Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (III corso)
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IL PANE DELL'ANIMA TERZO CORSO DI MASSIME SCRITTURALI ESPOSTE NELLE SPIEGAZIONI EVANGELICHE

Evangelio della domenica prima di Avvento La ventola nella destra del giudice

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Evangelio della domenica prima

di Avvento

La ventola nella destra del giudice

  1. [3]Vivono molto tribolati gli uomini quaggiù. Ha specialmente dei cristiani che soffrono mentre sono buoni. Soffrono poi per mano di fratelli, persecutori infinti o manifesti. Oh come duole vedere gli innocenti perseguitati! Ma fate animo, o fratelli. Verrà giorno nel quale si farà separazione. Ai buoni sarà dato il lor premio, ai tristi il castigo che si meritano. Non è dubbio. Il Signore ne ha impegnata la parola sua. Eccovi ciò che in proposito ne riferisce l'evangelista san Luca:

  "In quel tempo disse Gesù a' suoi discepoli: Saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle. I popoli della terra saranno costernati per lo sbigottimento che cagionerà il fragor del mare e dei flutti; gli uomini rabbrividiranno per lo spavento nell'aspettazione di ciò che ha a [4]succedere nell'universo, concios<s>iaché le virtù celesti saranno scosse. Allora vedranno il Figliuolo dell'uomo venire sovra una nuvola con gran potenza e maestà"1.

  Guardiamo, o fratelli, alla maestà di Gesù Cristo che si avanza inverso a noi. Egli viene per fare giustizia in questa terra. Vuol che i buoni sieno riconosciuti, che i tristi sieno condannati. Lo stesso evangelista san Luca ce lo descrive in atteggiamento di persona più da campagna che da città. Reca la sua ventola nella destra e dice di volere con quella purgare l'aia della sua Chiesa. Eccone le parole testuali: "La ventola è nella mano di lui ed egli purgherà la sua aia e radunerà il frumento- 614 - nel granaio suo; le paglie poi le abbrucierà in un fuoco inestinguibile"2.

  Divin Salvatore, oh come in quel giorno vi riconosceranno giusto tutti gli uomini! Ma noi vi adoriamo tutti riverenti nello spazio di questo tempio. Desideriamo poi di comparirvi innanzi ossequiosi e amanti nel giorno in cui giudicherete il mondo.

  2. Quaggiù nella Chiesa di Gesù Cristo stannosi congregati buoni e cattivi. Talvolta chi è buono è rappresentato come3 un tristo, in quella che un tristo iniquo figura come onesto e pio. La Chiesa di Gesù Cristo su questa terra è come un'aia, nella quale stanno agglomerati il buon frumento insieme e la pula.

  Ma appunto dura forse fatica il contadino a purgare il frumento suo? Anzi compie questa separazione in un momento. Prende un ventilabro, che non è altro che una pala di legno, e con questo scagliando il frumento nell'aere a breve distanza, subito ottiene che da una parte cada il buon grano e dall'altra si abbassi più sollecita la pula. Così il nostro giudice Gesù Cristo, quando sia venuto, in un momento separerà i buoni dai cattivi. Allora poi si vedrà! Gli ipocriti, che hanno cercato di ingannare tanta parte di mondo, si conosceranno. Gli oziosi infinti e gli altri, che nascostamente si rodevano di rabbia ovvero di invidia o di altra passione ancor più rea, in quel giorno si scopriranno in tutta la loro vita. I tristi ne saranno desolatissimi e confusi al sommo, ma è necessario perché finalmente i buoni sieno giustificati[5] al cospetto di tutto il mondo.

  3. Il giudice supremo è Gesù Cristo. Egli è la sapienza eterna che tutto scruta, che tutto ha presente al suo sguardo.

- 615 -È sapienza infinita; non pensatevelo mai che per caso gli si possa nascondere un solo pensiero della mente ovvero un affetto minuto del cuore.

  Gesù Cristo è il giudice supremo, perché come il Padre con la sua grazia suscita le anime dallo stato di colpa a quello della grazia, così Gesù Cristo suscita i corpi dallo stato di morte a quello di vita. Allora tutti i morti risorgeranno per stare dinanzi a Gesù che li ha a giudicare. Chi ha da essere giudicato, è giusto che veda il giudice proprio; ma i reprobi non potrebbero vederlo, se Gesù non venisse in persona in qualità di Uomo Dio.

  Poi non è stato già Gesù Cristo condannato come reo ne' più minuti4 e più iniqui tribunali? Vel ricordate quando Gesù dinanzi a Caifasso era schiaffeggiato, quando fu burlato innanzi ad Erode e quando fu sentenziato dal vile giudice Pilato? Ed or non è giusto che Gesù si presenti in persona agli uomini e si lasci scorgere in tutta la gloria della sua maestà?... [11]E allora chi saprà d'aver oltraggiato Gesù con vili bestemmie e chi sentirà d'aver più di una volta profanato il sangue del Salvatore, come potrà in quel momento star a vedere? Ma gli scellerati saranno costretti a rimanersene, finché Gesù li additi al cospetto di tutti e poi li condanni.

   4. Intanto eccoli tutti quanti gli uomini, adunati all'universale giudizio. Sono innumerabili di numero, perché son tutti gli uomini che son venuti da Adamo per ottomila anni fino a noi. Sono poi tutti gli uomini che ancor nasceranno sino alla fine del mondo.

