illudete [183]di continuo. Credetelo allo apostolo Luca: "Sforzatevi <di> entrare per tempo per la porta angusta del paradiso, perché all'ultimo molti cercheranno <di> entrare ma nol potranno".

  Avete qui dinanzi Gesù Cristo il quale viene avanti <a> tutti. Vedete come è forte. Viene coperto di ferite e di sangue, ma non è meno gagliardo. Teniamogli dietro tutti. Gesù Cristo in questo ci compare in atto di trionfatore immortale. Non periremo neppur noi, se combatteremo da forti. Quando saremo entrati nella gloria, il trionfo sarà segnato, la guerra sarà allora terminata, ma non prima.

Riflessi

  1. Gesù Cristo compare capitano glorioso nei combattimenti del sangue.

  2. Dobbiamo combattere noi stessi, perché in noi colpevoli è continua la guerra fra la carne e lo spirito.

- 501 -3. Dobbiamo combattere <d>a principio della vita e continuare sino alla fine.

  4. Quelli che aspettano all'ultimo non sono tampoco abili a combattere e così è pericolo massimo che abbiano miseramente a perire.





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83 Cfr. 1 Gv 5, 6.



84 Cfr. Lc 24, 13-31.



85 Lc 13, 24.



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