Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (II corso)
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IL PANE DELL'ANIMA SECONDO CORSO DI MASSIME SCRITTURALI ESPOSTE NELLE SPIEGAZIONI EVANGELICHE

Evangelio della domenica decima dopo Pentecoste Un abuso detestabile

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Evangelio della domenica decima

dopo Pentecoste

Un abuso detestabile

  1. [276]Un meschinello si presenta a voi e dice: "Son povero, prestatemi una somma perché mi possa aiutare. Sono miserabile, donatemi quello strumento con cui possa lavorare". Voi vi movete a compassione e donate l'una cosa e l'altra. Ma sciagurati voi! Subito quello sconoscente si vale del denaro per intentarvi una lite ingiusta e degli strumenti fornitigli si abusa a tutto vostro danno, per premere sulle vostre spalle. Detestabile abuso!

  Racconta il divin Salvatore a bocca dello evangelista Luca quanto segue. Un fariseo aveva già ricevuti dal Signore più doni. Ma lo sventurato tolse a vantarsene come di bene proprio.- 553 - Venne perfino nel tempio e stando nel mezzo ponevasi <a> dire a tutti: "Io pago le decime a tempo e misura. Io faccio elemosine generose. Io <faccio> questo e quello di bene". Intanto volgendo lo sguardo ad un pub<b>licano peccatore sì, ma che si batteva per contrizione[277] il petto, e additandolo col dito diceva: "Non sono come quel peccatore !". Stolto fariseo! Il divin Salvatore ripreselo altamente e disse: "Del beneficato che superbo si vanta chi avrà compassione?", e rimandollo con il fulmine di riprovazione134.

  Già il santo Giobbe deplorava un eccesso di ingratitudine cosiffatta. Diceva: "Diedegli Dio al peccatore luogo per far penitenza ed egli se n'abusa in superbia"135. Stranissimo fatto! Ma quanto è detestabile in sé, tanto è comune fra gli uomini. Uopo è che un eccesso di male sia attentamente ponderato per saperlo odiare secondo il merito.

  2. Per intendere l'eccesso di un abuso detestabile, vi pongo sott'occhio una similitudine. Immaginatevi che un sovrano ottimo e benefico abbia raccolto dalla strada un pezzente che morivasi di fame. Lo condusse seco a palazzo e poi lo considerò come un de' suoi figli. Ma lo sciagurato commise un atroce fallo. Il monarca venne con una lancia che sospese sul capo al delinquente. Questi gridò misericordia e il sovrano tolse la minaccia e gli diede tempo per riparare al danno cagionato. Ma il tristaccio, a vece di dolersene di cuore e [278]di riparare quanto fosse in sue forze, si abbandonò peggio che mai in braccio ai compagni del disordine e si consegnò in mezzo ai divertimenti più disonoranti. Eccesso, eccesso! Che ne dite? Pensatelo voi.

  Ci ha levati noi Iddio da un abisso di miseria e ci ha adottati in figli. Noi l'abbiamo offeso gravemente. Il Signore ottimo ci concede il tempo presente perché facciamo penitenza. Ma stolti noi! Ci perdiamo forse in trastulli vani, corriamo in braccio alle vanità. Misero il cristiano poi che abusasse di questo tempo a peccare con maggior sfrenatezza! Cristiani,- 554 - cristiani! Vi par che si possa dare di questo eccesso peggiore? Pure è un abuso quanto detestabile, altrettanto comune nel costume languido e corrotto di molti cristiani di oggidì.

  3. Stranissimo fatto e detestabile! Iddio dona giocondità di vita, beltà di anni, ricchezze a godere, gloria per essere cercato dagli amici, e il cristiano, che fa egli mai? Il cristiano si abusa della vita per peccare, degli anni per godersela, delle ricchezze per incrudelire, della gloria per insuperbirsene. Ah, se per ogni parola blasfema si enfiasse la lingua! Se per ogni [279]carnalità Dio mandasse una lebbra! E se per ogni vanto superbo Dio mandasse un abisso di confusione, io non ne dubito punto che se ne guarderebbero il più dei cristiani. Ma perché Dio tollera, gli altri imperversano.