  Questi popoli, sterminati di numero, saranno, come vel dissi, mescolati nella fede e nel costume; si troveranno ebrei con turchi, turchi con fedeli5 cristiani. Che avverrà intanto? Non è dubbio.

  Gli ebrei, i quali hanno sentito Gesù Cristo predicare e poi non l'hanno seguito, saranno condannati in un fascio. Gli

- 616 -infedeli, che hanno veduto Gesù salire al Calvario, eppure gli imprecarono orribilmente, saranno con minor forza condannati, con una giustizia sommaria, come si fa dei ribelli in tempo di guerra. Rimarranno i cristiani. Questi che a Gesù Cristo hanno costato il [12]suo sangue santissimo, questi che Gesù amò con sì vivo affetto nei Sacramenti augustissimi, questi medesimi saranno separati con la ventola. Mio Dio, fra cristiani si troverà molta pula da ardere? Orribile vista! La pula e la paglia oh come sono atte a bruciare in una voragine di fuoco che si appresti!

  5. Si conoscerà allora da tutti la giustizia del Signore, si intenderà perché il Signore abbia lasciati quaggiù mescolati i buoni coi tristi. Il frumento riceve appoggio e concorso dalla paglia e dalla pula, benché Dio possa disporre che nasca mondo e solo dalla terra. Ammirabile è la sapienza di Dio in cavar il bene dal male medesimo.

  In ogni casa sono persone e moleste e triste. In ogni paese sono persecutori pessimi, come in ogni tempo ha la sua guerra nella Chiesa dello stesso divin Salvatore. Al giudizio universale si intenderà come i cattivi sono stati occasione felice perché i buoni esercitassero la pazienza, l'umiltà, il distacco dalle cose della terra. Compariranno i buoni a guisa del frumento, che per ogni granello ne dona cento in copia abbondante. Che felicità in quel a trovarsi frumento eletto! Sarà godimento [13]pari alla sciagura che sentirannosi i reprobi in riconoscersi paglia sterile, pula fastidiosa e abbominevole.

  6. Intanto i buoni saranno tutti adunati intorno a Dio. In questa terra i buoni per maggior gloria del Signore vivono separati all'oriente, all'occidente od al settentrione ovvero al mezzodì, dove le genti sono più barbare per convertirle. Quando sia giunto quel giorno di universale giudizio, tutti quanti i buoni si troveranno congregati in santa letizia. Le anime del purgatorio saranno cavate di e messe tutte in questa adunanza eletta. Nel primo momento che si scorgeranno gli uni gli altri, esciranno in cantico di gioia, in inni di ringraziamento e di lode. Conosceranno di essere con Dio e godranno di essere beati.

  7. Invece i reprobi saranno ricacciati giù ad ardere come

- 617 -un mucchio di paglia negli ardori del fuoco. Oh come si strugge con forza la paglia in una fornace di fuoco! Così le anime degli scellerati nello inferno. Ma non vi cada in mente che anche possano per avventura terminare di struggersi. È scritto che le paglie bruceranno in un fuoco inestinguibile. Quel fuoco è acceso dalla giustizia di Dio, pronta [14]a vendicare ogni gravità di colpa. Il furor divino vi soffia entro come il vento di un nembo. Infelici che vi ardono, oh come sentiranno il peso di essere stati paglia inutile e pula ignominiosa, mentre potevano essere un frumento eletto!

  Intanto il giudizio si termina, la condanna è pronunciata. I buoni saliranno nel granaio del celeste Padre, il paradiso. I tristi scenderanno nelle arsure, dove come paglie saranno abbruciati senza consumare mai. E noi che cosa saremo un ?... Saremo quello che perseveriamo ad essere in presente. Saremo buon frumento se diamo frutto eccellente di buone opere. Ma se un di noi è una paglia di indifferenza ed una pula di scandalo e di rovina, costui non è dubbio che, perseverando nella sua stoltezza, non sia o paglia o pula di un fuoco inestinguibile nello inferno.

Riflessi

  1. La ventola in mano al giudice.

  2. La Chiesa di Gesù Cristo è un'aia che sarà purgata alla fin del mondo.

  3. Verrà Gesù Cristo a giudicare buoni e cattivi.

  4. [15]Tutti gli uomini saranno adunati.

  5. Allora si conoscerà perché Dio permise <che> vivessero quaggiù buoni e cattivi.

  6.  I buoni si aduneranno per lodar Dio.

  7.   I tristi congregati saran gettati ad ardere nello inferno.





p. 613
1 Lc 21, 25-27.



p. 614
2 Lc 3, 17.



3 A questo punto termina la p. 4 dell'originale e all'unica copia attualmente (1992) conservata mancano le successive pp. 5-12. Il testo ripristinato è preso dalle pp. 9-18 dell'edizione del 1929 curata da don Leonardo Mazzucchi, riportate con la propria numerazione. La denominazione dell'omelia per la seconda domenica di Avvento (a p. 618 di questo volume) è presa dall'indice dell'opuscolo originale.



p. 615
4 Questa espressione riprende con minor chiarezza quella della fonte segneriana tribunali più infimi (P. SEGNERI, La manna dell'anima, XVIII giugno, Opere del Padre Paolo Segneri, III, Torino 1881, p.302).



5 Nell'originale: infedeli.



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