Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (II corso)
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IL PANE DELL'ANIMA SECONDO CORSO DI MASSIME SCRITTURALI ESPOSTE NELLE SPIEGAZIONI EVANGELICHE

Evangelio della domenica vigesima prima dopo Pentecoste Una lucerna dal cielo

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Evangelio della domenica vigesima prima

dopo Pentecoste

Una lucerna dal cielo

  1. [353]Un lume di lucerna fa conoscere le persone e le cose. Però poco vale una fioca luce di lucerna terrestre. Vale assai uno splendore di lucerna celeste. Gli uomini possono benissimo ingannarsi, ma non è possibile che d'un punto si inganni il Signore. Ascoltiamo in proposito il testo evangelico come ci è narrato da san Matteo.

  "In quel tempo disse Gesù a' suoi discepoli questa parabola: Il regno de' cieli fu rassomigliato ad un uomo re, il quale volle accomodare i conti con i suoi servi. E avendo incominciato, gli si offerì uno d'essi che gli doveva dieci mila talenti, né avendo di che pagare, comandò il padrone che fosse venduto lui e la sua moglie, i figli e tutte le sostanze che aveva, e che soddisfacesse. E il servo prostrandosigli dinanzi diceva: Abbiate pazienza, che io vi soddisferò il tutto. N'ebbe compassione il padrone di quel servo, lasciollo [354]e gli condonò il debito. Quel servo uscendo si abbatté in un conservo che dovevagli cento denari. Allora, tenendolo, minacciava <di> soffocarlo con dire: Dammi ciò che mi devi. E prostrandosigli, questi supplicavalo dicendo: Abbi pazienza, che io ti renderò il tutto. Quegli non volle, ma partissi e lo fece imprigionare finché soddisfacesse il debito. I conservi scorgendo questo se ne attristarono non poco. Vennero dunque e narrarono al proprio padrone tutto l'accaduto. Allora chiamollo il padrone suo e gli disse: Servo sciagurato, tu mi hai pregato ed io ti perdonai un grave debito; non dovevi tu aver pietà del tuo conservo come io n'ebbi di te? E indignato quel padrone consegnollo ai carnefici, finché rendesse fino all'ultimo quadrante. Così anche il mio celeste Padre farà a voi, se ciascuno con tutto il cuore non perdonerà al proprio fratello"170. Fin qui il santo Evangelo.

- 596 -  Mi faccio ora ad osservare e dire: i giudizii del Signore sono ben altri che i giudizii degli uomini. Possono gli uomini ingannare se medesimi, possono ingannare altrui, ma Dio né si inganna né può o vuole ingannare veruno. Iddio giudica con [355]lucerna migliore le persone e le cose che i mortali quaggiù. Il profeta Sofonia ce ne porge avviso minaccioso. In alludere al giudizio del Signore ei dice: "Avverrà poi in quel tempo: scruterò Gerusalemme nelle lucerne e visiterò confitti nelle feccie loro gli uomini che dicono nel proprio cuore: Non farà bene il Signore e non farà male"171. Attendiamo a studiare il senso di queste ammonizioni. Poniamo studio per apprendere, avanti che venga a giudicarci il Signore.

  2. Racconta san Giovanni Climaco che a quei tempi il deserto della Tebaide era affatto coperto da moltitudine di gente che si ritraeva dal mondo a fine di pensar più seriamente a salvarsi l'anima. Intanto i digiuni erano di ogni , le vigilie prolisse, le orazioni fervide. Parevano angeli in carne che omai altro non sospiravano che di congiungersi a Dio nel cielo. Però quando veniva il punto di morte, oh come tremavano con ansia! Temevano ancora che qualche colpa, o non bene avvertita o non abbastanza deplorata, potesse ancora trovarsi in loro ed essere poi da Dio condannati.

  Fratelli miei, le lucerne del Signore [356]come scorgono ogni pensiero della mente, come distinguono ogni affetto minuto del cuore! Pure noi stiamo sicuri. Non è da starne senza qualche timore sempre, perché Iddio vede assai più minutamente che non scorgiamo noi medesimi.

  3. Per discernere ogni neo di colpa il Signore accende una lucerna increata, che è la sua sapienza eterna. Ah come dessa sola è attissima per distinguere ogni filo sottile di colpa! Poi accende molte lucerne create. Mette innanzi la lucerna della coscienza di ciascuno che è per esser giudicato. La coscienza grida sempre ad ogni atto di colpa. Mette innanzi la lucerna di Maria benedetta, dei santi e degli angeli che tanto sonosi adoperati a fine di farci evitar ogni sorta di colpa, o grave o

- 597 -leggiera. Poi il sole di giorno e la luna e le stelle di notte e le creature insensate, che son state testimonii delle colpe nostre, testificheranno contro di noi se avremo peccato. Quante lucerne e quanto lume scruterà sopra di noi! Meschinelli! Noi staremo attendendo. Oh come un vivo orrore ci deve far fremere in considerare l'alta confusione che proverà il peccatore al giudizio di Dio!

  4. [357]E notate che fin qui il Signore ci protesta di usare cosiffatta diligenza sua in pro delle anime giuste, ossia di quelle anime che appena sono macchiate da colpe veniali. Ma sono altre anime assai più peccatrici. Ha dei bestemmiatori abituati e sacrileghi. Ha degli impudici che sono confitti nel fango delle proprie colpe. Ha dei rapaci che sonosi impinguati con il sangue dei poveri. Insomma, ha dei peccatori pubblici e scandalosi. Intorno a questi quale giudizio farà finalmente il Signore?

  Consideratelo voi medesimi. Non ha già bisogno il Signore di accender tante lucerne per discoprire quelle orrende macchie. Si vedono in un momento. Il Signore a queste anime scellerate basta che dia un'occhiata per condannarle irremissibilmente. Spavento altissimo! Oggidì i peccatori impazziscono nei loro delitti e vantansi in tante loro iniquità come nella gloria di un trionfo. Li scorgerete in quel . Oh come tremeranno allora in tutte le membra! Fratelli miei, non invidiamo i peccatori. Dai vostri giudizii liberateci, o Signore.

  5. Ma qui mi rimane cosa che in dirla mi sale il sangue alla fronte. Non sembrerebbe [358]credibile se non fosse vera. Certi cristiani si i quali apertamente dicono: "Morto uno, tutto è finito. Dio non esiste". Ha altri che non osano parlare così sfrontatamente, ma vengono a dire lo stesso con certi loro discorsi maligni e sottili. Nol dicono a tutti, ma lo manifestano ai più confidenti.

  Ha di quelli che non lo dicono in parole, ma lo manifestano con il fatto. Usano tanti tradimenti per giungere ad un posto e tante frodi per acquistare un colmo di ricchezze. Sono così ingiusti con gli eguali e così crudi con gli inferiori, che già manifestamente danno a conoscere sé non credere che siavi in cielo un Dio che vede e che punisce le ribalderie umane. E questi quale

- 598 -comparsa faranno un ?... Innorridisco in pensarvi. Poniamoci in ispirito col volto chino a terra e gridiamo tutti supplichevoli: "Liberateci, o Signore, dal furore dei vostri giudizii!".

Riflessi

  1. Una lucerna del cielo.

  2. Iddio scruterà ancora intorno alle anime fedeli.

  3. [359]A tale scopo accenderà il Signore molte lucerne.

  4. I peccatori fradici poi li condannerà dopo che v'abbia dato uno sguardo semplice.

  5. Più furiosamente abbatterà gli atei e gli increduli.





p. 595
170 Mt 18, 23-35.



p. 596
171 Sof 1, 12.



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