  Le più alte cure di beneficenza e di favore sono soliti i genitori prodigarle ai propri figli. Però si vuol da tutti che questi ne sieno riconoscenti. Se uno pecca con eccesso di ingratitudine, tutto un mondo di gente se n'addolora. Nello impero chinese quando un figlio si ribella con ingratitudine al padre è un lutto in tutta la casa, è una tristezza nel paese. Se ne manda subito avviso al magistrato e questo in abito di duolo si presenta al sovrano del celeste impero e dice: "Un enorme delitto ha deturpato il suolo che calchiamo con i piè. Disponete pubblici sacrifici perché il cielo non abbia a sobbissare la terra della China. Un figlio si è ribellato con eccesso al proprio padre". Allora il monarca si scolora in viso, si straccia le vestimenta e si copre di gramaglie. Prega poi e fa pregare nelle città del vastissimo regno e intanto sclama sospiroso: "Cielo, perdonerete alla China l'eccesso di ingratitudine? Perdonate, perdonate!". [280]Così si commuovono i cuori idolatri di un popolo pagano. Come si comm<u>ovono per eguale enormità i cuori di un popolo cristiano?

  4. Ed ha dippiù l'eccesso del cristiano. Questi si trastulla ne' suoi infami godimenti e poi dice: "Dio è buono ed egli perdona. Perché il Signore mi dia il paradiso suo, un battimento di petto basta, e questo pure in fin della vita!".

  Presunzione detestabilissima! Dunque il cristiano si serve di Dio come di un vile giuocatore! Si sputi in faccia a lui con

- 555 -le bestemmie. Si rinnovelli<no> le carneficine della flagellazione con le carnalità. Si rinnovino i sacrileghi trattamenti giudaici con le violazioni più manifeste dei giorni festivi, dei giorni di penitenza, e poi si pretenda che Dio d'un tratto dimentichi tutto e doni il suo paradiso! Se uno venisse a coprirvi di fango il volto per suo divertimento e non ponesse confine, che direste voi? E se quegli, <mentre> s'incoraggia <a> schiaffeggiarvi sempre più, si scusasse con dire: "Voi siete buono, mi perdonerete un ", ditelo, che soggiungereste voi?... Ma meschini siamo noi, i quali mentre sappiamo inorridire per un'offesa che si faccia ad una creatura, non sappiamo [281]poi concepire un atto di riprovazione per il colmo di ingiurie che si fanno a Dio.

  5. E noi, o fratelli, ci siamo mai abusati del tempo che Dio ci porge per far penitenza? Oh quante volte e in quanti modi! Cominciammo dalla fanciullezza, imperversammo forse nella giovine età e chissà che molti non perseverino ancora nella virilità o nella vecchiaia.

  E in quanti modi ce ne siamo abusati! Abbiamo perduto un tempo preziosissimo in vanità. Abbiam lasciato passare momenti opportuni per ascoltare una Messa, per dolerci in una santa Confessione, per convertirci ad una fervorosa predicazione. Ci siamo abusati del tempo che Dio ci accorda di penitenza con render male al prossimo e danno all'anima nostra, in quelle molteplici guise che il cuor nostro pur troppo ci ammonisce essere state soverchie.

  Ma fino a quando durerà quest'orribile contrasto, di Dio che benefica e dell'uomo che se n'abusa a superbia? Cieli, inorridite che ne avete alta ragione! Angeli del perdono, supplicate per me, gemete per tutti questi che ascoltano! Di mezzo a noi più <non> si dia un eccesso di ingratitudine cosiffatta. Dio che benefica e il cristiano che [282]imperversa, che abuso strano e detestabile!

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Riflessi

  1. Un abuso detestabile è quello del cristiano che imperversa mentre Dio gli tempo a far penitenza.

  2. Il Signore ci ha levati dalla via di perdizione, ed ora si imbaldanzisce da noi?

  3. Un eccesso di ingratitudinestrano, usato dal figlio al padre, si deplora altamente dagli stessi pagani.

  4. Ma il cristiano dice che Dio è buono; intanto si spassa nelle iniquità.

  5. Fra noi quanti si trova<no> che hanno così abusato della misericordia del Signore?





p. 553
134 Cfr. Lc 18, 9-14.



135 Gb 24, 23.



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