Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (III corso)
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IL PANE DELL'ANIMA TERZO CORSO DI MASSIME SCRITTURALI ESPOSTE NELLE SPIEGAZIONI EVANGELICHE

Evangelio della domenica terza dopo Pasqua Miseria di un tralcio disseccato

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Evangelio della domenica terza

dopo Pasqua

Miseria di un tralcio disseccato

  1. [159]Lasciateli gli schernitori del bene. Meglio è che preghiate perché si ravvedino. Qual miseria li attende se perseverano sino alla fine nella malignità! Dice il Signore in san Giovanni: "Se alcuno non rimarrà in me, sarà messo fuori come un palmite e disseccherà, e lo raccoglieranno e lo metteranno al fuoco ed esso arderà"78. Tremendo castigo! Non invidiate in eterno i peccatori mai. Dice anche Gesù Cristo nell'odierno Evangelio: "In verità, in verità vi dico: voi vi lamenterete e piangerete, il mondo giubilerà; voi sarete nella afflizione, ma la vostra tristezza si cangerà in gaudio... Voi sarete adesso nella tristezza, ma io vi vedrò di nuovo e il

- 701 -vostro cuore esulterà e nessuno vi potrà togliere il vostro gaudio"79.

  Sicché confortatevi, o fratelli. La gioia vostra sarà copiosa un . E sarà poi tanto più misera la sorte dei tristi. Questi, come palmiti, saran messi fuori dalla vite, fuori dalla [160]vigna e posti ad ardere nello inferno. Vediamo questo castigo, che in vero è il più terribile che si possa dare al cristiano che per malizia sua si stacca dalla vite che è Cristo Gesù.

  2. Considerate un ramoscello di vite e inorridite. Se esso aderisce alla vite sua fa frutto, ma se no, e che ne sia staccato, eccolo inutile a tutto. Un ramo di pero, di pomo o d'altro è atto per farne un utensile di qualche comodità alla casa. Un ramo di vite non è buono che per essere gettato al fuoco. I peccatori che si staccano da Dio sono tralci disseccati. Miseri, miseri! Non altro li aspetta che l'ira e la indegnazion del fuoco. E voi vedete l'empio che prospera quaggiù e lo invidiate?

  3. Pregate per lui di cuore, o lo scorgerete un messo fuori dalla vigna del divin Salvatore. Fuori dalla Chiesa di Gesù Cristo, fuori dal grembo di una madre santa, Maria benedetta, lontano dalle braccia di un padre pietoso, Gesù Cristo. Supplicate, o lo vedrete l'empio tralcio e inutile messo fuori dalla amicizia dei santi, fuori dalla comunione con gli angeli e posto , tralcio iniquo, perché sia pur da tutti maledetto. Ah come allora sarà mutata [161]la sorte dell'empio che oggidì schernisce i giusti del Signore! Ma che sarebbe se un di noi si trovasse egli stesso fuor dalla vigna come un tralcio disseccato? Pensiamo e inorridiamone salutarmente.

  4. Il peccatore messo fuori dalla vigna inaridirà affatto. Un tralcio finché è nella vite, benché morto, ha qualche cosa di umor di fede, ritiene qualche foglia verde di opera buona. Ma quando è gettato fuori dissecca del tutto. Povero peccatore! Quando egli riceva la sentenza di esser condannato, non gli rimarrà più ben di sorta. Nulla di quel bene che per caso

- 702 -può aver praticato nei primi anni della vita. Nulla avrà di quell'abito a far taluna delle opere buone. Non avrà più un verde qualsiasi d'una virtù morale.

  La terra del suo cuore arderà come <quella> di un Mongibello, la terra <del suo cuore> troverassi in una arsura estrema. Andate ora e dite che l'empio si trova in abbondanza di bene! Rimiratelo all'ora della morte, quando tutto gli sarà ritolto.

  5. In quel terribile momento i peccatori saranno legati in fasci. In un fascio i superbi, in un fascio gli avari, in un fascio i sensuali e così degli altri. Ed or dite che [162]un fascio di tralci disseccati si muova, se può. Né meno potranno muoversi più mai i peccatori per far un'opera di bene. Han perduta la libertà, han perduto il potere di far un bene qualsiasi. Un fascio legato si tratta con libertà quando è per gettare al fuoco. Si alzano con il forcone. Si voltano or sopra or sotto finché ardano. Così i peccatori nello inferno saranno levati su dai loro tormentatori, i demoni, o voltati sossopra in mezzo alle fiamme senza che possano mai muoverne una ragion di lamento. Sono tralci disseccati.

  6. Considerate ora come abbrucia un fascio di tralci. Abbrucia in tutte parti senza risparmio. E così si struggono i dannati nello inferno. Ma con questa differenza, che un fascio di sarmenti presto si consuma in cenere. Il fascio dei peccatori brucia senza consumarsi mai. Miseri miseri! Ci duole tanto tanto se un dito piccolo di mano si scotti in una bragia. Che sarà dei peccatori quando abbrucieranno come sarmenti nelle fiamme? Immaginatelo. Un fascio di sarmenti nelle fiamme l'avete posto ad ardere voi medesimi più d'una volta.

  7. Avete poi osservato? Un fuoco vivace [163]in un momento strugge un fascio di tralci disseccati. Con una furia di fiamma infernale brucieranno anche gli empi nello inferno, ma sempre senza struggersi. Il fuoco si aizzerà per ogni dannato che ancor vi sopraggiunga. Le fiamme si attortiglieranno con fischio orribile a penetrare perfino nelle midolla delle ossa. Intanto si farà la giustizia del Signore. I peccatori arderanno perché in staccarsi da Gesù, vite che dona il vigor

- 703 -della vita vera, hanno commesso un'iniquità di malizia troppo grave.

  Fratelli, temiamone tutti. E se non vogliamo aderire a Gesù Cristo per amor del premio e della vita che ci promette <di> donare, aderiamogli almeno per timore del castigo che ci minaccia.

Riflessi

  1. Miseria di un tralcio disseccato.

  2. Un ramoscello di vite inaridito.

  3. Il cristiano messo fuori dalla vigna che è la Chiesa di Gesù Cristo.

  4. È lasciato disseccare affatto.

  5. È poi raccolto in fascio con i superbi o con altro genere di tristi.

  6.  Si butta nel fuoco.

  7.   Perché arda senza struggersi mai.





p. 700
78 Gv 15, 6.



p. 701
79 Gv 16, 20-23.



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