Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (II corso)
Lettura del testo

IL PANE DELL'ANIMA SECONDO CORSO DI MASSIME SCRITTURALI ESPOSTE NELLE SPIEGAZIONI EVANGELICHE

Evangelio della domenica decima nona dopo Pentecoste Chi si salva?

«»

[- 588 -]

Evangelio della domenica decima nona

dopo Pentecoste

Chi si salva?

  1. [341]Abbiamo nell'odierno Evangelo la presenza di un padre ottimo che è tutto in sollecitudine per chiamare i figli suoi alla mensa nella casa sua. Abbiamo poi la figura di figli ingrati, i quali si mostrano industriosi per eludere queste paterne sollecitudini. Spiacevolissimo contrasto! Ascoltiamo ciò che ne riferisce l'evangelista san Matteo: "In quel tempo parlava Gesù ai principi dei sacerdoti ed ai farisei in parabola, dicendo: Il regno de' cieli è simile ad un uomo re il quale fece le nozze al figliuol suo. E mandò i suoi servi <a> chiamare gli invitati alle nozze; questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi dicendo: Dite agli invitati: ecco, il mio pranzo è preparato, i buoi sono uccisi e gli animali a ciò serbati; venite alle nozze. Ma quelli non se ne diedero pensiero e se ne andarono chi alla sua villa, chi al suo negozio. Altri poi presero i servi di lui e trattaronli ignominiosamente e li uccisero. [342]Udito questo, il re si sdegnò e mandate le sue milizie sterminò quegli omicidi e diede alle fiamme le loro città. Allora disse a' suoi servi: Le nozze erano all'ordine, ma quelli

- 589 -che erano invitati non furono degni. Andate dunque ai capi delle strade e quanti incontrerete fateli venire tutti alle nozze. I servi andarono e radunarono per le strade quanti trovarono e buoni e cattivi, e il banchetto fu pieno di convitati.

  Ma entrato il re per vedere, scorse un uomo che non era in abito da nozze e gli disse: Amico, come entrasti qua senza veste nuziale? Quegli ammutolì. Allora il re disse a' suoi ministri: Legatelo per le mani e pe' piedi, gettatelo nelle tenebre esteriori; ivi sarà pianto e stridor di denti, perocché molti sono i chiamati e pochi gli eletti"164.

  Strano contrasto! Un padre che dispone suntuosa la mensa e figli che rifiutano <di> sedere! Chi si salva? Terribile domanda alla quale non si può rispondere che con trepidazione viva. Chi si salva adunque? L'apostolo san Pietro esorta così: "Fratelli, usate ancor diligenza maggiore a fine di potere per mezzo delle opere buone rendere certa la vostra vocazione ed elezione, [343]perché facendo così non accadrà che abbiate a peccare"165. Chi dunque si salva? Vediamolo brevemente.

  2. Gli uomini di questo secolo sono smaniosi di ammucchiare ricchezze e di farsi un nome. Per riuscire allo intento non omettono sacrificii di spese, non considerano consumo di fatiche. In una cosa sola mostran volontieri indifferenza. Mostrano poca cura in un interesse massimo, che è quello della salvezza propria. Quale stoltezza! Pure in questo affare di gravissimo momento dicono: "Che serve che ci affatichiamo? Ci salveremo se Dio ci ha predestinati per salvarci". E intanto conducono una vita fredda e perfino viziosa.

  Ingannati! Iddio vi predestina al paradiso, cooperate colle vostre buone opere. Il Signore è medico che guarisce, ma a condizione che si assumano le medicine. È padre che salva, ma a condizione che si abbia a lavorare. Perché non dite così anche nel resto del vivere <e> del mangiare? "Vivrò se Dio ha fisso, e se egli lo vuole io mangerò senza che mi incomodi a muover dito di mano o di piede"...

- 590 -  Chi dunque si salva? Da parte di Dio tutti si salvano, perché egli è padre amorevole il quale [344]non vuol che uno perisca ma tutti che vivano. Da parte degli uomini poi, quelli soli si salveranno che avranno fatto delle opere buone.

  3. Quest'opere Iddio eterno le vede come in uno specchio fino ab eterno. Or come scorge che noi operiamo, così è disposto a darci alla sua volta o premio o castigo. Non è così che giudica un padre? Dalle azioni del figlio distingue se sia più degno di merito che di castigo. Così i politici dallo andamento della società di questo giorno vengono a discernere quello che ne sarà allo indomani. Come in presente, in scorgere che da tanti si ricevono le dottrine più perverse dei fatalisti, dei protestanti, degli atei più sfacciati, facile è congetturare l'avvenire triste della stessa famiglia cristiana. È scritto che chi semina vento di false dottrine, raccoglie alla sua volta turbine di tempeste166.

  4. Ha dei cristiani che dicono: "Per salvarsi basta morire in grazia di Dio. A quest'uopo, quando uno all'ultimo della vita si batta il petto, questo sol basta perché gli sieno perdonate le colpe sue". Semplici, semplici! Figurate che un servo od un figliuol vostro dica: "Vo' divertirmi [345]in tutto il ; stasera sceglierò un momento avanti notte per sentire i vostri comandi". Che gli rispondereste voi? Ed or pensatelo se Dio sia contento che lo trattiate con sì poca civiltà. Dobbiamo fare opere buone e farne continuamente. Chi una volta sola fra il giorno commette un disordine grave, sarebbe sicuro di ricevere al tramonto del mercede del suo lavoro? Forse la riceve, ma può accadere che nemmeno la riceva. E se egli è abbandonato nell'angolo della piazza, misero, egli è perito omai!

  E noi vorremo al legger filo di un forse attaccare l'interesse della nostra eterna salvezza? In affare di interesse sommo vuolsi diligenza somma. Per non fallare non omettiamo un briciolo167 solo di quel bene che ci è dato di poter eseguire.

- 591 -  5. Mano a mano che noi facciamo un'opera di bene, sentiremo nel nostro cuore più viva una voce che dice: "Tu sei salvo omai!". I buoni sentonla viva questa voce. Ha di quelli che in pensare alla gloria che li attende escono in un tripudio di allegrezza viva. In questo modo quelli che operano il bene si hanno del paradiso una fiducia sicura e una certezza morale, la [346]quale è atta a tranquillare quanto basta il cuor del cristiano. Ha una sicurezza estrinseca: chi opera con merito è degno di premio.

  Fortunato il cristiano il quale avanti si ha un fascio di opere sante! Sollecitiamo tutti così. I dabben fedeli sono smaniosi in fare del bene. Compiuta un'opera, si affrettano all'altra e poi con occhio sottile spiano perché il loro bene sia esatto in tutte le parti, e scorgono con lume sottile per eseguire un po' di bene fin dove ancora non poterono arrivare. Pietosa industria, la quale conduce i cristiani operosi ad un apice invidiato di perfezione! E noi che abbiamo fatto fin qui? E che intendiamo fare in avvenire? Di noi chi si salverà? Ci salveremo tutti, se tutti attendiamo per fare molte opere buone.

Riflessi

  1. Chi si salva?

  2. Si salvano quelli che fanno opere buone.

  3. Che le fanno in tutta la vita.

  4. Che usano in ciò diligenza attenta.

  5. Questi hanno morale sicurezza di essere salvi.





p. 589
164 Mt 22, 1-14.



165 2 Pt 1, 10.



p. 590
166 Cfr. Os 8, 7.



167 Nell'originale: bricciolo.



«»

IntraText® (VA2) Copyright 1996-2016 EuloTech SRL
Copyright 2015 Nuove Frontiere Editrice - Vicolo Clementi 41 - 00148 Roma